Attenzione
Prezzi pazzi, vendite in calo
Il pane è troppo caro? E tanti comprano la schiacciata
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CECINA. Dopo la tempesta che ha visto protagonista il prezzo del pane, ci siamo trovati ad analizzare tale tematica, calandoci nel campo tra venditori e acquirenti, consapevoli e non. Il problema può essere affrontato da due punti di vista: c'è chi il pane lo vende e chi il pane lo compra. Il "Panificio Galli" di Cecina dichiara che l'aumento non è alto, {ma è ingigantito dai media}; gli acquirenti risultano suggestionati da quello che viene loro trasmesso e chi ne risente sono proprio i venditori. Il "Panificio Redini" sostiene che non ci sia un alto tasso di lamentela se non tra le persone più anziane. Così come "Le Chicche di Gasperini" che conferma l'ipotesi per cui il malcontento è diffuso soprattutto tra le persone di un'età maggiore ai sessant'anni. C'è, inoltre, l'evidenza su uno spostamento delle vendite verso prodotti `più raffinati', soprattutto la schiacciata, che molto spesso viene preferita al pane per un rapporto prezzo/qualità. L'aumento del prezzo nella nostra zone risulta essere del 5% circa: a giugno dello scorso anno la Cna, come riferiscono i panettieri interpellati, ha convalidato un aumento sul pane casalingo da 1 kg da 2.15 a 2.40 aggiornati ad oggi.
Un aumento apparentemente basso, 0.25 centesimi su ogni chilo, ma che in realtà non risulta così: una famiglia abbastanza numerosa, che si trova a comprare un chilo di pane giornalmente, a fine mese arriva a spendere circa 7.50 in più, che non sono pochi. Ma se questo risulta essere un problema per una famiglia, per il pensionato il problema è ancora maggiore. Infatti, su 3 intervistati con un'età maggiore di 60 anni, uno afferma di non aver fatto caso all'aumento, due sostengono che l'aumento è effettivo e lo notano fortemente nella vita di tutti i giorni e questo è uno dei fattori che rende difficile a molti giungere a fine mese. Per i giovani il problema del caro prezzi si riscontra in altri ambiti, quali abbigliamento, accessori di moda e musica. Su un campione di cinque ragazzi intervistati è emerso che il rialzo dei prezzi è percepito unanimemente; nonostante ciò, alcuni preferiscono acquistare prodotti griffati a dispetto dei prezzi alti, associando un costo più elevato ad una maggiore qualità. A questo proposito anche la commessa di "Disegual", Alessandra Gatto, ha rilevato questa tendenza nei giovani. Su questo campione due intervistati su 5 preferiscono spendere di più e comprare meno, mentre la maggioranza è più propensa a comprare più spesso, spendendo meno.
Inoltre, intervistando le proprietarie del negozio di borse e accessori "Segue..." è apparso chiaro, come la minore domanda abbia portato i commercianti ad ampliare la possibilità di scelta attraverso l'inserimento di nuovi prodotti abbinati tra loro e come la fascia dei consumatori si sia allargata in modo da coinvolgere il maggior numero di persone. Il primato degli acquisti rimane alle donne, verso le quali sono pensati e inseriti sul commercio articoli di moda accattivanti, che fanno leva sull'estetica femminile, mentre per gli uomini è più rilevante l'aspetto pratico e professionale. In conclusione abbiamo riscontrato un disagio generale: sia da parte dei commercianti, che risentono di un calo nelle vendite a causa della crisi economica, sia verso gli acquirenti che non riescono a tenersi al pari dei prezzi che si stanno alzando esponenzialmente a causa di un'inflazione sempre maggiore.
Un aumento apparentemente basso, 0.25 centesimi su ogni chilo, ma che in realtà non risulta così: una famiglia abbastanza numerosa, che si trova a comprare un chilo di pane giornalmente, a fine mese arriva a spendere circa 7.50 in più, che non sono pochi. Ma se questo risulta essere un problema per una famiglia, per il pensionato il problema è ancora maggiore. Infatti, su 3 intervistati con un'età maggiore di 60 anni, uno afferma di non aver fatto caso all'aumento, due sostengono che l'aumento è effettivo e lo notano fortemente nella vita di tutti i giorni e questo è uno dei fattori che rende difficile a molti giungere a fine mese. Per i giovani il problema del caro prezzi si riscontra in altri ambiti, quali abbigliamento, accessori di moda e musica. Su un campione di cinque ragazzi intervistati è emerso che il rialzo dei prezzi è percepito unanimemente; nonostante ciò, alcuni preferiscono acquistare prodotti griffati a dispetto dei prezzi alti, associando un costo più elevato ad una maggiore qualità. A questo proposito anche la commessa di "Disegual", Alessandra Gatto, ha rilevato questa tendenza nei giovani. Su questo campione due intervistati su 5 preferiscono spendere di più e comprare meno, mentre la maggioranza è più propensa a comprare più spesso, spendendo meno.
Inoltre, intervistando le proprietarie del negozio di borse e accessori "Segue..." è apparso chiaro, come la minore domanda abbia portato i commercianti ad ampliare la possibilità di scelta attraverso l'inserimento di nuovi prodotti abbinati tra loro e come la fascia dei consumatori si sia allargata in modo da coinvolgere il maggior numero di persone. Il primato degli acquisti rimane alle donne, verso le quali sono pensati e inseriti sul commercio articoli di moda accattivanti, che fanno leva sull'estetica femminile, mentre per gli uomini è più rilevante l'aspetto pratico e professionale. In conclusione abbiamo riscontrato un disagio generale: sia da parte dei commercianti, che risentono di un calo nelle vendite a causa della crisi economica, sia verso gli acquirenti che non riescono a tenersi al pari dei prezzi che si stanno alzando esponenzialmente a causa di un'inflazione sempre maggiore.
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