Il dolore
Una vita nuova per Ivona
Lascerà la sua baracca lungo il fiume Cecina per una casa vera e un lavoro. Per lei è scattata una gara di solidarietà
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La sua storia era venuta alla luce grazie alla piena di quel fiume lungo il quale lei viveva da un anno, in una baracca. Quel fiume che le ha segnato la vita e che lei non potrà mai scordare. Ma che oggi saluterà. Perché le sue misere giornate all’addiaccio sono finite. Ivona ha trovato un lavoro. E una casa vera. Oggi si trasferirà a Piombino per fare la badante a un’anziana signora, vedova come lei, che ha bisogno solo di compagnia. Vitto, alloggio e stipendio. E’ bastato un articolo del “Tirreno”, pubblicato l’8 marzo, e si è scatenata una gara di solidarietà per «la donna che vive in una baracca sul fiume pescando carpe».
Hanno telefonato in molti, privati, enti e associazioni. La prima a farlo, domenica, è stata un’amica dell’anziana piombinese. La scelta alla fine è caduta lì. Così Ivona ha cominciato a preparare le valigie. Stasera lascerà quella baracca che si era costruita con le sue mani. Lascerà le sue carpe, con cui campava insieme a un pacco mensile di alimenti e a qualche lavoretto saltuario. Lascerà una vita di stenti. E lascerà tanti ricordi, brutti ma anche belli.
Perché quel fiume è stato la sua casa per un anno, la sua vita. E proprio lì, lunedì mattina, all’indomani di quell’8 marzo che Ivona aveva trascorso in solitudine come tutti gli altri giorni, la donna ha trovato un regalo fuori dalla baracca. Due borse della spesa piene di roba da mangiare, di profumi e saponi; una composizione di conchiglie; e un biglietto con una poesia. “Gentile amica, ho letto stamattina sul Tirreno la sua triste storia. Le sono vicina e spero che presto la situazione trovi un miglioramento. La speranza è quella cosa piumata che si viene a posare sull’anima, canta melodie senza parole e la senti, dolcissima, nel vento».
Una sigla per firma: M.R. Un gesto discreto e affettuoso che ha commosso Ivona. «Io mai avuto questo».
Hanno telefonato in molti, privati, enti e associazioni. La prima a farlo, domenica, è stata un’amica dell’anziana piombinese. La scelta alla fine è caduta lì. Così Ivona ha cominciato a preparare le valigie. Stasera lascerà quella baracca che si era costruita con le sue mani. Lascerà le sue carpe, con cui campava insieme a un pacco mensile di alimenti e a qualche lavoretto saltuario. Lascerà una vita di stenti. E lascerà tanti ricordi, brutti ma anche belli.
Perché quel fiume è stato la sua casa per un anno, la sua vita. E proprio lì, lunedì mattina, all’indomani di quell’8 marzo che Ivona aveva trascorso in solitudine come tutti gli altri giorni, la donna ha trovato un regalo fuori dalla baracca. Due borse della spesa piene di roba da mangiare, di profumi e saponi; una composizione di conchiglie; e un biglietto con una poesia. “Gentile amica, ho letto stamattina sul Tirreno la sua triste storia. Le sono vicina e spero che presto la situazione trovi un miglioramento. La speranza è quella cosa piumata che si viene a posare sull’anima, canta melodie senza parole e la senti, dolcissima, nel vento».
Una sigla per firma: M.R. Un gesto discreto e affettuoso che ha commosso Ivona. «Io mai avuto questo».
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