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Orti distrutti dalle ruspe protesta dei pensionati

Orti distrutti dalle ruspe protesta dei pensionati

Lo sfogo dei contadini: «Il Comune poteva aspettare che i frutti fossero raccolti»

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ROSIGNANO. Ci hanno messo tutta la loro passione per coltivare quei baccelli, quei piselli e quei carciofi. C’è anche chi ha piantato cipolle, fragole e cardoni. Ma un bel giorno tutto questo è stato spazzato via dalle ruspe del Comune. «Senza un avvertimento». Un’azione che ha fatto arrabbiare i pensionati-contadini a cui l’amministrazione aveva concesso la gestione di questi orti. Orti che si trovano nella zona tra via Pavese e via Trilussa, nella zona delle Pescine. Del caso si è occupato anche Maria Grazia Angeli, capogruppo Pdl, che ha esposto il problema nell’ultimo consiglio comunale. Ormai non resta che gettare via quanto rimosso dalle ruspe, anche se qualcosa si può ancora salvare. «La nostra rabbia - spiega Vinicio Nassi, uno dei pensionati coinvolti in questa faccenda - è per il fatto che il Comune poteva aspettare un altro mese prima di mettere in moto quelle ruspe. Sapevamo che questi orti sarebbero stati spianati, ma a questo punto l’amministrazione poteva concederci la possibilità di cogliere quanto seminato. Dopo tanta fatica era il minimo che potesse concederci».

Il 14 novembre scorso, infatti, il Comune spedisce ai titolari di questi orti una lettera dove si comunica che a partire dal quel giorno non si poteva più seminare perché presto quei terreni sarebbero stati destinati ad un altro scopo. «Non importa essere dei contadini esperti, per sapere che certi ortaggi e frutta si seminano prima di quella data. E così è successo soprattutto per carciofi, piselli e baccelli». Nonostante l’avvertimento, i pensionati - che ormai avevano gettato i semi nei loro orti - hanno proseguito nel lavoro. Ma pochi giorni fa ecco la sorpresa: in via Pavese sono arrivate le ruspe del Comune. «Che non hanno avuto nessuna pietà a distruggere i nostri raccolti. Intendiamoci: gli operai che erano sopra a quei mezzi hanno solo svolto quanto ordinato, la nostra rabbia è verso l’assessore Basolu che poteva almeno interpellarci e chiederci come stava la situazione. Invece, niente: si è messa giù la pala e addio colture». Per fortuna che la pioggia ha fermato l’azione delle ruspe. «Una parte degli orti non è stata ancora buttata giù - continua Nassi - e allora speriamo che questa volta ci diano la possibilità di concludere il nostro lavoro.

Ripeto: sapevamo che presto avremmo abbandonato i nostri orti, ma si poteva aspettare almeno la fine di maggio prima di distruggerli». Ma che destinazione avrà questa zona? «Diventerà un’area a verde per i cani. È anche per questo motivo che si poteva aspettare: non crediamo che sia un’emergenza. Insomma, noi pensionati abbiamo interpretato questa azione come un atto di arroganza e dimostrazione di potere decisamente fuori luogo. Non c’è stato rispetto per la fatica e l’impegno che richiede mantenere un orto».

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