Il dolore
L’orgoglio di un paese al Bettini-day
Paolo Marsili
Cartoline, bandiere, inni e la maglia iridata al nipotino Andrea
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BIBBONA. Una festa semplice, come di semplici costumi è il paese di Bibbona ed in particolare la frazione de La California, che nel pomeriggio di ieri ha abbracciato con profondo affetto e immenso calore il suo campionissimo di ritorno dalla “battaglia” di Stoccarda, dove ha “debellato” gli avversari in corsa e pure le acri critiche della settimana. Ma nonostante l’ennesimo trionfo che gli accresce il blasone, lo fa essere la stella più radiosa del ciclismo d’oggi, Paolo Bettini è rimasto semplice e affabile, sorridente e gioviale: uno del posto, insomma. La piazzetta di fronte alla chiesa era andata pian piano riempiendosi di gente, mentre sul palco allestito dal Club che inneggia perennemente il nome del campionissimo, il trio La dolce Vita intratteneva con piacevoli pezzi musicali. Tante le magliette bianche con la fascia dei colori dell’iride indossate da ragazzi ma anche da signore di età non più giovanile: particolarmente simpatiche due di esse, con le scritte Bettini Dry e Bettini Swing.
Il numero di bandierine e stendardetti con le immagini di Paolo, tenute nelle mani e sventolate in segno di festa, non si riusciva a contarle. Intanto babbo Giuliano Bettini e Mauro Calamassi distribuivano le cartoline illustrate edite dal Club. Un’ovazione ha accolto Paolo quando è arrivato, alle 17.30 in punto, su una Porsche Carrera 4s argentata, assieme alla figlioletta Veronica; la moglie Monica - ci ha spiegato Giuliano - ha preferito restare a casa perchè stanca dal viaggio. Mentre la nutrita cerchia di amici e sostenitori lo accompagnava al palco, sono echeggiate le note prima dell’Inno di Mameli e di seguito di We are the champions. Inseparabili dallo zio, Francesco e Andrea: Francesco aveva avuto in regalo la maglia l’anno scorso, ad Andrea gli è stata consegnata nell’istante la maglia di domenica scorsa che sapeva ancora di spumante, stappato dopo la premiazione e nei successivi brindisi con la squadra azzurra. Insieme a loro anche la nepotina Aurora.
Mentre in braccio la piccola Veronica fa il gesto di “assaggiare” la medaglia d’oro che babbo Paolo ha al collo. Subito dopo, l’abbraccio dei genitori Giuliana e Giuliano. Al microfono, Paolo ha detto: «Il primo mondiale ha avuto un gusto particolare, la vittoria l’anno scorso era venuta a sorpresa; quest’anno ce l’abbiamo presa, perchè tutta la squadra l’ha voluta è se l’è sconfiggendo gli assalti delle altre che hanno fatto di tutto per togliercela». E però ha sottolineato che «ogni corsa ha la sua storia, il suo fascino e quando si vince la soddisfazione è sempre grande». Alla domanda dello speaker sui programmi futuri, il campionissimo ha risposto: «Smettere farebbe bene a qualcuno ed allora almeno per un altro anno continuo, poi si vedrà». Il sindaco di Bibbona, Fiorella Marini, con voce commessa ha pronunciato poche ma significative parole: «Siamo ancora una volta, con grande piacere, a lodare le gesta di Paolo, che una volta di più si è dimostrato un vero campione; per noi è motivo di grande orgoglio, un esempio che va oltre l’aspetto prettamente sportivo».
E il ringraziamento al campionissimo è venuto pure dall’assessore allo sport Claudio Galassi. Erano presenti il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, e la vicepresidente Monica Giuntini. «Salutiamo e ringraziamo un grande campione e un grande uomo - ha detto Kutufà - che con la serenità a Stoccarda ha sconfitto tutto e tutti. Grazie da tutta la Provincia». e la Giuntini ha solo aggiunto: «Siamo emozionati e tanto felici». Dopo i discorsi: dolcetti e spumante per tutti, e la caccia all’autografo da Paolo. Paolo Bettini è nato a Cecina, e questo è motivo di un intervento anche del sindaco Paolo Pacini: «E’ con estremo piacere e sincera ammirazione che mi unisco a tutti gli appassionati sportivi che a Stoccarda hanno visto passare il piccolo grande Paolo Bettini dalla storia alla leggenda, nel reiterare la vittoria mondiale. La soddisfazione è suffragata anche dalla convinzione che l’impresa di questo campione, che sentiamo a pieno titolo nostro concittadino, serva a proiettare sempre di più l’immagine di questo territorio nei circuiti internazionali. Io assieme alla Giunta e alla cittadinanza, lo stringiamo in un affettuoso abbraccio».
Il numero di bandierine e stendardetti con le immagini di Paolo, tenute nelle mani e sventolate in segno di festa, non si riusciva a contarle. Intanto babbo Giuliano Bettini e Mauro Calamassi distribuivano le cartoline illustrate edite dal Club. Un’ovazione ha accolto Paolo quando è arrivato, alle 17.30 in punto, su una Porsche Carrera 4s argentata, assieme alla figlioletta Veronica; la moglie Monica - ci ha spiegato Giuliano - ha preferito restare a casa perchè stanca dal viaggio. Mentre la nutrita cerchia di amici e sostenitori lo accompagnava al palco, sono echeggiate le note prima dell’Inno di Mameli e di seguito di We are the champions. Inseparabili dallo zio, Francesco e Andrea: Francesco aveva avuto in regalo la maglia l’anno scorso, ad Andrea gli è stata consegnata nell’istante la maglia di domenica scorsa che sapeva ancora di spumante, stappato dopo la premiazione e nei successivi brindisi con la squadra azzurra. Insieme a loro anche la nepotina Aurora.
Mentre in braccio la piccola Veronica fa il gesto di “assaggiare” la medaglia d’oro che babbo Paolo ha al collo. Subito dopo, l’abbraccio dei genitori Giuliana e Giuliano. Al microfono, Paolo ha detto: «Il primo mondiale ha avuto un gusto particolare, la vittoria l’anno scorso era venuta a sorpresa; quest’anno ce l’abbiamo presa, perchè tutta la squadra l’ha voluta è se l’è sconfiggendo gli assalti delle altre che hanno fatto di tutto per togliercela». E però ha sottolineato che «ogni corsa ha la sua storia, il suo fascino e quando si vince la soddisfazione è sempre grande». Alla domanda dello speaker sui programmi futuri, il campionissimo ha risposto: «Smettere farebbe bene a qualcuno ed allora almeno per un altro anno continuo, poi si vedrà». Il sindaco di Bibbona, Fiorella Marini, con voce commessa ha pronunciato poche ma significative parole: «Siamo ancora una volta, con grande piacere, a lodare le gesta di Paolo, che una volta di più si è dimostrato un vero campione; per noi è motivo di grande orgoglio, un esempio che va oltre l’aspetto prettamente sportivo».
E il ringraziamento al campionissimo è venuto pure dall’assessore allo sport Claudio Galassi. Erano presenti il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, e la vicepresidente Monica Giuntini. «Salutiamo e ringraziamo un grande campione e un grande uomo - ha detto Kutufà - che con la serenità a Stoccarda ha sconfitto tutto e tutti. Grazie da tutta la Provincia». e la Giuntini ha solo aggiunto: «Siamo emozionati e tanto felici». Dopo i discorsi: dolcetti e spumante per tutti, e la caccia all’autografo da Paolo. Paolo Bettini è nato a Cecina, e questo è motivo di un intervento anche del sindaco Paolo Pacini: «E’ con estremo piacere e sincera ammirazione che mi unisco a tutti gli appassionati sportivi che a Stoccarda hanno visto passare il piccolo grande Paolo Bettini dalla storia alla leggenda, nel reiterare la vittoria mondiale. La soddisfazione è suffragata anche dalla convinzione che l’impresa di questo campione, che sentiamo a pieno titolo nostro concittadino, serva a proiettare sempre di più l’immagine di questo territorio nei circuiti internazionali. Io assieme alla Giunta e alla cittadinanza, lo stringiamo in un affettuoso abbraccio».
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