Il Tirreno

Microcriminalità in crescita, è allarme

Anna Cecchini
Microcriminalità in crescita, è allarme

Commercianti e residenti di Portovecchio sono preoccupati

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CASTIGLIONCELLO. Sono mesi che sopportano risse, scorribande notturne e episodi di violenza in pieno giorno. Ora sono stanchi di sopportare e tirano fuori tutto il loro malcontento, insieme al desiderio di essere protetti. L'ennesima rissa (di cui diciamo a parte) nei pressi del bar Oasi.
 Stavolta è terminata con l'arresto di uno dei partecipanti con l'accusa di tentato omicidio; commercianti e residenti della via Aurelia, in zona Portovecchio, non ne possono più; raccontano la storia di un quartiere che rischia sempre di più di trasformarsi in una sorta di «banlieu», nonostante si trovi proprio al centro della frazione di Castiglioncello.

 Negozianti arrabbiati. La ricostruzione di quanto avviene nella zona, che oltre all'Aurelia include via Gorizia e via De Amicis, comincia il titolare dell'edicola, che, dopo l'ennesimo furto subito l'estate dello scorso anno, ha deciso di proteggere la sua attività con una recinzione. «Hanno distrutto la serranda del chiosco - spiega l'edicolante - e rubato all'interno, non potevamo che provare a proteggere la struttura, in maniera da tenere lontani i malintenzionati, che girano anche durante il giorno. Sono cinque anni che ho questa edicola e negli utlimi due c'è stato un forte aumento di di vandalismi e microcriminalità». Un'escalation di violenza che ha fatto prendere provvedimenti anche ad altri esercenti che operano nella zona.
 La titolare del negozio di alimentari che si apre in quel di Portovecchio, per paura che l'esercizio fosse preso di mira dai "brutti ceffi" che si aggirano lungo l'Aurelia, oltre ad installare l'allarme ha addirittura fatto sistemare una sorta di cancello-saracinesca che isoli l'attività dalla strada.

 La paura. «Fino a qualche anno fa - spiega la signora del minimarket - potevi assentarti un attimo senza aver paura di un furto, adesso devi chiudere tutto. Anche quando siamo dentro al negozio, soprattutto in inverno, ho timore che arrivi qualcuno a rubare o a fare danni. La zona è sempre meno abitata e mancano i controlli, basterebbe che le forze dell'ordine fossero maggiormente presenti per sorvegliare l'area».
 Anche buona parte degli abitanti del posto la pensa come gli esercenti. La paura dei residenti, che la notte sono spesso costretti a fare i conti con urla e schiamazzi di ogni genere, è che i tanti episodi di scontro e microcriminalità, sfocino ben presto in irreparabili scene di violenza estrema. «Da mesi - dicono alcuni residenti - veniamo svegliati nel sonno».

 Sistemi di sicurezza.  Qualcuno tra i commercianti e i residenti, in attesa che le forze dell'ordine intensifichino i controlli in tutta la zona, ha preso i primi provvedimenti. Alcuni hanno addirittura installato particolari sistemi di accesso e forme di illuminazione gestite tramite rilevatori di presenza, sperando che servano da deterrente alle bande di ragazzi che popolano la zona durante la notte e da mesi commettono i più vari atti di vandalismo.

 Le cause. Sulle motivazioni all'origine di questa escalation di microcriminalità nell'area di Portovecchio, negozianti e cittadini sono più o meno concordi nell'individuare una serie di cause correlate. Da una parte la gente del posto guarda con circospezione agli «assembramenti che, soprattutto in orario notturno, si creano intorno al bar» e che sempre più spesso degenerano in episodi violenti. Dall'altra, qualcuno individua come possibile spiegazione dei disagi anche «l'Oasi Emilia, la sede della Caritas che distribuisce i pasti a persone indigenti e senza fissa dimora e si trova a 300 metri dalla via Aurelia, in quella via De Amicis su cui si aprono anche le scuole materne ed elementari».

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