Il Tirreno

Solvay: dopo l’elettrolisi il «Pasta»

Andrea Rocchi
Solvay: dopo l’elettrolisi il «Pasta»

Nuovo impianto di cloruro di calcio, l'azienda investe a Rosignano

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ROSIGNANO. Solvay ha ancora progetti per Rosignano. Solvay continua a ritenere lo stabilimento e l’Europa in genere piazze strategiche per i propri investimenti industriali. Solvay chiede che quella collaborazione fra azienda ed enti locali e nazionali che ha sancito l’avvio del progetto Leonardo non si esaurisca qui. E’ la sintesi di quanto ieri mattina - in un teatro gremito di autorità, rappresentanti sindacali e parte dei lavoratori - i vertici del gruppo chimico di Bruxelles hanno dichiarato in occasione del taglio del nastro del nuovo impianto della elettrolisi con celle a membrana. «E’ una tappa importante per dare concretezza al concetto di sviluppo sostenibile e per contribuire alla competitività del sito», ha detto Michèle Huart, direttore dello stabilimento di Rosignano. «Il dialogo costante fra Solvay ed autorità locali e nazionali - ha aggiunto Christian Jourquin, presidente del gruppo Solvay - è uno dei motivi del successo che festeggiamo oggi. Noi siamo fiduciosi che questa proficua collaborazione proseguirà con altri progetti». Il nome di uno di questi lo fa l’ingegner Huart.

E’ il progetto Pasta: 10 milioni di investimento, produzione di cloruro di calcio che passa da 70 a 150mila tonnellate annue, 15 posti di lavoro. Ciò grazie alla partnership con l’azienda russa Zirax. Per la verità il direttore di Rosignano dice anche un’altra cosa. Che il risparmio ottenuto col progetto Leonardo, in termini di energia, non è purtroppo «sufficiente a compensare gli alti costi dell’energia in Italia, che è tra i più alti in Europa». Ma ciò non toglie il valore di questa operazione, nata da un’intesa bipartisan (firma sull’accordo di programma dell’ex sindaco Ds Simoncini e dell’ex ministro dell’Ambiente Matteoli di An), che contribuisce ad eliminare mercurio dai processi produttivi. Si è ricordato l’impegno profuso dall’ex direttore di Rosignano Malvaldi, dall’ex direttore di Solvay Italia Brianzoli (anch’egli intervenuto ieri al teatro), di un altro ex, l’ingegner Luigi Belli, ringraziato da Jourquin «per aver dato un contributo alla realizzazione del nuovo impianto di elettrolisi».

Nenci e Kutufa hanno portato il saluto dell’amministrazione di Rosignano e di quella provinciale, Masoni (rsu fabbrica) ha richiamato i politici all’assunzione di impegnisul Progetto Rosignano (rigassificatore e raddoppio etilene) ma nel segno dello sviluppo sostenibile si è consumato ieri un altro abbraccio, impensabile fino a pochi anni fa: quello tra Legambiente e la Solvay. Dopo aver lanciato il dossier mercurio, in cui Solvay era additata come una delle aziende più inquinanti, oggi l’associazione ambientalista saluta il risultato raggiunto con le parole di Stefano Ciaffani. Una pax ambientalista anticipata, peraltro, dal siparietto telefonico tra l’onorevole Realacci (ieri assente) e l’ingegner Brianzoli. Dice Realacci: «Il futuro dell’industria chimica è possibile solo se accetta pienamente la sfida delle tecnologie legate alla tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini, della riduzione dei consumi energetici».

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