Attenzione
Riqualificazione del centro storico"Rosso e sintetico: questo è troppo"
Mario Lancisi
Bufera a Bolgheri sul progetto di rifacimento della pavimentazione del centro storico del piccolo borgo, proposto in materiale sintetico e color rosso "veronese". Dopo la pioggia di critiche, anche palazzo civico è tornato sui sui passi. E il sindaco propone un concorso di idee per valorizzare la pavimentazione del borgo
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BOLGHERI. Un concorso di idee internazionale per la ripavimentazione del centro storico di Bolgheri. E' quanto propone il sindaco di Castagneto, Fabio Tinti, per rifare il look al borgo maremmano, dove soggiornò il poeta Giosuè Carducci, e che recentemente la stampa americana ha indicato tra le mete ideali dove trascorrere le vacanze. In questo modo il sindaco congela il progetto presentato dal suo Comune per ripavimentare il centro con materiale sintetico di color rosso scuro. «Ci prendiamo una pausa di riflessione. Per ora penseremo alle buche che hanno rovinato le strade del borgo. Poi lanceremo un concorso di idee e il progetto migliore sarà realizzato», spiega Tinti.
Un ripensamento che odora di campagna elettorale. Sfidare nobili, marchesi e i circa 130 abitanti del piccolo borgo con il rischio di finire sulle prime pagine di tutti i giornali non è il massimo a due mesi dalle elezioni, deve aver pensato il sindaco. Meglio riparare le buche, che intestardirsi su un progetto, definito da Tinti «forse troppo avanzato». Poi si vedrà. «Se arriveranno piani di architetti famosi come Renzo Piano e Fuksas? Magari...», sorride il sindaco.
Tutto è cominciato il 7 aprile scorso quando in un'assemblea pubblica il comune di Castagneto Carducci ha presentato il progetto di riqualificazione del centro storico di Bolgheri, pagato in parte con i soldi, 70 milioni di euro, offerti da tre importanti aziende vinicole: Knauf, Ornellaia e Guido Folonari. Sindaco e assessori hanno presentato il materiale con il quale sarebbe stato rifatta la pavimentazione della piazza e delle viuzze care a Carducci. «Si tratta di un conglomerato sintetico miscelato con legante in resina, color rosso Verona, per capirsi una tinta simile a quella del cioccolato», ha dichiarato il geometra dell'impresa Vladimiro Nichelini.
Ma la proposta del Comune ha suscitato polemiche, anche aspre. A cominciare da quella del marchese Niccolò Incisa della Rocchetta, il patron del Sassicaia: «E' un'iniziativa di dubbio gusto. Soldi buttati via, sarebbe meglio devolverli per i terremotati dell'Abruzzo. Non faccio segreto della mia contrarietà all'intero progetto, non si può sostituire un percorso che ha 400-500 anni di età con un conglomerato sintetico. Posso capire l'intento di migliorare il manto ma allora si deve predisporre un intervento importante, che presuppone studio e ricerca, altrimenti è meglio lasciar perdere. Comunque per me Bolgheri va bene così com'è», ha tuonato il marchese di solito molto prudente.
Se la ride invece Oliviero Toscani. Lui abita a Casale Marittimo e, in uno slancio di provocatorio campanilismo, dice: «Quella del Comune è una scelta perfetta in linea con il decadimento del borgo. Ormai Bolgheri è ridotto male con i seggiolini di plastica, il mangificio dei ristoranti. La ricchezza e l'ignoranza sono una miscela esplosiva. E pensare che era così bello, ma i soldi prodotti dal vino, hanno dato alla testa».
Ma ci sono reazioni anche più prudenti. La famiglia Zwack, proprietaria in Ungheria dell'amaro Unicum, ma che dal 1973 abita a Bolgheri, dove due mesi fa ha acquistato il Caffè della posta, non si sbilancia: «Si tratta di capire meglio il progetto del Comune. Anche se forse una pavimentazione in cotto sarebbe più indicata». Possibilista anche il conte Gaddo Della Gherardesca: «Mi sembra ragionevole fare una prova anche se in linea teorica un rosso "veronese" non so cosa c'entri con le nostre zone».
Nel piccolo borgo non si fa che parlare della ripavimentazione. Nel centro storico i bolgheresi doc sono solo trenta e uno di loro, Roberto Creatini, se la prende con chi da fuori pretende di decidere il futuro del borgo. «I personaggi famosi polemizzano ma tanto loro qui non ci stanno. Noi che ci abitiamo non siamo contrari a sperimentare la proposta del Comune. Importante è fare qualcosa. Non si può dire sempre di no», dichiara Creatini.
Il sindaco Tinti però ha deciso che è meglio soprassedere. Anche perché per rifare il look a Bolgheri ci vuole ben altro che i 70 milioni donati dalle aziende vinicole. E poi fra due mesi si vota e i centotrenta bolgheresi possono aspettare. Intanto Tinti lancia un concorso di idee. Meglio dell'asfalto rosso di polemiche...
Un ripensamento che odora di campagna elettorale. Sfidare nobili, marchesi e i circa 130 abitanti del piccolo borgo con il rischio di finire sulle prime pagine di tutti i giornali non è il massimo a due mesi dalle elezioni, deve aver pensato il sindaco. Meglio riparare le buche, che intestardirsi su un progetto, definito da Tinti «forse troppo avanzato». Poi si vedrà. «Se arriveranno piani di architetti famosi come Renzo Piano e Fuksas? Magari...», sorride il sindaco.
Tutto è cominciato il 7 aprile scorso quando in un'assemblea pubblica il comune di Castagneto Carducci ha presentato il progetto di riqualificazione del centro storico di Bolgheri, pagato in parte con i soldi, 70 milioni di euro, offerti da tre importanti aziende vinicole: Knauf, Ornellaia e Guido Folonari. Sindaco e assessori hanno presentato il materiale con il quale sarebbe stato rifatta la pavimentazione della piazza e delle viuzze care a Carducci. «Si tratta di un conglomerato sintetico miscelato con legante in resina, color rosso Verona, per capirsi una tinta simile a quella del cioccolato», ha dichiarato il geometra dell'impresa Vladimiro Nichelini.
Ma la proposta del Comune ha suscitato polemiche, anche aspre. A cominciare da quella del marchese Niccolò Incisa della Rocchetta, il patron del Sassicaia: «E' un'iniziativa di dubbio gusto. Soldi buttati via, sarebbe meglio devolverli per i terremotati dell'Abruzzo. Non faccio segreto della mia contrarietà all'intero progetto, non si può sostituire un percorso che ha 400-500 anni di età con un conglomerato sintetico. Posso capire l'intento di migliorare il manto ma allora si deve predisporre un intervento importante, che presuppone studio e ricerca, altrimenti è meglio lasciar perdere. Comunque per me Bolgheri va bene così com'è», ha tuonato il marchese di solito molto prudente.
Se la ride invece Oliviero Toscani. Lui abita a Casale Marittimo e, in uno slancio di provocatorio campanilismo, dice: «Quella del Comune è una scelta perfetta in linea con il decadimento del borgo. Ormai Bolgheri è ridotto male con i seggiolini di plastica, il mangificio dei ristoranti. La ricchezza e l'ignoranza sono una miscela esplosiva. E pensare che era così bello, ma i soldi prodotti dal vino, hanno dato alla testa».
Ma ci sono reazioni anche più prudenti. La famiglia Zwack, proprietaria in Ungheria dell'amaro Unicum, ma che dal 1973 abita a Bolgheri, dove due mesi fa ha acquistato il Caffè della posta, non si sbilancia: «Si tratta di capire meglio il progetto del Comune. Anche se forse una pavimentazione in cotto sarebbe più indicata». Possibilista anche il conte Gaddo Della Gherardesca: «Mi sembra ragionevole fare una prova anche se in linea teorica un rosso "veronese" non so cosa c'entri con le nostre zone».
Nel piccolo borgo non si fa che parlare della ripavimentazione. Nel centro storico i bolgheresi doc sono solo trenta e uno di loro, Roberto Creatini, se la prende con chi da fuori pretende di decidere il futuro del borgo. «I personaggi famosi polemizzano ma tanto loro qui non ci stanno. Noi che ci abitiamo non siamo contrari a sperimentare la proposta del Comune. Importante è fare qualcosa. Non si può dire sempre di no», dichiara Creatini.
Il sindaco Tinti però ha deciso che è meglio soprassedere. Anche perché per rifare il look a Bolgheri ci vuole ben altro che i 70 milioni donati dalle aziende vinicole. E poi fra due mesi si vota e i centotrenta bolgheresi possono aspettare. Intanto Tinti lancia un concorso di idee. Meglio dell'asfalto rosso di polemiche...
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