Il Tirreno

Più di cinque mesi per una risonanza

Più di cinque mesi per una risonanza

Pieni anche gli istituti convenzionati. L'Asl: non è un'urgenza

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CECINA. Più di cinque mesi per una risonanza magnetica all’encefalo, ci segnala un lettore. La lista d’attesa supera di gran lunga i 30 giorni massimi previsti dalla Regione Toscana. Eppure non c’è niente da fare. Visto che questo accertamento non ha requisiti d’urgenza, non rientra nel protocollo firmato dall’Asl 6 con i medici di famiglia e i reparti dell’ospedale per risolvere le urgenze entro 48 ore avviandole a un iter privilegiato. E il paziente in attesa della risonanza non può usufruire neanche del cosiddetto «bonus malus». Ovvero, secondo la legge regionale 143/2006, se il tempo d’attesa supera i 20 giorni l’Asl deve rimborsare al paziente i soldi per la prestazione mancata. Ma il bonus malus vale solo per sette prestazioni: visita cardiologica, dermatologica, otorino, oculistica, ortopedica, urologica, neurologica.

Dulcis in fundo: anche le strutture convenzionate con l’Asl 6 hanno lo stesso problema: chi ha finito il budget, saturando il numero di prestazioni fissate in convenzione con l’azienda sanitaria pubblica; chi ha a sua volta la lista d’attesa. Segno evidente che il numero delle richieste supera le previsioni. Che cosa può fare allora il paziente? Aspettare o pagare. Ecco la sua storia. Considerata la natura delicata dell’esame - per il quale l’attuale normativa non consente di richiedere la procedura d’urgenza - il paziente si è dato da fare per accelerare i tempi. Che non accennano ad assumere una dimensione razionale. In linea con quelle che una struttura sanitaria moderna deve essere in grado di offrire ai cittadini. Ebbene, rivoltosi alla nostra Usl, il paziente si è sentito programmare per la risonanza all’encefalo un lontanissimo 11 marzo. A Livorno. «Una data inaccettabile».

Da lì la proposta dell’interlocutore, l’impiegato addetto al Cup, di rivolgersi all’Istituto radiografico toscano di Pistoia. Convenzionato. Perché di solito lì si fa prima ad ottenere prestazioni radiografiche. Ma il contatto con l’Istituto è deludente: 12 maggio. Il nostro concittadino, pressato dalla necessità di usufruire dell’esame più rapidamente, viene a sapere che a Grosseto c’è un centro molto veloce ed efficiente per quella che è la sua specifica necessità. L’addetto alle prenotazioni lo mette però a conoscenza del fatto che il contratto stipulato con la Regione è scaduto, in quanto le prestazioni, a numero stabilito che non può essere superato - ed è stato invece già raggiunto- saranno possibili da gennaio, con l’inizio delle prenotazioni fissato al primo di dicembre.

Dulcis in fundo, se così si può dire, l’Usl di Pisa. Che dirotta la richiesta di tale prenotazione all’ospedale di Volterra. Data, per Volterra, il 15 gennaio. Più di tre mesi. Ma è il tempo di attesa minore. «La sanità in Toscana fa veramente acqua», si sfoga il nostro concittadino che ci ha raccontato delle sue peripezie riportate ora a grandi linee. Ma che rendono l’idea. E ancora una volta fanno pensare.

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