Proteste
rosignano
Sottopasso, nuova ondata di proteste
Mario Moscadelli
Il Comitato scrive al sindaco: pronti a manifestare davanti al Comune
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ROSIGNANO. Erano rimasti in silenzio a lungo. Probabilmente fiduciosi delle promesse dell’amministrazione comunale. Ma ora hanno deciso di ritornare sul piede di guerra. Sono i cittadini riuniti nel Comitato del sottopasso di via Forlì, che hanno deciso di non stare più a guardare ma di tornare nuovamente ad alzare la voce. Al centro delle polemiche l’andamento dei lavori per il tunnel e tutti i disagi che si sta portando dietro da anni. Il Comitato si è riunito lunedì sera, dalle 21, nella sede che si trova nella parrocchia di Santa Teresa. Un incontro a cui hanno partecipato decine di persone, arrabbiate per ciò che da anni sono costretti a sopportare. Alla fine della riunione, è stato dato l’incarico a Ezio Bientinesi di scrivere una lettera al sindaco per fissare un appuntamento. E, se non ci sarà risposta, questo folto gruppo di residenti è pronto a manifestare sotto la sede del Comune. «La riunione dell’altra sera - spiega Bientinesi - è stata indetta perché gli abitanti di via Agostini, via Moro e via Forlì sono stufi del perdurare dei lavori. Ritardi su ritardi, che stanno arrecando forti disagi. E allora vogliamo un nuovo faccia a faccia con il sindaco per sapere come stanno le cose».
Le accuse che il Comitato rivolge all’amministrazione sono dirette e fanno capire la rabbia dei residenti. Il testo della missiva protocollata ieri mattina in Comune inizia con una considerazione sull’andamento dei lavori. «La riunione è stata indetta anche per il fatto che secondo noi sono pochi gli operai presenti sul cantiere ed è per questo che la fine di questo sottopasso appare molto lontana. E allora, vista la latitanza mostrata dall’amministrazione comunale più volte sollecitata sull’argomento da altre lettere, abbiamo deciso di richiedere un incontro ufficiale con Nenci». Nella lettera sono indicati quattro punti salienti. Quattro punti che racchiudono le ultime significative tappe di questa vicenda costellata da numerose proteste. «Nell’incontro del Comitato con il sindaco del 5 maggio scorso - si legge nel documento - fu indicato che i lavori si sarebbero conclusi per la fine del mese di settembre 2008. Fu assicurato, inoltre, l’impegno a esaminare preventivamente con i residenti sia il piano di rifacimento di via Agostini per non impedire l’accesso alle abitazioni, sia le problematiche che la futura viabilità potrebbe presentare riguardo all’innesto tra la via Aurelia e via Oberdan».
Al secondo punto c’è la condizione dell’attuale viabilità. «La modifica provvisoria della viabilità derivante dalla riapertura della corsia della via Aurelia direzione Cecina-Livorno, che ha peggiorato ulteriormente le vie d’accesso alle abitazioni di via Agostini con un percorso che sembra un labirinto e con strade campo profughi, doveva durare solo un qualche mese. È passato un anno ed è tutto come allora». Al terzo punto ci sono gli interventi a difesa dei cittadini. «Nessuna risposta - prosegue la lettera - c’è stata data alle ripetute richieste di incontro formalmente inoltrate all’amministrazione comunale negli ultimi mesi per conoscere le misure adottate per ridurre i disagi esistenziali causati alla popolazione dal protrarsi dei lavori». Il documento si chiude con l’elenco di un’altra serie di difficoltà. «Le famiglie che abitano intorno al cantiere sono da oltre 3 anni assediate da una recinzione che le costringe ad ardue manovre con le auto e dai rumori e dalla polvere prodotta dalla macchine operatrici».
Dopo questo lungo sfogo, il Comitato chiude con un attacco anche a Ferrovie e all’impresa appaltatrice («scarso impegno a limitare i disagi e a concludere rapidamente l’opera) e mette in guardia il Comune. «L’esasperazione dei cittadini - spiega Bientinesi - ha raggiunto un limiti tale che, in mancanza di un incontro a brevissimo termine, il Comitato si riunirà per una manifestazione da farsi questa volta direttamente in Comune».
Le accuse che il Comitato rivolge all’amministrazione sono dirette e fanno capire la rabbia dei residenti. Il testo della missiva protocollata ieri mattina in Comune inizia con una considerazione sull’andamento dei lavori. «La riunione è stata indetta anche per il fatto che secondo noi sono pochi gli operai presenti sul cantiere ed è per questo che la fine di questo sottopasso appare molto lontana. E allora, vista la latitanza mostrata dall’amministrazione comunale più volte sollecitata sull’argomento da altre lettere, abbiamo deciso di richiedere un incontro ufficiale con Nenci». Nella lettera sono indicati quattro punti salienti. Quattro punti che racchiudono le ultime significative tappe di questa vicenda costellata da numerose proteste. «Nell’incontro del Comitato con il sindaco del 5 maggio scorso - si legge nel documento - fu indicato che i lavori si sarebbero conclusi per la fine del mese di settembre 2008. Fu assicurato, inoltre, l’impegno a esaminare preventivamente con i residenti sia il piano di rifacimento di via Agostini per non impedire l’accesso alle abitazioni, sia le problematiche che la futura viabilità potrebbe presentare riguardo all’innesto tra la via Aurelia e via Oberdan».
Al secondo punto c’è la condizione dell’attuale viabilità. «La modifica provvisoria della viabilità derivante dalla riapertura della corsia della via Aurelia direzione Cecina-Livorno, che ha peggiorato ulteriormente le vie d’accesso alle abitazioni di via Agostini con un percorso che sembra un labirinto e con strade campo profughi, doveva durare solo un qualche mese. È passato un anno ed è tutto come allora». Al terzo punto ci sono gli interventi a difesa dei cittadini. «Nessuna risposta - prosegue la lettera - c’è stata data alle ripetute richieste di incontro formalmente inoltrate all’amministrazione comunale negli ultimi mesi per conoscere le misure adottate per ridurre i disagi esistenziali causati alla popolazione dal protrarsi dei lavori». Il documento si chiude con l’elenco di un’altra serie di difficoltà. «Le famiglie che abitano intorno al cantiere sono da oltre 3 anni assediate da una recinzione che le costringe ad ardue manovre con le auto e dai rumori e dalla polvere prodotta dalla macchine operatrici».
Dopo questo lungo sfogo, il Comitato chiude con un attacco anche a Ferrovie e all’impresa appaltatrice («scarso impegno a limitare i disagi e a concludere rapidamente l’opera) e mette in guardia il Comune. «L’esasperazione dei cittadini - spiega Bientinesi - ha raggiunto un limiti tale che, in mancanza di un incontro a brevissimo termine, il Comitato si riunirà per una manifestazione da farsi questa volta direttamente in Comune».
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