Finanza
Alcol self service: che fare?
Da che parte si schiera Cecina sulla distribuzione di alcolici
3 MINUTI DI LETTURA
Gli studenti del liceo Fermi di Cecina, autori del giornalino scolastico FerMenti, hanno concluso con ottimi risultati il loro stage in collaborazione con la redazione de Il Tirreno. L’ultimo gruppo degli oltre 30 alunni ha realizzato due interessanti inchieste, che pubblichiamo oggi, una sulla recente decisione del sindaco Pacini di vietare la vendita di alcolici nei distributori self service, l’altra sulla sicurezza in città. CECINA. I distributori automatici dividono Cecina: in qualità di redazione del FerMenti (il giornalino del Liceo “Enrico Fermi”) siamo scesi in campo (o meglio, in piazza!) per cercare di far luce sulla questione. Nelle vesti di inviati de “Il Tirreno”, il nostro quotidiano locale, abbiamo cercato di capire cosa ne pensassero i nostri concittadini, intervistando chiunque ci capitasse sotto tiro. La proposta del sindaco di Cecina di eliminare i self-service dove è possibile trovare alcolici trova critiche e sostenitori, in tutte le fasce d’età. D’accordo con il provvedimento è la prima intervistata: la signora Vittoria, anziana casalinga dalla squisita gentilezza (non ci ha cacciato via con un netto rifiuto!), si è dichiarata a favore di quello che considera, per ora, solamente un passo avanti verso una maggiore regolamentazione al riguardo delle bevande alcoliche.
Diversamente si schierano i giovani studenti: Edoardo, Saverio, Luca, Martina, Giacomo, Serena e Giuliano (17-18 anni) insieme ad Irene, Viky e Melania (leggermente più giovani) concordano nel sostenere che non siano i distributori il vero ed unico problema: al bar e nei supermercati (per non parlare delle discoteche) si compra di tutto, dall’acqua minerale all’assenzio puro (!), a prescindere dall’età. Se si deve far rispettare la legge, dicono gli studenti, è necessario agire su tutti i fronti, con maggiori controlli e più severità. Inoltre, molti di questi ragazzi sono d’accordo nell’affermare che la legge in questione andrebbe perfezionata; di questo parere è anche uno dei rappresentanti d’Istituto del nostro Liceo, Emanuele Marchi, che sostiene la necessità di istituire delle “fasce di consumo” con gradazioni alcoliche variabili a seconda dell’età e delle caratteristiche fisiche, deducibili dalla tessera sanitaria. Ma il colpo grosso è stato incontrare il titolare stesso dei distributori “incriminati”, quelli vicini al cinema: quest’ultimo, ci dice, ha a lungo discusso con il sindaco stesso a proposito di questo provvedimento, sostenendo che la legge prima di tutto non è chiara e apre la strada a grosse speculazioni da parte dei proprietari di bar e discoteche, che tradizionalmente non si curano dell’età dei consumatori.
Molto più sicure, secondo lui, sarebbero le macchinette, se dotate del dispositivo di riconoscimento della tessera sanitaria, come per i distributori di sigarette. Abbiamo potuto constatare di persona che già ci sono stati dei cambiamenti; i distributori, ad esempio, sono stati riforniti al massimo di birre analcoliche. Un altro commerciante della zona, il proprietario di una pizzeria del centro di Cecina, sostiene che il divieto alla vendita di alcolici ai minori di diciotto anni, pur essendo giustissimo nel suo principio, non è supportato da una legge sufficientemente organica; sottolinea, inoltre, il bisogno di più rigorosi, o magari più efficienti, controlli da parte di chi di dovere, e un occhio di riguardo da parte dei genitori che spesso minimizzano il problema. Sicuramente tra i genitori la notizia del provvedimento è stata accolta da tutti molto favorevolmente, anche se riconoscono che questo è solo un piccolo passo rispetto al grande problema. Deborah, commessa e madre di due ragazzi di 14 e 18 anni, è piuttosto spaventata dal sempre più diffuso uso di alcolici da parte dei giovani; soprattutto sottolinea la pericolosità del fatto che i ragazzi possono, ad oggi, quindi con legge in vigore, comprare liberamente grandi quantità di superalcolici ai supermercati, dove il controllo è (se possibile!) ancora minore.
Certamente con la proposta di questo provvedimento il sindaco ha puntato i riflettori su un problema molto importante che lega i giovani di tutta Italia; adesso non ci resta che aspettare di vedere se questa si dimostrerà una mossa vincente o nuova norma da trasgredire.
Diversamente si schierano i giovani studenti: Edoardo, Saverio, Luca, Martina, Giacomo, Serena e Giuliano (17-18 anni) insieme ad Irene, Viky e Melania (leggermente più giovani) concordano nel sostenere che non siano i distributori il vero ed unico problema: al bar e nei supermercati (per non parlare delle discoteche) si compra di tutto, dall’acqua minerale all’assenzio puro (!), a prescindere dall’età. Se si deve far rispettare la legge, dicono gli studenti, è necessario agire su tutti i fronti, con maggiori controlli e più severità. Inoltre, molti di questi ragazzi sono d’accordo nell’affermare che la legge in questione andrebbe perfezionata; di questo parere è anche uno dei rappresentanti d’Istituto del nostro Liceo, Emanuele Marchi, che sostiene la necessità di istituire delle “fasce di consumo” con gradazioni alcoliche variabili a seconda dell’età e delle caratteristiche fisiche, deducibili dalla tessera sanitaria. Ma il colpo grosso è stato incontrare il titolare stesso dei distributori “incriminati”, quelli vicini al cinema: quest’ultimo, ci dice, ha a lungo discusso con il sindaco stesso a proposito di questo provvedimento, sostenendo che la legge prima di tutto non è chiara e apre la strada a grosse speculazioni da parte dei proprietari di bar e discoteche, che tradizionalmente non si curano dell’età dei consumatori.
Molto più sicure, secondo lui, sarebbero le macchinette, se dotate del dispositivo di riconoscimento della tessera sanitaria, come per i distributori di sigarette. Abbiamo potuto constatare di persona che già ci sono stati dei cambiamenti; i distributori, ad esempio, sono stati riforniti al massimo di birre analcoliche. Un altro commerciante della zona, il proprietario di una pizzeria del centro di Cecina, sostiene che il divieto alla vendita di alcolici ai minori di diciotto anni, pur essendo giustissimo nel suo principio, non è supportato da una legge sufficientemente organica; sottolinea, inoltre, il bisogno di più rigorosi, o magari più efficienti, controlli da parte di chi di dovere, e un occhio di riguardo da parte dei genitori che spesso minimizzano il problema. Sicuramente tra i genitori la notizia del provvedimento è stata accolta da tutti molto favorevolmente, anche se riconoscono che questo è solo un piccolo passo rispetto al grande problema. Deborah, commessa e madre di due ragazzi di 14 e 18 anni, è piuttosto spaventata dal sempre più diffuso uso di alcolici da parte dei giovani; soprattutto sottolinea la pericolosità del fatto che i ragazzi possono, ad oggi, quindi con legge in vigore, comprare liberamente grandi quantità di superalcolici ai supermercati, dove il controllo è (se possibile!) ancora minore.
Certamente con la proposta di questo provvedimento il sindaco ha puntato i riflettori su un problema molto importante che lega i giovani di tutta Italia; adesso non ci resta che aspettare di vedere se questa si dimostrerà una mossa vincente o nuova norma da trasgredire.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
