Il Tirreno

Tremila aspiranti prof per 820 posti

Elisabetta Arrighi
Tremila aspiranti prof per 820 posti

Dopo il blocco delle graduatorie i precari sperano nel master che abilita

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«Meglio il certo (si fa per dire) dell’incerto»: lo scrive il blogger Callas (da Verona) che apre una pagina di discussioni in rete sul boom di iscrizioni alle Ssis, le scuole di specializzazione per insegnanti di istituti secondari. Aspiranti professori che in questi giorni sono alle prese con test vari e prove orali. Con contorno di ricorsi al Tar, perchè in alcuni casi sono nate diatribe fra aspiranti e segreterie Ssis in merito ai titoli posseduti per partecipare a questa o quella classe di concorso. Boom di aspiranti prof: controtendenza con tanti giovani decisi ad insegnare nonostante la figura del docente sia oggi bistrattata, oppure le ragioni vanno ricercate altrove? «Per molti la Ssis è una specie di ultimo treno su cui cercare di salire», spiega Patrizia Villa, segretaria della Flc Cgil Scuola di Livorno. «Non è che tanta gente decide di fare la scuola di specializzazione perchè improvvisamente il mestiere di insegnante ha più appeal - sostiene un altro blogger, Adamo -

E’ perchè se prima avevi una mezza speranza di fare almeno le supplenze da 3ª fascia (graduatorie d’istituto), adesso senza abilitazione c’è il rischio che neanche ti facciano entrare in classe». I numeri del boom - stando a quello che accade in Toscana - si possono sintetizzare in 820 posti disponibili nelle Ssis (università di Pisa, Firenze e Siena) e 2.895 domande. In tutta Italia, il ministero dell’Università ha messo a disposizione 11mila posti. Le iscrizioni (il termine scadeva il 23 agosto) sono quasi ovunque raddoppiate rispetto a due anni fa. Ma facciamo un passo indietro per cercare di spiegare la genesi di questo fenomeno. «Il governo - spiega Villa - con il decreto di immissione in ruolo dei 350mila precari, ha stabilito di fatto di non volere più quello che si può definire il “precariato storico”».

Quindi le graduatorie, da permanenti che erano, sono diventate ad esaurimento, entro il 2011, con conseguente preclusione di inserimento per i futuri abilitati. «Si presuppone - aggiunge Villa - che da quel momento, quando saranno esaurite, scatteranno i concorsi». Di fronte a questa prospettiva le Ssis hanno ancora ragione d’esistere? Intanto va detto che si è in attesa di conoscere i nuovi sistemi di reclutamento degli insegnanti e in attesa di capire cosa succederà, meglio cercare di prendere l’ultimo treno. La specializzazione al Ssis può sempre servire - dicono gli aspiranti prof - per trovare in qualche modo un inserimento in qualche graduatoria, ad esempio avanzando nelle fasce di istituto. Va infatti tenuto ben presente che le graduatorie ad esaurimento vedono in lista solo insegnanti abilitati.

E c’è anche chi spera in qualche sanatoria. Nel futuro - ipotizzano in molti - potrebbe sempre esserci una sanatoria (per chi fa la scuola di specializzazione) oppure il “titolo” potrebbe essere utilizzato come credito formativo nei concorsi che verranno. Ma, per ora, sono solo chiacchiere. Numeri boom, dicevamo, in tutte le regioni italiane, salvo la Valle d’Aosta dove a fronte di 55 posti disponibili sono state presentate 24 domande. Forse una spiegazione va ricercata nel fatto che nella Vallée è indispensabile, come pre-requisito, quello della conoscenza della lingua francese, e che nella piccola regione montana il numero dei giovani laureati è piuttosto basso. Pre-requisito del francese: questo può essere un elemento che scoraggia molti laureati, magari ferratissimi in inglese o spagnolo.

Ma è bene chiarire che un laureato, ovunque sia nato e sia residente, può presentare domanda di ammissione alle Ssis anche in regioni diverse dalla propria. Quasi 3mila domande in Toscana per 820 posti da suddividere nelle tre università di Pisa, Siena e Firenze. In Campania le domande presentate sono state 3.307 per 824 posti; in Emilia Romagna le cattedre disponibili sono 946 per 2.926 concorrenti. A Messina i posti sono 472 e le domande 2.484. Nonostante tutto “Naturalmenteduccio”, in rete, invita a non buttarsi giù: «Cerchiamo di essere postivi», scrive sul blog. «Noi che competiamo quest’anno siamo i più sfigati - sostiene - abbiamo poca probabilità al termine della Ssis di entrare nelle graduatorie ad esaurimento». Intanto prosegue la selezione per assicurarsi un posto in una Ssis. Poi, fra dicembre e gennaio, cominceranno le lezioni. Tante ore - almeno tre pomeriggi a settimana - per studiare da prof. In attesa di una cattedra che resta un miraggio. O quasi.

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