Sicurezza
Gli studenti portano la pace a tavola
Ecco il menu servito degli alunni della seconda B dell'istituto alberghiero Mattei. Antipasto un piatto della religione islamica, Shurba al-fata (zuppa di pane che si consuma tradizionalmente in Egitto settanta giorni dopo il ramadan nella "Festa del sacrificio"), e un altro della religione ebraica, Melanzane alla Giudea (dove protagonista non è la polpa dell'ortaggio bensì la buccia). Ecco i primi piatti: Cous cous con stufato di verdure (islamismo) e Pasta e "Maccu" (cristianesimo). Il secondo piatto arriva dal buddismo: Pollo al curry con riso basmati. E si arriva ai contorni: Fagiolini alla mandorle (buddismo) e carciofini fritti (ebraismo). Per dessert riecco il cristianesimo con la Torta di Sant'Andrea. Bevande: acqua e tisane varie.
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Pollo al curry con riso basmati, Cous cous, Melanzane alla Giudea. Non siamo in un ristorante esotico, ma nella cucina dell'istituto alberghiero Mattei, dove si sono accesi i propri fornelli per un pranzo davvero speciale. Un pranzo all'insegna della pace, della tolleranza, dell'integrazione tra le religioni: cristianesimo, islamismo, ebraismo e buddismo.
L'iniziativa, denominata "A tavola con le religioni", vede come protagonisti gli alunni della classe seconda B: a loro preparare le pietanze, servirle e spiegarle ai 35 commensali che si gusteranno un menu originale e frutto di una lunga ricerca. «Al tavolo - spiega Domenico Reitano, insegnante di religione al Mattei e coordinatore dell'iniziativa - ci sarà il presidente della Provincia Giorgio Kutufà, il sindaco Alessandro Nenci e i rappresentanti delle principali religioni». Al banchetto sono stati invitati Laura Pellati e Don Raffaele dell'istituto Lama Tzhong Khapa di Pomaia (buddismo), Don Pietro Kownacky vicedirettore del Centro diocesano ecumenismo e dialogo religioso (cristianesimo), il rabbino Jair Didi della comunità ebraica di Livorno (ebraismo) e un rappresentato di un centro culturale islamico della zona. «Il menu sarà composto da otto portate - prosegue Reitano - due per ogni confessione religiosa. Gli ingredienti sono studiati per fare mangiare tutto a tutti. Dunque, nella preparazione abbiamo cercato di considerare le regole presenti in ogni cucina. In tavola, ad esempio, non ci saranno vino e alcolici, ma solo acqua e tisane. Inoltre eviteremo di combinare carne e latticini, che non è tollerata nell'ebraismo».
Dunque, la tavola come luogo di unione delle principali religioni. «Dopo tre anni di interruzione - continua l'insegnante - abbiamo deciso di riprendere questo percorso didattico interdisciplinare, basato sulla conoscenza e sull'approfondimento del rapporto tra l'alimentazione e le tradizioni religiose dei vari popoli. Siamo convinti che sederci a tavola gustando pietanze che di solito non consumiamo rappresenti un veicolo privilegiato sulla strada che porta al rispetto, alla tolleranza, alla pace tra gli uomini di diversa lingua, cultura e religione».
Saranno gli studenti stessi a presentare i piatti. «Prima di servire ogni portata, ci sarà un alunno che illustrerà la tradizione e la cultura che accompagna quel piatto. Un compagno, poi, spiegherà nel dettaglio gli ingredienti. Naturalmente i ragazzi saranno aiutati dall'insegnante di cucina e dall'insegnante di sala. Il lungo lavoro preparatorio ha coinvolto, oltre gli alunni, diversi docenti del consiglio di classe. Docenti che oggi, insieme a due rappresentanti dei genitori e al presidente del consiglio d'istituto, saranno a tavola».
L'iniziativa, denominata "A tavola con le religioni", vede come protagonisti gli alunni della classe seconda B: a loro preparare le pietanze, servirle e spiegarle ai 35 commensali che si gusteranno un menu originale e frutto di una lunga ricerca. «Al tavolo - spiega Domenico Reitano, insegnante di religione al Mattei e coordinatore dell'iniziativa - ci sarà il presidente della Provincia Giorgio Kutufà, il sindaco Alessandro Nenci e i rappresentanti delle principali religioni». Al banchetto sono stati invitati Laura Pellati e Don Raffaele dell'istituto Lama Tzhong Khapa di Pomaia (buddismo), Don Pietro Kownacky vicedirettore del Centro diocesano ecumenismo e dialogo religioso (cristianesimo), il rabbino Jair Didi della comunità ebraica di Livorno (ebraismo) e un rappresentato di un centro culturale islamico della zona. «Il menu sarà composto da otto portate - prosegue Reitano - due per ogni confessione religiosa. Gli ingredienti sono studiati per fare mangiare tutto a tutti. Dunque, nella preparazione abbiamo cercato di considerare le regole presenti in ogni cucina. In tavola, ad esempio, non ci saranno vino e alcolici, ma solo acqua e tisane. Inoltre eviteremo di combinare carne e latticini, che non è tollerata nell'ebraismo».
Dunque, la tavola come luogo di unione delle principali religioni. «Dopo tre anni di interruzione - continua l'insegnante - abbiamo deciso di riprendere questo percorso didattico interdisciplinare, basato sulla conoscenza e sull'approfondimento del rapporto tra l'alimentazione e le tradizioni religiose dei vari popoli. Siamo convinti che sederci a tavola gustando pietanze che di solito non consumiamo rappresenti un veicolo privilegiato sulla strada che porta al rispetto, alla tolleranza, alla pace tra gli uomini di diversa lingua, cultura e religione».
Saranno gli studenti stessi a presentare i piatti. «Prima di servire ogni portata, ci sarà un alunno che illustrerà la tradizione e la cultura che accompagna quel piatto. Un compagno, poi, spiegherà nel dettaglio gli ingredienti. Naturalmente i ragazzi saranno aiutati dall'insegnante di cucina e dall'insegnante di sala. Il lungo lavoro preparatorio ha coinvolto, oltre gli alunni, diversi docenti del consiglio di classe. Docenti che oggi, insieme a due rappresentanti dei genitori e al presidente del consiglio d'istituto, saranno a tavola».
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