Il Tirreno

Dietro il vecchio cascinale c’era una discarica abusiva

Denunciato un turco che aspettava un rialzo «delle quotazioni» per rivendere tutto

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ROSIGNANO. Lui ha spiegato che quella ferraglia l’aveva raccolta e stoccata lì in attesa che il valore del ferro riprendesse quota sul mercato. Per rivenderla a un buon prezzo, insomma. Se fosse stato un piombinese avrebbe saputo che il mercato mondiale siderurgico è in una crisi con pochi sbocchi, e si sarebbe fatto poche illusioni. Ma non è piombinese. E’ un turco di 41 anni residente a Vada. E’ stato denunciato dai carabinieri, che gli hanno pure sequestrato l’area adibita a discarica abusiva e pure un autocarro, che usava illecitamente per il trasporto di questi rifiutil alcuni dei quali ritenuti pericolosi. E’ avvenuto a Vada dove, su richiesta dei carabinieri di Rosignano, personale specializzato del Neo (Nucleo operativo ecologico) lunedì ha proceduto al sequestro di discarica e autocarro. I militari nei giorni scorsi avevano eseguito un servizio di vigilanza ai cascinali e alle ville isolate e avevano individuato a Vada, a circa 400 metri lungo l’Aurelia, un’area rurale cui si accede a mezzo di una stradina di campagna sterrata. Qui, nascosta alla vista, la discarica abusiva suddivisa in due aree separate, sulle quali venivano rinvenuti numerosi cumuli di rottami ferrosi.

Posti a terra in pile verticali, i carabinieri rinvenivano ingenti materiali ferrosi di ogni tipo provenienti da demolizioni, dalle lavatrici ai frigoriferi, da macchinari in disuso a forni, lamiere arrugginite, tubi da ponteggio, vecchie biciclette, parti meccaniche di automezzi, zinco, pneumatici fuori uso, contenitori metallici e serramenti in alluminio e innumerevoli sentibiancheria. I materiali erano stoccati, accatastati, incastrati uno contro l’altro in maniera pericolante e posti sul terreno non impermeabilizzato. Al termine degli accertamenti i carabinieri hanno denunciato il turco, responsabile della discarica, per aver realizzato e gestito una messa in riserva di rifiuti speciali pericolosi e non, in assenza delle prescritte autorizzazioni, nonché per aver proceduto al trasporto degli stessi con un mezzo non idoneo, non essendo iscritto all’albo dei gestori dei rifiuti. L’uomo aveva un regolare contratto di locazione dei due fondi posti sotto sequestro, risultati di proprietà di un settantenne del luogo, residente a Genova, ignaro di tutto.

Il turco ha spiegato di aver depositato nel tempo, nelle aree in suo possesso, il ferro con lo scopo di rivenderlo, in attesa di un futuro rialzo delle quotazioni dei prezzi al mercato del ferro. Le aree poste sotto sequestro, di circa 200 metri quadri, erano poste sul retro di abitazioni divenuti ruderi, una delle quali non delimitata e pericolosamente accessibile al pubblico.

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