Sicurezza
«Non mettete i soldi sotto il cuscino»
Anna Cacchini
Dopo il crollo della borse code di risparmiatori nelle banche cecinesi
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CECINA. Un allarmismo generalizzato. Questo l'effetto locale del crollo dei mercati internazionali che dalla settimana scorsa ha fatto capitolare le banche di tutto il mondo. Un allarmismo che però - come assicurano i titolari degli istituti bancari presenti nel cecinese - non ha ragione d'essere. Nel senso che i risparmiatori della zona possono dormire sonni tranquilli, perchè le banche assicurano di non aver mai consigliato ai loro clienti investimenti azzardati che implicassero l'acquisto di titoli esterni.
Più complicato il settore mutui, che ormai da due anni è in balia del rialzo dei tassi e adesso, con il crack delle borse mondiali, è diventato lo spettro delle tante famiglie che mal riescono a tirare avanti oltre la terza settimana.
Code agli sportelli.Nei giorni scorsi, quando la notizia del crollo dei mercati ha fatto il giro del mondo, anche gli istituti bancari della zona hanno avuto il loro bel da fare. File di clienti intimoriti, che spesso hanno chiesto di ritirare i loro risparmi. «Qualcuno - dice Daniela Baccellini, vicedirettrice del Credito cooperativo di Castagneto Carducci - voleva prelevare tutto e tenerlo a casa. Poi, con le dovute spiegazioni, la gente si è tranquillizzata. Anche perchè la persone hanno avuto fiducia nella nostra banca, che ha sempre proposto obbligazioni proprie e mai titoli incerti, come quelli degli istituti americani. Da noi è importante il rapporto diretto e di fiducia con il cliente».
Il settore degli investitori. A parte qualche giornata di sconcerto generalizzato, sembra che a Cecina gli investitori abbiano reagito alla crisi economica internazionale senza troppi scossoni. «C'è stato - spiega Paolo Sodi, direttore della filiale di Banca Toscana - un allarmismo iniziale, ma è bastato dare chiarimenti e addirittura abbiamo riscontrato un aumento dei risparmi. Le banche italiane, che a livello internazionale erano note come sistemi di credito arretrati, reggono meglio proprio perchè spesso non hanno aderito a investimenti mondiali, tipo le azioni Lehman Brothers. Questa si è rivelata la nostra fortuna». Dello stesso parere anche gli altri istituti bancari del comprensorio, che concordano nell'affermare che l'Italia supererà la crisi senza troppe ferite. «Noi - dice Giampiero Pescucci, direttore della sede locale del Monte dei Paschi di Siena - siamo sicuri, anche perchè abbiamo la nostra fondazione che rapresenta la maggioranza del capitale. Quindi è difficile subire forti scossoni dalla crisi internazionale».
La giungla dei mutui. Le banche tendono ad assicurare che entro un anno i tassi di interesse scenderanno. Intanto, però, si trovano decine di clienti che, avendo contratto mutui a tasso variabile in un periodo in cui risultavano nettamente più convenienti rispetto a quelli a tasso fisso, adesso chiedono disperatamente di rivedere la loro scelta. «Da questa estate - chiariscono alla Banca Intesa San Paolo - chi accende un mutuo decide di farlo a tasso fisso. E abbiamo riscontrato molte richieste per ricontrattare il mutuo. Effettivamente l'aumento c'è stato, per un mutuo a tasso fisso si parla di 30 euro al mese per un capitale di 100mila euro fino a 130 mensili per 300mila euro. Però le rate dovrebbero abbassare, grazie alla diminuzione dello 0.40 per cento dell'Euribor, su cui sono parametrati la maggior parte dei mutui». La pensa così anche Maurizio Bai, responsabile Monte dei Paschi di Siena per l'intera provincia di Livorno, che spiega come il consiglio da dare ai clienti che non riescono a saldare le rate mensili del mutuo va in due direzioni. «Chi ha fatto un variabile - dice Bai - e vede aumentare l'ammontare delle rate può allungare la scadenza del mutuo oppure aderire alla proposta del decreto Tremonti che, in sostanza, prevede che le rate morose entrino nel conto contenitore e che la rata mensile sia ricalcolata sui tassi 2006. In sintesi, alla scadenza, anche in questo caso si può andare verso un allungamento».
Più complicato il settore mutui, che ormai da due anni è in balia del rialzo dei tassi e adesso, con il crack delle borse mondiali, è diventato lo spettro delle tante famiglie che mal riescono a tirare avanti oltre la terza settimana.
Code agli sportelli.Nei giorni scorsi, quando la notizia del crollo dei mercati ha fatto il giro del mondo, anche gli istituti bancari della zona hanno avuto il loro bel da fare. File di clienti intimoriti, che spesso hanno chiesto di ritirare i loro risparmi. «Qualcuno - dice Daniela Baccellini, vicedirettrice del Credito cooperativo di Castagneto Carducci - voleva prelevare tutto e tenerlo a casa. Poi, con le dovute spiegazioni, la gente si è tranquillizzata. Anche perchè la persone hanno avuto fiducia nella nostra banca, che ha sempre proposto obbligazioni proprie e mai titoli incerti, come quelli degli istituti americani. Da noi è importante il rapporto diretto e di fiducia con il cliente».
Il settore degli investitori. A parte qualche giornata di sconcerto generalizzato, sembra che a Cecina gli investitori abbiano reagito alla crisi economica internazionale senza troppi scossoni. «C'è stato - spiega Paolo Sodi, direttore della filiale di Banca Toscana - un allarmismo iniziale, ma è bastato dare chiarimenti e addirittura abbiamo riscontrato un aumento dei risparmi. Le banche italiane, che a livello internazionale erano note come sistemi di credito arretrati, reggono meglio proprio perchè spesso non hanno aderito a investimenti mondiali, tipo le azioni Lehman Brothers. Questa si è rivelata la nostra fortuna». Dello stesso parere anche gli altri istituti bancari del comprensorio, che concordano nell'affermare che l'Italia supererà la crisi senza troppe ferite. «Noi - dice Giampiero Pescucci, direttore della sede locale del Monte dei Paschi di Siena - siamo sicuri, anche perchè abbiamo la nostra fondazione che rapresenta la maggioranza del capitale. Quindi è difficile subire forti scossoni dalla crisi internazionale».
La giungla dei mutui. Le banche tendono ad assicurare che entro un anno i tassi di interesse scenderanno. Intanto, però, si trovano decine di clienti che, avendo contratto mutui a tasso variabile in un periodo in cui risultavano nettamente più convenienti rispetto a quelli a tasso fisso, adesso chiedono disperatamente di rivedere la loro scelta. «Da questa estate - chiariscono alla Banca Intesa San Paolo - chi accende un mutuo decide di farlo a tasso fisso. E abbiamo riscontrato molte richieste per ricontrattare il mutuo. Effettivamente l'aumento c'è stato, per un mutuo a tasso fisso si parla di 30 euro al mese per un capitale di 100mila euro fino a 130 mensili per 300mila euro. Però le rate dovrebbero abbassare, grazie alla diminuzione dello 0.40 per cento dell'Euribor, su cui sono parametrati la maggior parte dei mutui». La pensa così anche Maurizio Bai, responsabile Monte dei Paschi di Siena per l'intera provincia di Livorno, che spiega come il consiglio da dare ai clienti che non riescono a saldare le rate mensili del mutuo va in due direzioni. «Chi ha fatto un variabile - dice Bai - e vede aumentare l'ammontare delle rate può allungare la scadenza del mutuo oppure aderire alla proposta del decreto Tremonti che, in sostanza, prevede che le rate morose entrino nel conto contenitore e che la rata mensile sia ricalcolata sui tassi 2006. In sintesi, alla scadenza, anche in questo caso si può andare verso un allungamento».
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