Sicurezza
rosignano
Genitori in rivolta per la mensa
Mario Moscadelli
All'indice «il cattivo gusto del cibo», incontro urgente scuola-Comune
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ROSIGNANO. Hanno anche minacciato di non pagare per due mesi la retta. Genitori arrabbiati alle scuole elementari Solvay. Ma questa volta il ministro Gelmini non c’entra niente. Il motivo dei malumori è la mensa. O meglio, la maniera con cui vengono cucinati alcuni pasti, che nelle ultime settimane sarebbero risultati poco graditi agli alunni che la frequentano. Il problema sollevato dalle famiglie, e che ha visto subito l’interessamento di docenti, preside e responsabili del servizio, non sembra riguardare solo la qualità delle materie prime utilizzate per preparare i pasti, ma soprattutto il gusto e le quantità servite. Sul caso c’è stato un incontro tra la dirigente del Primo circolo didattico Norma Biasci, gli insegnanti referenti per la mensa e i responsabili del Comune. «Non esiste nessun problema sulla qualità dei prodotti delle mensa - precisa l’assessore all’istruzione Fiamma Nesi - ma l’incontro tra la scuola e il nostro ufficio c’è stato in conseguenza di alcune segnalazioni dei docenti, che possono essere considerati una normalità in questo genere di servizio. Considerato anche il fatto che da quest’anno diamo alle scuole la possibilità di esprimersi sul cibo che viene servito e magari contribuire a migliorarlo».
Dunque, l’istituto si è subito mosso dopo che alcuni genitori - preoccupati dal fatto che i figli tornavano a casa insoddisfatti del pasto - si sono mossi per capire il perché di questa situazione. All’incontro con Biasci ha preso parte per l’ente Sabina Repetto. «Abbiamo cercato di ricostruire le probabili cause di queste segnalazioni - continua Nesi - visto che il caso per noi è circoscritto alle Solvay, i cui pasti sono serviti direttamente dalla cucina comunale. Non essendoci dubbi sulla qualità del cibo, che passa da controlli ben precisi, abbiamo messo l’attenzione sui contenitori che conservano gli alimenti. Questi contenitori, infatti, sono stati cambiati recentemente perché mantenevano più a lungo stabile la temperatura del cibo. Ma, evidentemente, condizionavano il gusto delle pietanze, che al palato dunque risultavano in certi casi poco gradevoli. E allora ecco che abbiamo cambiato questi involucri». Un altro motivo che può avere portato gli alunni ad esternare ai genitori qualche disappunto sul cibo delle mensa, può essere l’avvicendamento di parte del personale che è avvenuto all’interno della cucina comunale (tra cui il capo-cuoco). «Un diverso tipo di cucinare può avere influito sul gusto - precisa l’assessore - ma ci tengo a sottolineare la professionalità della nostra cucina e soprattutto la bontà dei prodotti utilizzati». L’incontro tra scuola e ufficio servizi educativi si è chiuso con la promessa di una maggiore attenzione sulla mensa delle Solvay. Una promessa doverosa, visto che i genitori erano sul punto di mettere in piede una vera e propria protesta su una mensa giudicata «scadente».
Dunque, l’istituto si è subito mosso dopo che alcuni genitori - preoccupati dal fatto che i figli tornavano a casa insoddisfatti del pasto - si sono mossi per capire il perché di questa situazione. All’incontro con Biasci ha preso parte per l’ente Sabina Repetto. «Abbiamo cercato di ricostruire le probabili cause di queste segnalazioni - continua Nesi - visto che il caso per noi è circoscritto alle Solvay, i cui pasti sono serviti direttamente dalla cucina comunale. Non essendoci dubbi sulla qualità del cibo, che passa da controlli ben precisi, abbiamo messo l’attenzione sui contenitori che conservano gli alimenti. Questi contenitori, infatti, sono stati cambiati recentemente perché mantenevano più a lungo stabile la temperatura del cibo. Ma, evidentemente, condizionavano il gusto delle pietanze, che al palato dunque risultavano in certi casi poco gradevoli. E allora ecco che abbiamo cambiato questi involucri». Un altro motivo che può avere portato gli alunni ad esternare ai genitori qualche disappunto sul cibo delle mensa, può essere l’avvicendamento di parte del personale che è avvenuto all’interno della cucina comunale (tra cui il capo-cuoco). «Un diverso tipo di cucinare può avere influito sul gusto - precisa l’assessore - ma ci tengo a sottolineare la professionalità della nostra cucina e soprattutto la bontà dei prodotti utilizzati». L’incontro tra scuola e ufficio servizi educativi si è chiuso con la promessa di una maggiore attenzione sulla mensa delle Solvay. Una promessa doverosa, visto che i genitori erano sul punto di mettere in piede una vera e propria protesta su una mensa giudicata «scadente».
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