Sicurezza
Si dimette il segretario del Pd
Decisione choc in assemblea. Ruggeri: subito la sostituzione
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CECINA. È stato un annuncio choc: davanti a una cinquantina di delegati dell’assemblea del partito, riunito lunedì sera nell’aula della biblioteca comunale, il segretario del Pd cecinese Enrico Pieraccini ha rassegnato le sue dimissioni. «Irrevocabili», le definisce uno stringato comunicato stampa, che non dà spiegazioni sulle ragioni della decisione di Pieraccini. Né lo stesso segretario è disponibile a parlare: ieri il suo telefono di cellulare e quello di casa erano irraggiungibili. Di fatto l’assemblea era convocata per definire un primo assetto pre-elettorale. Una serie di passaggi “tecnici” che devono traghettare il Partito democratico verso le primarie, in particolare l’elezione della commissione garanti. E questo è avvenuto (così come la nomina del tesoriere), ma in subordine. Perché ormai tutta l’assemblea si è concentrata sull’annuncio choc di Pieraccini. Nella sua relazione il segretario parla dell’esigenza di organizzare una conferenza programmatica, per valutare l’attività dell’amministrazione uscente. Propone anche la nomina di una commissione che includa i coordinatori dei circoli e i responsabili dei forum per proporre idee e progetti per la nuova amministrazione. Invoca «unitarietà, rigore e coesione».
Lamenta uno scollamento da parte di alcuni settori del partito. Affronta quindi il tema delle primarie: stanno circolando già troppi nomi, dice, al massimo possono essere individuati tre candidati. A quel punto, rassegna le due dimissioni e chiede di nominare una commissione che traghetti il partito in questa fase fino allo svolgimento delle primarie. Una proposta che Ruggeri, segretario della Federazione livornese, rigetta, chiedendo invece di andare subito alla nomina di un nuovo segretario, con l’individuazione di un nome, al massimo due, in grado di mettere tutti d’accordo. Le consultazioni sono iniziate già ieri sera ed entro sabato dovrebbero concludersi per arrivare all’elezione la prossima settimana. L’intervento di Pieraccini lascia l’assemblea “basita”: così si definisce Giamila Carli, segretaria del circolo di Marina, che chiede a Pieraccini di ritirare le dimissioni e dichiara di non volersi candidare alle primarie. Il suo nome era uscito fra le prime indiscrezioni. Così fanno altri, nel succedersi degli interventi. Tutti tesi a capire che cosa abbia indotto il segretario a fare questa scelta. E a capire se è revocabile. Niente da fare: Pieraccini ha deciso.
Una scelta maturata in assoluto riserbo, dicono lo stesso segretario di Federazione Marco Ruggeri e il sindaco di Cecina Paolo Pacini. «Nessuno sapeva niente», asseriscono anche i segretari di circolo, gli assessori, i membri di partito. Ma segnali forti di malumori e divisioni all’interno del Pd cecinese erano già arrivati. Il nome di Pieraccini circolava da giorni tra i possibili candidati alle primarie, contro il candidato in pectore Stefano Benedetti. Voci sicuramente premature, ma mai smentite. E che ora, all’indomani delle dimissioni, qualcuno rilancia. Si dice anche che il segretario avrebbe mal digerito il documento del circolo Guido Rossa, diretto da Stefano Lessi. In cui si suggeriva un percorso di confronto all’interno del Pd e coi partiti di coalizione, propedeutico alla stesura di un programma comune per le elezioni amministrative del 2009. Lasciando le nomination a dopo il 15 novembre, data indicata dal partito a livello regionale per l’indizione delle primarie (in casi come Cecina, in cui il sindaco è a fine mandato). Il segretario può averlo inteso come una reprimenda nei sui confronti.
Lessi la definisce un’interpretazione errata: il documento del resto è stato accolto quasi integralmente dal segretario, fa notare. E non c’è mai stata nessuna sfiducia nei suoi confronti. In assemblea anche Lessi si dichiara «basito e stupito», e parla di mossa forse «nervosa» da parte di Pieraccini. Pacini si dice «amareggiato», parla di «autogol» e non ritiene che i documenti dei circoli siano così critici da supporre la sfiducia al segretario. Chiede quindi l’immediato ritiro delle sue dimissioni. Simoncini, segretario del circolo di Palazzi, respinge le dimissioni e rinnova piena fiducia a Pieraccini. Marini fa altrettanto: la fiducia «non è mai stata revocata». Ma Pieraccini è irremovibile.
Lamenta uno scollamento da parte di alcuni settori del partito. Affronta quindi il tema delle primarie: stanno circolando già troppi nomi, dice, al massimo possono essere individuati tre candidati. A quel punto, rassegna le due dimissioni e chiede di nominare una commissione che traghetti il partito in questa fase fino allo svolgimento delle primarie. Una proposta che Ruggeri, segretario della Federazione livornese, rigetta, chiedendo invece di andare subito alla nomina di un nuovo segretario, con l’individuazione di un nome, al massimo due, in grado di mettere tutti d’accordo. Le consultazioni sono iniziate già ieri sera ed entro sabato dovrebbero concludersi per arrivare all’elezione la prossima settimana. L’intervento di Pieraccini lascia l’assemblea “basita”: così si definisce Giamila Carli, segretaria del circolo di Marina, che chiede a Pieraccini di ritirare le dimissioni e dichiara di non volersi candidare alle primarie. Il suo nome era uscito fra le prime indiscrezioni. Così fanno altri, nel succedersi degli interventi. Tutti tesi a capire che cosa abbia indotto il segretario a fare questa scelta. E a capire se è revocabile. Niente da fare: Pieraccini ha deciso.
Una scelta maturata in assoluto riserbo, dicono lo stesso segretario di Federazione Marco Ruggeri e il sindaco di Cecina Paolo Pacini. «Nessuno sapeva niente», asseriscono anche i segretari di circolo, gli assessori, i membri di partito. Ma segnali forti di malumori e divisioni all’interno del Pd cecinese erano già arrivati. Il nome di Pieraccini circolava da giorni tra i possibili candidati alle primarie, contro il candidato in pectore Stefano Benedetti. Voci sicuramente premature, ma mai smentite. E che ora, all’indomani delle dimissioni, qualcuno rilancia. Si dice anche che il segretario avrebbe mal digerito il documento del circolo Guido Rossa, diretto da Stefano Lessi. In cui si suggeriva un percorso di confronto all’interno del Pd e coi partiti di coalizione, propedeutico alla stesura di un programma comune per le elezioni amministrative del 2009. Lasciando le nomination a dopo il 15 novembre, data indicata dal partito a livello regionale per l’indizione delle primarie (in casi come Cecina, in cui il sindaco è a fine mandato). Il segretario può averlo inteso come una reprimenda nei sui confronti.
Lessi la definisce un’interpretazione errata: il documento del resto è stato accolto quasi integralmente dal segretario, fa notare. E non c’è mai stata nessuna sfiducia nei suoi confronti. In assemblea anche Lessi si dichiara «basito e stupito», e parla di mossa forse «nervosa» da parte di Pieraccini. Pacini si dice «amareggiato», parla di «autogol» e non ritiene che i documenti dei circoli siano così critici da supporre la sfiducia al segretario. Chiede quindi l’immediato ritiro delle sue dimissioni. Simoncini, segretario del circolo di Palazzi, respinge le dimissioni e rinnova piena fiducia a Pieraccini. Marini fa altrettanto: la fiducia «non è mai stata revocata». Ma Pieraccini è irremovibile.
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