Il Tirreno

AAA, squillo offresi su internet

Così sudamericane e ragazze dell'Est si vendono tra Vada e Cecina

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VADA. «Ingrid, norvegese, prima volta alla Mazzanta». Poco importa se quello che appare è un nome di fantasia, se la provocante bionda che si mostra in foto non ha niente a che fare con la fredda Scandinavia ma è in realtà una 24enne sudamericana da poco in Italia. Quel che conta è che Ingrid si mostra così com’è, si offre per 150-200 euro «a seduta», lasciando il numero di telefonino sull’annuncio. Con una raccomandazione alla clientela: solo distinti. Ormai da anni internet rappresenta la nuova frontiera della prostituzione. Basta cliccare su un qualsiasi motore di ricerca, digitare due parole chiave, la località che ci interessa e si spalanca davanti a noi un mondo a parte: siti free di annunci dove sotto le voci girl, escort e trans si leggono offerte ai clienti con tanto di cellulare, foto esplicite, messaggio che lascia poco spazio ad equivoci. Semmai, quel che sta cambiando negli ultimi tempi, è la geografia del sesso a pagamento (naturalmente a domicilio). Prima erano soprattutto Montecatini e la Versilia leader nel mercato delle squillo. Oggi anche Pisa, Follonica e Cecina sono diventate le mete più scelte dove esercitare in casa.

E con Cecina Mare crescono gli annunci di squillo che hanno scelto di far base alla Mazzanta. Un quartiere che pullula di seconde case e d’inverno offre tranquillità e discrezione a chi esercita il mestiere più antico del mondo. Una località poco animata, dove un cliente di passaggio si può fermare con facilità e passare inosservato. Ingrid non è la sola che lavora utilizzando la rete. Navigando su alcuni siti individuati nella nostra ricerca troviamo, tra le altre, Laura. Lei, a differenza della collega, è mora, dice di essere giovanissima. Anch’essa per la prima volta alla Mazzanta. Invita i clienti a telefonare, ma non accetta sms ne telefonate anonime (per intendersi quelle in cui non appare il numero di chiamata). Su un altro sito incontramo Vieruska: è lettone (almeno così scrive) e nell’annuncio premette «solo per pochi giorni». Anche in questo caso le foto sono piuttosto esplicite, ma il volto della ragazza non si vede. Spostandoci più a sud di pochi chilometri, a Cecina, c’è Giulia, «vulcanica massaggiatrice». Ed è in buona compagnia di altre ragazze. Internet, oggi, è diventato uno strumento di lavoro importantissimo per molte di loro che non rinunciano, tuttavia, all’annuncio su quotidiani e riviste.

Messaggi pubblicitari dove sensuale, bellissima, affascinante, mozzafiato sono aggettivi che si sprecano. Solo ieri abbiamo contato una decina di annunci di ragazze che hanno scelto la Mazzanta di Vada come base per i loro incontri. In prevalenza si tratta di giovani sudamericane (soprattutto brasiliane). Ma non mancano le ragazze dell’Est: russe, ucraine e rumene, in netta minoranza però. In generale non stanno mai più di un mese o due nello stesso posto. La stessa ragazza che s’incontra oggi a Vada fino a poco tempo fa poteva tranquillamente lavorare a Pisa o a Montecatini. Certo è che da un po’ di tempo Vada e Cecina Mare sono diventate una meta molto ricercata dalle ragazze, soprattutto sudamericane. «Qui si trovano appartamenti a buon prezzo», dicono. «E per ora è una zona tranquilla». Ma il fattore alloggio non è l’unico motivo che alimenta il mercato del sesso a pagamento. «Qui ci sono anche buoni clienti», racconta una ragazza che lavora in un bilocale tra Cecina e Solvay. Le tariffe variano da un minimo di 50 euro fino a 250 euro a prestazione. I prezzi si adattano alle «esigenze» del cliente, ma in una giornata di lavoro le più gettonate possono arrivare ad incassare anche 500-800 euro.

Certo, la paura per chi fa questo mestiere, non manca. I rischi di venire in contatto con soggetti poco raccomandabili sono messi in conto. Ma oggi le squillo hanno adottato anche semplici tecniche di difesa: non rispondere a telefonate senza nome, per esempio. Raccogliere informazioni su un cliente «sospetto» tramite il passaparola con le altre ragazze. E magari lavorare insieme, nello stesso stabile o addirittura dividendosi un appartamento. Sapendo che non si è mai completamente al sicuro.

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