Il Tirreno

«Il centro non è un campo di calcio»

Anna Cecchini
«Il centro non è un campo di calcio»

Multe a chi gioca: Battini spiega il divieto e replica alle polemiche

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CECINA. Sul divieto di giocare a pallone nel centro cittadino l’assessore alla mobilità Massimo Battini getta acqua sul fuoco. Chiarisce che l’ordinanza emessa nei giorni scorsi, quella che vieta ai ragazzi di tirare calci al pallone nelle aree centrali del paese, non vuole essere una limitazione alla libertà dei giovani, ma invece un deterrente a comportamenti maleducati. Battini spiega che al Comune sono arrivate decine di segnalazioni dei cittadini. «I residenti - spiega Battini - non potevano passeggiare in centro perché c’era il pericolo dei palloni tirati con forza. Praticamemnte una parte del paese era inibito ai pedoni». Questo il motivo che ha portato l’amministrazione a emettere l’ordinanza, che vieta di giocare a pallone nelle aree centrali di Cecina e prevede una sanzione pecuniaria dai 25 ai 500 euro per i trasgressori. «In verità - prosegue l’assessore - l’articolo 7 del regolamento di polizia municipale prevedeva già una pena per chi, giocando con il pallone in centro, infastidiva le persone di passaggio. I vigili potevano sequestrare il pallone». Pena, questa del sequestro, che di fatto veniva aggirata velocemente dai terzini in agguato.

«Non appena i vigili si allontanavano con la palla sequestrata - dice Battini - i ragazzi ne avevano disponibile un’altra». Da qui la decisione di inasprire la pena, prevedendo un’ammenda, piuttosto salata - va detto - per ragazzini che con Pato, il giovane attaccante del Milan, hanno in comune soltanto il viso imberbe e l’illusione nello sguardo. «Questa ordinanza - sottolinea Battini - va applicata con buonsenso. Non potevamo indicare limiti di età, ma certo non è nostra intenzione perseguitare i bambini piccoli». L’ordinanza, insomma, mira ai pesci grossi, alle “bande” di adolescenti goleador. «Nell’applicare le multe - chiarisce l’assessore - bisogna valutare la pericolosità delle singole situazioni». L’assesore fa sapere che le maglie della rete “anti pallone” saranno piuttosto larghe: «Più che altro speriamo che le sanzioni rappresentino un deterrente a comportamenti scorretti da parte dei giovani che giocano a calcio in centro».

Nel chiarire le ragioni che hanno portato l’amministrazione a emettere l’ordinanza, Battini risponde anche all’interpellanza presentata da Rifondazione comunista, che ha bollato la nuova normativa come foriera di una divisione dei cittadini, quelli che possono permettersi di giocare (pagando) all’interno delle strutture private e quelli ai quali invece vengono interdette anche le aree pubbliche. «Non è assolutamente così. Anzi - conclude l’assessore - l’ordinanza è stata fatta proprio perché non ci fossero più cittadini di serie A, ossia i ragazzi che giocavano indisturbati in centro, e quelli di serie B, cioè pedoni, anziani, bambini e commercianti, che per transitare in paese dovevano affrontare le pallonate».

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