Sicurezza
Il «cervellone» della porta accanto
Anna Cecchini
Valentina Domenici, 31 anni, sarà l'unica italiana tra i Nobel
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ROSIGNANO. L’unica italiana chiamata ad intervenire al meeting annuale dei premi Nobel è una giovane di Rosignano. Valentina Domenici, classe 1977, è una ragazza che a vederla non tradisce il potenziale intellettivo che la contraddistingue, nè gli studi innovativi che ha compiuto. Quegli stessi studi che, dal 28 giugno al 4 luglio, la condurranno a Lindau, in Germania, per partecipare alla massima “assise di cervelloni”, il meeting mondiale dei premi Nobel. Valentina è la tipica ragazza della porta accanto, ma con una marcia in più. La marcia di un intelletto poderoso. Piccola, moretta e poco appariscente, la giovane rosignanese ha uno sguardo che non si dimentica, di quelli che penetrano gli eventi e indagano i perchè della vita. Un’indagine che Valentina ha portato avanti fin da bambina, dimostrando un’invidiabile tenacia negli studi. Una perseveranza che adesso, a soli 31 anni e con un pargolo di tre mesi da svezzare, la conduce tra i grandi del pensiero scientifico mondiale. «Ogni anno - dice Valentina - si tiene un incontro, su scala mondiale, che riunisce decine di premi Nobel e gruppi selezionati di ricercatori. Tutte queste persone si confrontano su un settore specifico della scienza».
Per il 2008 il tema del meeting, che si svolgerà dal 28 giugno al 4 luglio a Lindau, è la fisica. All’iniziativa di quest’anno saranno presenti, tra le altre decine di Nobel, Donald Glaser, premio Nobel nel 1960 e inventore della camera a bolle, Riccardo Giacconi, astrofisico Nobel del 2004, George Smoot, Nobel nel 2006 e autore di libri divulgativi sull’astronomia, e infine peter Gunberg, Nobel 2007. Tra i cervelloni della scienza ci sarà anche Valentina, che, tra lo studio di un tomo e una ricerca al microscopio, ha trovato il tempo di sposarsi con Massimo, ingegnere e dottore di ricerca, e di dare alla luce, lo scorso 17 marzo, il piccolo Andrea. La ragazza di Rosignano arriva al meeting dei Nobel dopo una carriera di successi. Valentina ha studiato al liceo scientifico Fermi di Cecina e poi si è laureata in chimica all’Università di Pisa. Sempre all’interno dell’ateneo pisano ha portato avanti 3 anni di dottorato di ricerca e dopo, come purtroppo avviene ai tanti giovani italiani con spiccate capacità intellettive, è entrata nella fiumana dei cervelli in fuga. Per sette mesi Valentina ha portato avanti la sua ricerca, inizialmente incentrata sullo studio delle proprietà chimiche e fisiche dei cristalli liquidi grazie a tecniche spettroscopiche, in North Carolina, negli Stati Uniti.
E poi ancora è stata a Lubiana, grazie a una borsa di studio della Comunità europea, a Praga e a Budapest. Proprio il riconoscimento della Comunità europea deve essere stato il tramite per assurgere all’Olimpo dei Nobel, il meeting in programma a Lindau. «A candidare i ricercatori - dice ancora Valentina - per prendere parte alla manifestazione sono i vari istituti scientifici che operano a livello mondiale, poi un consiglio ristretto di scienziati decide chi sono i prescelti. Credo che la mia candidatura derivi dalla commissione Marie Curie della Comunità europea, tramite la quale ho avuto la borsa di studio». Unica studiosa italiana tra i Nobel, Valentina, che adesso è una ricercatrice in formazione presso la facoltà di scienze matematiche e fisiche dell’Università di Pisa, presenterà i suoi studi, che da tempo vertono sull’utilizzo dei polimeri liquido-cristallini come potenziali muscoli artificiali. Tutto questo senza distaccarsi dal piccolo Andrea. «Mio figlio - conclude la giovane - viene con me, insieme a mia madre e mia zia, che lo terranno quando io sarò impegnata nei seminari».
Per il 2008 il tema del meeting, che si svolgerà dal 28 giugno al 4 luglio a Lindau, è la fisica. All’iniziativa di quest’anno saranno presenti, tra le altre decine di Nobel, Donald Glaser, premio Nobel nel 1960 e inventore della camera a bolle, Riccardo Giacconi, astrofisico Nobel del 2004, George Smoot, Nobel nel 2006 e autore di libri divulgativi sull’astronomia, e infine peter Gunberg, Nobel 2007. Tra i cervelloni della scienza ci sarà anche Valentina, che, tra lo studio di un tomo e una ricerca al microscopio, ha trovato il tempo di sposarsi con Massimo, ingegnere e dottore di ricerca, e di dare alla luce, lo scorso 17 marzo, il piccolo Andrea. La ragazza di Rosignano arriva al meeting dei Nobel dopo una carriera di successi. Valentina ha studiato al liceo scientifico Fermi di Cecina e poi si è laureata in chimica all’Università di Pisa. Sempre all’interno dell’ateneo pisano ha portato avanti 3 anni di dottorato di ricerca e dopo, come purtroppo avviene ai tanti giovani italiani con spiccate capacità intellettive, è entrata nella fiumana dei cervelli in fuga. Per sette mesi Valentina ha portato avanti la sua ricerca, inizialmente incentrata sullo studio delle proprietà chimiche e fisiche dei cristalli liquidi grazie a tecniche spettroscopiche, in North Carolina, negli Stati Uniti.
E poi ancora è stata a Lubiana, grazie a una borsa di studio della Comunità europea, a Praga e a Budapest. Proprio il riconoscimento della Comunità europea deve essere stato il tramite per assurgere all’Olimpo dei Nobel, il meeting in programma a Lindau. «A candidare i ricercatori - dice ancora Valentina - per prendere parte alla manifestazione sono i vari istituti scientifici che operano a livello mondiale, poi un consiglio ristretto di scienziati decide chi sono i prescelti. Credo che la mia candidatura derivi dalla commissione Marie Curie della Comunità europea, tramite la quale ho avuto la borsa di studio». Unica studiosa italiana tra i Nobel, Valentina, che adesso è una ricercatrice in formazione presso la facoltà di scienze matematiche e fisiche dell’Università di Pisa, presenterà i suoi studi, che da tempo vertono sull’utilizzo dei polimeri liquido-cristallini come potenziali muscoli artificiali. Tutto questo senza distaccarsi dal piccolo Andrea. «Mio figlio - conclude la giovane - viene con me, insieme a mia madre e mia zia, che lo terranno quando io sarò impegnata nei seminari».
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