Il Tirreno

Tangenti, indagati sindaco e assessore

Tangenti, indagati sindaco e assessore

Rosignano: sotto sequestro la storia urbanistica degli ultimi vent'anni

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Sono partiti da quel 22 settembre quando la Stilo del sindaco di Rosignano fu crivellata da 5 colpi di pistola. E seguendo la pista del mattone si sono imbattuti in qualcosa di inatteso. Alessandro Nenci è ancora sotto le luci, ma stavolta non come vittima ma come indagato. Tentata concussione ed abuso di ufficio è l’accusa che i sostituti procuratori Antonio Giaconi e Massimo Mannucci muovono a lui e all’assessore all’urbanistica Raffaele Boccaccini. Avrebbero cercato di avvantaggiare due professionisti in cambio di presunti favori. Non si sa se c’è stato passaggio di denaro, questo gli inquirenti non lo dicono. Si sa però che nell’inchiesta, partita ad inizio estate, figurano anche due nomi di spicco del mondo dell’imprenditoria e del lavoro livornese. Uno è Giuseppe Quintavalle, ingegnere, figlio di un noto impresario edile rosignanese ed oggi affermato professionista con studio tecnico a Castiglioncello. Un tecnico legato da amicizia personale col sindaco di Rosignano ed il cui nome figura in molti progetti edilizi sul territorio.

L’altro indagato è Franco Pardini, livornese, presidente della neonata banca cooperativa Costa Etrusca con filiali in tutta la provincia e presidente dell’Aci (l’Automobil Club) di Livorno. Dalla Procura di Livorno si conferma l’esistenza di un’inchiesta, ma non trapelano notizie sugli episodi finiti sotto la lente dei magistrati. Secondo indiscrezioni Quintavalle sarebbe stato tirato in ballo proprio per l’attività svolta ed i rapporti col primo cittadino. Il secondo entrerebbe nell’inchiesta in seguito a presunti favori che avrebbe fatto al sindaco Nenci (l’assunzione della figlia presso una filiale della banca da lui presieduta) dietro corrispettivo di non si sa che cosa. Addebito che Pardini respinge con forza dicendosi esterrefatto per l’accusa e la perquisizione di ieri mattina nella sua abitazione a Livorno. Non parla dell’indagine invece il sindaco Nenci che però respinge ogni addebito, definendo «infondate» le ipotesi accusatorie e chiede di essere sentito dai magistrati quanto prima. Una richiesta che - spiega il suo legale Alberto Uccelli - era già stata fatta al procuratore della Repubblica tre mesi fa quando Nenci ebbe sentore di una denuncia a suo carico. Voleva, insomma, chiarire la sua posizione.

Tutto sarebbe partito da quegli spari all’auto del sindaco, forse un avvertimento per il regolamento urbanistico che il Comune di Rosignano deve ancora approvare e dietro al quale ci sarebbero grossi interessi edilizi sulle colline di Castiglioncello e nella piana a sud di Vada. Un’indagine che oggi da Livorno ha preso le ali per Firenze, finendo in mano ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia. Da una costola di questa inchiesta, però, in seguito anche a segnalazioni e denunce finite in mano agli investigatori, sarebbe emersa l’indagine sulla presunta concussione e corruzione che ha creato un vero e proprio terremoto a palazzo civico dove ieri si è vissuta una giornata di grande tensione. Intorno alle 9 una ventina di carabinieri del Reparto operativo di Livorno hanno perquisito su mandato della Procura l’ufficio del sindaco Nenci e dell’assessore all’urbanistica Boccaccini: hanno guardato cassetti, aperto le agende, controllati i file del computer.

Ma soprattutto hanno acquisito una serie incredibile di atti relativi non solo al regolamento urbanistico appena adottato (ma da approvare), ma anche alle osservazioni relative al periodo della giunta Simoncini. Hanno prelevato il piano strutturale e perfino il vecchio piano regolatore, oltre ad alcune specifiche delibere e pratiche relative a terreni e progetti edilizi nelle zone delle Spianate, delle Morelline (l’area artigianale di Rosignano) e della Mazzanta. Un camion di carte, fascicoli e documenti che dovrà essere visionato ed analizzato. Un’indagine che potrebbe scatenare anche contraccolpi politici in un Comune dove sull’urbanistica si è aperto un fronte di fuoco.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa