Il Tirreno

«Così Nenci ha aiutato il partito»

Ruggeri e Ceccanti replicano al sindaco dopo le sue accuse al Pd

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Uscendo di scena Alessandro Nenci non ha risparmiato critiche al partito. Ha detto, in sostanza, di essere stato scaricato senza un giudizio complessivo sul suo operato e quello della giunta. Di più: ha accusato il segretario comunale e quello provinciale di aver espresso un giudizio negativo sulla base di un processo sommario fatto di «sentito dire» mentre il Pd si logorava in «diatribe da basso impero». Accuse che Ceccanti e Ruggeri non possono accettare e respingono al mittente in un comunicato in cui, forse, sono più le cose che non si vogliono dire per non alimentare nuove polemiche che quelle che si replicano al sindaco. Ruggeri e Ceccanti, tuttavia, ribadiscono i motivi della bocciatura di Nenci con due considerazioni. E cioè: mettendosi da parte, Nenci può dimostrare nelle condizioni migliori la sua estraneità alle accuse che gli vengono mosse dalla magistratura. Se fosse ancora in corsa, invece, caricherebbe di «limitanti cautele» un territorio che «ha bisogno di scelte e decisioni rapide».

Ecco perché nella lettera che ieri pomeriggio i due segretari hanno concordato in risposta a quella di Nenci (con la quale si annunciava la sua rinuncia a candidarsi per le primarie) si inizia ringraziando il sindaco «per il senso di responsabilità che ha dimostrato nel non dare la sua disponibilità per una ricanddatura». «In questo modo - continuano i due segretari - mette nelle migliori condizioni il Partito Democratico di Rosignano per poter ricostruire una coalizione ed elaborare un progetto per il futuro di questo comune». Ruggeri e Ceccanti comprendono «l’amarezza», ma ribadiscono che con questa scelta lui si mette nelle condizioni migliori per difendersi dalle accuse. Rispetto della magistratura e garanzie per i cittadini quando s’indaga: due concetti essenziali per il Pd, che aggiunge: «Sarebbe troppo facile per noi pontificare su questi temi delicatissimi sono quando sotto inchiesta c’è Berlusconi». L’accusa di Nenci ai segretari? «Riteniamo in assoluta coscienza - spiegano - di esserci assunti quelle responsabilità che sono proprie dei segretari politici, che devono ascoltare ma poi assumere delle decisioni. Abbiamo avuto colloqui con soggetti esterni ed interni al partto, del mondo economico e sociale.

Ma soprattutto ci siamo assunti la responsabilità di dire al sindaco che secondo noi avrebbe aiutato il partito non ricandidandosi». E aggiungono: «Non è un problema di cose fatte e non fatte, ma di creare le condizioni per rifar prendere fiato ad un territorio, ritrovare una rotta e un progetto per il futuro. Ribadiamo pertanto il nostro apprezzamento per la decisione assunta, ma anche per aiutare a comprendore vogliamo ricordare che le regole che tutti noi ci siamo dati prevedevano con il 15 ottobre non un punto d’arrivo, ma un passaggio in cui si manifesta una disponibilità». Per cui «non c’è una discussone monca», concludono Ruggeri e Ceccanti, ma «una discussione che prosegue e su questo siamo impegnati col percorso programmatico che abbiamo aperto da tempo, che guarda al futuro ma non può prescindere da una valutazione seria su ciò che abbiamo fatto finora».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa