Sicurezza
Bambino di quattro anni morso da una vipera
Alessandro De Gregorio
Portato in elicottero all'ospedale Meyer di Firenze e ricoverato in rianimazione
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CECINA. Giocava nel giardino davanti casa, sorridente e spensierato come tutti i bimbi di quell’età. All’improvviso un urlo e quel bambino tedesco di quattro anni è esploso in un pianto isterico, un misto di paura e dolore. Lo aveva appena morso una vipera. E’ successo nel pomeriggio a Monteverdi. Il piccolo è stato portato all’ospedale di Cecina e poi, con l’elicottero, al centro pediatrico Meyer di Firenze. Pare che non sia in pericolo di vita, anche se i medici non hanno sciolto la prognosi. «Ovviamente piangeva ma è sempre rimasto cosciente finché non è stato messo sull’elicottero» dice Carlo Giannoni, uno dei primi soccorritori. Il sindaco di Monteverdi infatti è anche volontario della Misericordia e ha vissuto in prima persona un pomeriggio di alta tensione, con momenti di angoscia. «La madre era disperata - dice Giannoni - e in serata, quando è stata costretta a tornare a Monteverdi insieme all’altro figlio più piccolo, è ripartita subito per Firenze». Tutto è cominciato alle 15 in località La Ciambellina, in una casa di campagna presa in affitto dalla famiglia tedesca. Una bella giornata di sole, i bambini nel giardino a giocare, doveva essere un sabato di relax per tutti. Invece poi è spuntata la vipera. Non si sa da dove, se da sotto un sasso o una catasta di legna. O magari da un albero.
I soccorritori sostengono che fosse un esemplare molto piccolo, forse giovanissimo. I peggiori, tra l’altro. Il bambino è stato morsicato al pollice della mano destra. I genitori lo hanno subito preso in braccio, cercando di capire cosa fosse successo. E’ stato un attimo, perché dopo aver visto il dito hanno notato, poco più in là, il rettile che strisciava. Il padre lo ha schiacciato. Ma non erano sicuri che fosse una vipera. E anche sul pollice non erano evidenti i segni del morso. Lo riferiscono i volontari: «Il dito era tumefatto. Ma nel giro di dieci minuti tutto il braccio ha cominciato ad assumere una colorazione violacea. E il bimbo ha vomitato». Un esperto in paese ha confermato che quella uccisa era una vipera. Alle 15,15 il bambino e si suoi familiari sono stati caricati sull’ambulanza della Misericordia di Monteverdi. Direzione, l’ospedale di Cecina. Nel frattempo il 118 via radio raccomandava di non prendere iniziative. Al pronto soccorso, il bambino è stato monitorato nella stanza antichoc. Si temeva lo choc anafilattico, l’arresto cardiaco. E quel braccio che diventava sempre più scuro e gonfio sgombrava qualsiasi dubbio: era stata davvero una vipera. «Ci hanno anche brontolato - dice ancora Giannoni - quando hanno saputo che la vipera era stata uccisa e lasciata lì.
I medici hanno detto che avremmo dovuto portarcela dietro». In ogni caso è stato deciso di trasferire il piccolo in un centro attrezzato, il Meyer. Per fare prima possibile è stato allertato l’elicottero del 118. Pegaso è atterrato alle 18 davanti all’ospedale e decollato mezz’ora dopo con il piccolo e il padre. La madre con l’altro figlio è stata accompagnata a Monteverdi, dove ha preso le sue cose, è salita sull’auto ed è corsa a Firenze. Al Meyer i medici hanno somministrato al bambino il siero antivipera. Poi il piccolo è stato ricoverato in rianimazione. Le sue condizioni in serata venivano definite stabili.
I soccorritori sostengono che fosse un esemplare molto piccolo, forse giovanissimo. I peggiori, tra l’altro. Il bambino è stato morsicato al pollice della mano destra. I genitori lo hanno subito preso in braccio, cercando di capire cosa fosse successo. E’ stato un attimo, perché dopo aver visto il dito hanno notato, poco più in là, il rettile che strisciava. Il padre lo ha schiacciato. Ma non erano sicuri che fosse una vipera. E anche sul pollice non erano evidenti i segni del morso. Lo riferiscono i volontari: «Il dito era tumefatto. Ma nel giro di dieci minuti tutto il braccio ha cominciato ad assumere una colorazione violacea. E il bimbo ha vomitato». Un esperto in paese ha confermato che quella uccisa era una vipera. Alle 15,15 il bambino e si suoi familiari sono stati caricati sull’ambulanza della Misericordia di Monteverdi. Direzione, l’ospedale di Cecina. Nel frattempo il 118 via radio raccomandava di non prendere iniziative. Al pronto soccorso, il bambino è stato monitorato nella stanza antichoc. Si temeva lo choc anafilattico, l’arresto cardiaco. E quel braccio che diventava sempre più scuro e gonfio sgombrava qualsiasi dubbio: era stata davvero una vipera. «Ci hanno anche brontolato - dice ancora Giannoni - quando hanno saputo che la vipera era stata uccisa e lasciata lì.
I medici hanno detto che avremmo dovuto portarcela dietro». In ogni caso è stato deciso di trasferire il piccolo in un centro attrezzato, il Meyer. Per fare prima possibile è stato allertato l’elicottero del 118. Pegaso è atterrato alle 18 davanti all’ospedale e decollato mezz’ora dopo con il piccolo e il padre. La madre con l’altro figlio è stata accompagnata a Monteverdi, dove ha preso le sue cose, è salita sull’auto ed è corsa a Firenze. Al Meyer i medici hanno somministrato al bambino il siero antivipera. Poi il piccolo è stato ricoverato in rianimazione. Le sue condizioni in serata venivano definite stabili.
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