Toscana
Muore carbonizzata nel rogo del canneto, la tragica fine della "donna del fiume"
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Ivona e la sua baraccaLa sua storia era stata raccontata dal Tirreno. Ivona chiedeva solo di poter lavorare onestamente. Per lei era scattata una gara di solidarietà: aveva trovato un posto come badante. Da un paio di giorni era tornata a vivere nella sua baracca, dove infine è morta carbonizzata
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Il corpo carbonizzato di una Ivona Matysek è stato scoperto stanotte verso l’una in una baracca sul fiume Cecina. Appartiene proprio alla cinquantenne polacca, che viveva pescando carpe, il cadavere trovato nella baracca dove per un anno aveva vissuto.
La storia della donna, era stata raccontata dal «Tirreno» solo un paio di settimane fa e proprio dopo il nostro articolo, attraverso il quale Ivona chiedeva aiuto e un lavoro, aveva trovato un’occupazione come badante da una signora anziana, a Piombino. Ma per una serie di motivi da un paio di giorni era tornata a Cecina, e aveva ricominciato il solito tran tran nella sua baracca, sulla destra del ponte che conduce a Palazzi.
Secondo i vigili del fuoco e carabinieri la vittima è passata dal sonno alla morte e l’incendio sarebbe stato causato da un braciere. Non vengono comunque ancora escluse altre ipotesi e le indagini proseguono, coordinate dal sostituto procuratore Antonella Tenerani. Nel frattempo, mentre i pompieri cercavano di bonificare la zona alla luce delle fotoelettriche, al fine di provare a escludere che si trattasse proprio di Ivona è stato più volte chiamato il suo cellulare. Che però risultava spento.
La storia della donna, era stata raccontata dal «Tirreno» solo un paio di settimane fa e proprio dopo il nostro articolo, attraverso il quale Ivona chiedeva aiuto e un lavoro, aveva trovato un’occupazione come badante da una signora anziana, a Piombino. Ma per una serie di motivi da un paio di giorni era tornata a Cecina, e aveva ricominciato il solito tran tran nella sua baracca, sulla destra del ponte che conduce a Palazzi.
Secondo i vigili del fuoco e carabinieri la vittima è passata dal sonno alla morte e l’incendio sarebbe stato causato da un braciere. Non vengono comunque ancora escluse altre ipotesi e le indagini proseguono, coordinate dal sostituto procuratore Antonella Tenerani. Nel frattempo, mentre i pompieri cercavano di bonificare la zona alla luce delle fotoelettriche, al fine di provare a escludere che si trattasse proprio di Ivona è stato più volte chiamato il suo cellulare. Che però risultava spento.
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