Il dolore
La casa ecologica, un sogno realizzato
Fabrizio Cavallini
Chimico cecinese ha messo in pratica le teorie sul risparmio energetico
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CECINA. È la prima casa ecologica cecinese. Alessandro Lenzi, di professione chimico, ha inaugurato in questi giorni il primo impianto fotovoltaico di Cecina. Siamo andati a casa sua per conoscere i motivi che lo hanno spinto ad installare l’impianto. Una volta arrivati ci rendiamo subito conto come l’abitazione sia vocata all’ecologia. Appena entriamo non possiamo fare a meno di notare l’attenzione dedicata al risparmio energetico: edilizia innovativa e infissi in materiale plastico a bassa conducibilità termica. E ancora intercapedini vuote e, naturalmente, vetri a doppio spessore e isolati acusticamente e termicamente. Girando per la casa, in cui vive con la moglie e i tre figli, notiamo che l’illuminazione è gestita con lampade a basso consumo e la disposizione degli interruttori permette di percorrere la casa illuminando la porzione di appartamento dove ci inoltriamo spengendoci le luci alle spalle. Stando così le cose non poteva mancare un impianto fotovoltaico.
Chiediamo a Lenzi di raccontarci per quale ragione ha deciso di fare un investimento del genere. «Utilizzando gli incentivi del Conto energia dice - è finalmente possibile dotarsi di un impianto fotovoltaico che permetta da subito di azzerare la bolletta elettrica e che si ripaghi facilmente con i contributi dello Stato. Ma oltre a questo la ragione per cui l’ho fatto è che dobbiamo lanciare un segnale a tutti sulla reale fattibilità del risparmio energetico anche e soprattutto facendo attenzione alla riduzione degli sprechi». Un esempio? «Beh, molto semplice; in casa nostra abbiamo adottato un impianto di compostaggio e ricicliamo sistematicamente tutti i rifiuti». Avete ottenuto buoni risultati? «Sì. E si notano subito da quello che buttiamo nel cassonetto della spazzatura. I volumi scaricati si sono ridotti drasticamente del 20%». Continuiamo la nostra intervista. Visto che è così appassionato di energia e attento al risparmio energetico, ha qualche ulteriore suggerimento?
«Certamente. Si potrebbero fare tantissime cose. Come adottare per l’illuminazione pubblica lampade a basso consumo o addirittura ricorrere a lampade led che anche se costano ancora un po’, hanno consumi irrisori. Altra idea, quella di rendere obbligatorio il compostaggio, cioè la trasformazione dei rifiuti organici in concime che riduce sensibilmente i volumi del materiale conferito a discarica, oppure razionalizzare la raccolta differenziata e trasformare gli scarti in una vera ricchezza e diminuire così le tasse». E ancora: «Si potrebbe multare chi getta la carta per terra, chi non raccoglie le feci del proprio cane o spalma le gomme da masticare sui selciati e destinare i ricavi alla riduzione delle tasse sulla nettezza urbana. Beh, mettendoci d’impegno ci sarebbe la possibilità di ottenere tanti risparmi e ridurre gli sprechi a tutto vantaggio dell’ambiente. Se vuole, vado avanti». Faccia pure. «Allora le racconto una cosa interessante. Qualche anno fa hanno inventato un tipo di plastica che si chiama Pla; il nome scientifico è un po’ “difficilotto”, acido polilattico.
Ma se il nome è difficile le caratteristiche sono uniche! Questa plastica è biodegradabile al 100%. Se fosse utilizzata obbligatoriamente per i sacchetti della spazzatura potremmo avere discariche più efficienti, con minori volumi trattati ed eviteremmo lo scempio degli “alberi con le foglie di plastica”. Li ha mai visti? Sono uno spettacolo tristissimo, un segno imperdonabile della disattenzione dell’uomo verso la natura». Qualcos’altro sull’impianto. «È estremamente semplice. Costituito da 18 pannelli fotovoltaici che catturano la luce solare e la trasformano direttamente in energia elettrica e che erogano una quantità di energia pari ai consumi di casa nostra in un anno. L’energia prodotta viene trasmessa direttamente in rete evitando i costosi accumulatori al piombo e permette di non bruciare petrolio evitando così l’emissione in atmosfera di circa 3.300 chili all’anno di anidride carbonica, quella dell’effetto serra.
Inoltre smetto di pagare la bolletta e ripago l’investimento con i contributi erogati dallo Stato con il cosiddetto Conto energia che remunera l’energia prodotta con 44 centesimi di euro per ogni chilowattora. Semplice, no?». Ma tutti questi sforzi e sacrifici perché li fa? «Sono profondamente convinto che in questo mondo siamo ospiti e la prima cosa dovuta al padrone di casa è il rispetto.
Chiediamo a Lenzi di raccontarci per quale ragione ha deciso di fare un investimento del genere. «Utilizzando gli incentivi del Conto energia dice - è finalmente possibile dotarsi di un impianto fotovoltaico che permetta da subito di azzerare la bolletta elettrica e che si ripaghi facilmente con i contributi dello Stato. Ma oltre a questo la ragione per cui l’ho fatto è che dobbiamo lanciare un segnale a tutti sulla reale fattibilità del risparmio energetico anche e soprattutto facendo attenzione alla riduzione degli sprechi». Un esempio? «Beh, molto semplice; in casa nostra abbiamo adottato un impianto di compostaggio e ricicliamo sistematicamente tutti i rifiuti». Avete ottenuto buoni risultati? «Sì. E si notano subito da quello che buttiamo nel cassonetto della spazzatura. I volumi scaricati si sono ridotti drasticamente del 20%». Continuiamo la nostra intervista. Visto che è così appassionato di energia e attento al risparmio energetico, ha qualche ulteriore suggerimento?
«Certamente. Si potrebbero fare tantissime cose. Come adottare per l’illuminazione pubblica lampade a basso consumo o addirittura ricorrere a lampade led che anche se costano ancora un po’, hanno consumi irrisori. Altra idea, quella di rendere obbligatorio il compostaggio, cioè la trasformazione dei rifiuti organici in concime che riduce sensibilmente i volumi del materiale conferito a discarica, oppure razionalizzare la raccolta differenziata e trasformare gli scarti in una vera ricchezza e diminuire così le tasse». E ancora: «Si potrebbe multare chi getta la carta per terra, chi non raccoglie le feci del proprio cane o spalma le gomme da masticare sui selciati e destinare i ricavi alla riduzione delle tasse sulla nettezza urbana. Beh, mettendoci d’impegno ci sarebbe la possibilità di ottenere tanti risparmi e ridurre gli sprechi a tutto vantaggio dell’ambiente. Se vuole, vado avanti». Faccia pure. «Allora le racconto una cosa interessante. Qualche anno fa hanno inventato un tipo di plastica che si chiama Pla; il nome scientifico è un po’ “difficilotto”, acido polilattico.
Ma se il nome è difficile le caratteristiche sono uniche! Questa plastica è biodegradabile al 100%. Se fosse utilizzata obbligatoriamente per i sacchetti della spazzatura potremmo avere discariche più efficienti, con minori volumi trattati ed eviteremmo lo scempio degli “alberi con le foglie di plastica”. Li ha mai visti? Sono uno spettacolo tristissimo, un segno imperdonabile della disattenzione dell’uomo verso la natura». Qualcos’altro sull’impianto. «È estremamente semplice. Costituito da 18 pannelli fotovoltaici che catturano la luce solare e la trasformano direttamente in energia elettrica e che erogano una quantità di energia pari ai consumi di casa nostra in un anno. L’energia prodotta viene trasmessa direttamente in rete evitando i costosi accumulatori al piombo e permette di non bruciare petrolio evitando così l’emissione in atmosfera di circa 3.300 chili all’anno di anidride carbonica, quella dell’effetto serra.
Inoltre smetto di pagare la bolletta e ripago l’investimento con i contributi erogati dallo Stato con il cosiddetto Conto energia che remunera l’energia prodotta con 44 centesimi di euro per ogni chilowattora. Semplice, no?». Ma tutti questi sforzi e sacrifici perché li fa? «Sono profondamente convinto che in questo mondo siamo ospiti e la prima cosa dovuta al padrone di casa è il rispetto.
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