Sicurezza
La tazzina a un euro? Mai qui
Roberta Giaconi
Caffè, commercianti d'accordo: «Resta a 90 centesimi»
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ROSIGNANO. Non ci sarà nessun aumento nel costo della tazzina di caffè. Fissato ormai dalla maggior parte dei bar locali a 90 centesimi, l'abituale bevanda mattutina non sembra correre il rischio di veder salire il proprio prezzo a un euro, come a Milano. «L'anno scorso abbiamo deciso di aumentare di 10 centesimi il costo della tazzina, per far fronte alle spese crescenti, ma da allora siamo rimasti costantemente sui 90 centesimi» spiega la titolare de L'Indiano in Piazza del Cavallo. Da Caletta a Castiglioncello in effetti il prezzo sembra costante.
Dal bar Jolly al bar del porto, da Il Tirreno Caffè fino al bar Ginori, arrivando fino a La Piazzetta il caffè costa 90 centesimi. Un prezzo che può quasi raddoppiare se servito al tavolo come dimostra l'euro e cinquanta chiesto per sorseggiare la tazzina seduti ai tavoli de La limonaia a Castiglioncello. Sia chiaro, sebbene quest'anno non sia aumentato, il prezzo di una tazzina di caffè non è certamente privo di considerazione, specialmente considerando la tendenza italiana all'alto consumo della bevanda e il confronto tra costi di produzione e quelli di vendita. «Il guadagno sulla tazzina di caffè da parte dei bar è notevole - commenta Alessandro Masoni, del Movimento dei Consumatori - l'aumento al quale abbiamo assistito negli ultimi anni non trova infatti giustificazione in un corrispondente costo della materia prima».
Al momento del passaggio dalla lira all'euro, infatti, una tazzina di caffè costava in media sui 70 centesimi. «Un aumento di 10 o 20 centesimi in pochi anni non era assolutamente necessario». Anche perchè è facile calcolare quanto possa incidere nel bilancio di una famiglia a fine anno anche soltanto una piccola tazza di caffè quotidiana. «Anche ammettendo un consumatore morigerato che si accontenta di una sola tazzina di caffè al giorno, l'aumento a lungo andare si fa sentire sul bilancio, specialmente se sommato a tutto il resto».
Al gas e alla luce, per esempio, che anche quest'anno a settembre minacciano puntualmente di subire dei rincari. In ogni caso gli abitudinari del caffè non rinuncerebbero neanche se i prezzi aumentassero ulteriormente. «Il caffè è sempre stato in Italia un bene molto richiesto e credo che la domanda non verrebbe meno neanche se il suo prezzo salisse a un euro, come a Milano - conclude Masoni - il mio consiglio è quello almeno di goderselo. Di berlo lentamente e di gustarlo fino in fondo».
Dal bar Jolly al bar del porto, da Il Tirreno Caffè fino al bar Ginori, arrivando fino a La Piazzetta il caffè costa 90 centesimi. Un prezzo che può quasi raddoppiare se servito al tavolo come dimostra l'euro e cinquanta chiesto per sorseggiare la tazzina seduti ai tavoli de La limonaia a Castiglioncello. Sia chiaro, sebbene quest'anno non sia aumentato, il prezzo di una tazzina di caffè non è certamente privo di considerazione, specialmente considerando la tendenza italiana all'alto consumo della bevanda e il confronto tra costi di produzione e quelli di vendita. «Il guadagno sulla tazzina di caffè da parte dei bar è notevole - commenta Alessandro Masoni, del Movimento dei Consumatori - l'aumento al quale abbiamo assistito negli ultimi anni non trova infatti giustificazione in un corrispondente costo della materia prima».
Al momento del passaggio dalla lira all'euro, infatti, una tazzina di caffè costava in media sui 70 centesimi. «Un aumento di 10 o 20 centesimi in pochi anni non era assolutamente necessario». Anche perchè è facile calcolare quanto possa incidere nel bilancio di una famiglia a fine anno anche soltanto una piccola tazza di caffè quotidiana. «Anche ammettendo un consumatore morigerato che si accontenta di una sola tazzina di caffè al giorno, l'aumento a lungo andare si fa sentire sul bilancio, specialmente se sommato a tutto il resto».
Al gas e alla luce, per esempio, che anche quest'anno a settembre minacciano puntualmente di subire dei rincari. In ogni caso gli abitudinari del caffè non rinuncerebbero neanche se i prezzi aumentassero ulteriormente. «Il caffè è sempre stato in Italia un bene molto richiesto e credo che la domanda non verrebbe meno neanche se il suo prezzo salisse a un euro, come a Milano - conclude Masoni - il mio consiglio è quello almeno di goderselo. Di berlo lentamente e di gustarlo fino in fondo».
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