Proteste
Affollata ma decaduta
Elisabetta Arrighi
La bella gente ha tradito Castiglioncello
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CASTIGLIONCELLO. L'orologio segna le 23.37. Il parcheggio che ogni estate viene allestito nel rettangolo del campo di calcio che in inverno ospita le partite casalinghe della squadra locale, è completo. Cinque minuti in fila; paghi 2 euro e l'addetta alza la sbarra. Accade due giorni dopo Ferragosto, il periodo clou dell'estate.
«Se ora non ci fosse l'esaurito sarebbe grave - dice l'architetto Paolo Bini del Consorzio Costa Fiorita, che riunisce operatori turistici della Costa Etrusca e di parte dell'entroterra toscano - gli hotel hanno lavorato al completo a partire dal 5-6 agosto e solo da domani si ricomincia a trovare qualche stanza libera. Il problema è rimasto per le case: tantissime quelle sfitte».
Ma Castiglioncello, il venerdì post-Ferragosto, è presa d'assalto. Sarà perché in pineta Marradi c'è il mercatino multietnico, sarà perchè la gente è in ferie... Un fiume umano attraversa la pineta dirigendosi verso la piazzetta e da lì verso il Quercetano. Un buon 60% di chi passeggia sono giovani: under 25 perlopiù. E' il «nuovo popolo» di Castiglioncello, quello che da tempo ha fatto ritornare di moda la piazzetta (ma anche alcuni bar sparsi fra l'Aurelia e via Fucini) come punto di aggregazione. Dove incontrarsi, dove fare quattro chiacchiere, bere una birra e tirare tardi. A mezzanotte un po' di gente se ne va all'Astragalo, il locale (il solo rimasto, del Ciucheba è scomparsa anche l'ultima insegna addossato alla recinzione del campo di calcio) che organizza feste a tema con qualche Vip - vedi Carlo Conti che ha casa a tre passi o il super schermidore Aldo Montano - ed è diventato il luogo-cult affacciato sulla baia del Quercetano. Proprio dietro il palazzone che ospita il Caffè Ginori sta il Club delle Gomme Lisce, fondato dai fratelli Ciucchi, con Marcello Mastroianni e Paolo Panelli. Ma quant'è lontana la Castiglioncello del tempo che fu! Quella Castiglioncello che aveva fra i suoi ospiti Mastroianni e Alberto Sordi (che vendette il suo villone di Punta Righini nei primi Novanta, dopo la morte del fratello), Panelli con Bice Valori, le gemelle Kessler, i Cecchi D'Amico (ancora ben presenti, almeno loro)...
Non si può continuare a guardare al passato e pensare come se il passato fosse ancora presente. Times are changing. «Credo che chi sogna una Castiglioncello anni Sessanta non faccia i conti con il mondo che è radicalmente cambiato», spiega Massimo Paganelli, direttore di Armunia, il cuore della spettacolazione del Castello Pasquini, spesso al centro di malumori e polemiche. Ma Paganelli è sicuro di quello che fa: «Nella prima quindicina di luglio facciamo un festival, “Inequilibrio”, che nell'opinione pubblica nazionale è quanto di meglio si possa avere. Ma si fanno anche il tango e il vernacolo, le serate di danza con Micha van Hocke sono state da esaurito. Tutti gli anni c'è questa polemica... Certo, ogni cosa che si fa, si può fare meglio. Il fatto che il ministero e l'Ue diano finanziamenti e il fatto che Castello Pasquini compaia sulle maggiori testate nazionali vorranno pur significare qualcosa?». E facendo un po' di conti, tenendo fermo il principio che «qui non si fa spettacolo ma teatro», i posti al Pasquini sono 600 e chiamare un grande nome costa, minimo, 50mila euro. Insomma, oggi fare certe cose che si facevano trent'anni fa è molto più difficile. Questioni di cassa.
La realtà è che se la gente almeno di questi tempi c'è e se Castiglioncello è sempre la Perla del Tirreno per l'ambiente e il mare, è invece “nobile decaduta” quanto a stelle nella classifica delle stazioni balneari Vip: «Il perché? Mancanza di una seria programmazione turistica». Lo dice l'architetto Bini, che aggiunge: «E' vero che ci sono tanti giovani e questo ci fa piacere, ma il problema è che ci sono quasi solo loro. Mancano sempre di più gli over 35, e gran parte di quella clientela medio-alta che era una presenza affezionata. Del resto, oggi, l'offerta è vasta: ci sono le beauty farm, i casali con il centro benessere, le boutique griffatissime che qui non si trovano...»
Da anni si dibatte sul ruolo di Castiglioncello e sul suo futuro, dopo un passato scintillante. «Non ho la ricetta magica, non saprei cosa suggerire - dice Edda Lami, dei Bagni Lido che hanno sulle spalle 57 anni di storia - certo, gli anni Sessanta sono lontani. I tempi sono cambiati, forse allora c'era chi aveva molti soldi. E allora c'era solo Castiglioncello. Oggi i villeggianti vanno ovunque, altri posti si sono attrezzati. Di sicuro qui a volte oserei dire c'è troppa ressa».
Che in pineta, due sere dopo Ferragosto, era palpabile. Abbigliamento molto informale, bermuda colorati e magliette, solo qualche tubino e stiletto glitterato. Nei Sessanta, ma anche nei '70 quando ancora in pineta si faceva il concorso ippico nazionale, e quando il Tennis Il Fazzoletto era al massimo dello splendore, in pineta si andava casual. Ma era un casual elegante, come si diceva allora, con pantalone bianco ed espadrillas ai piedi, di quelle che si compravano in piazzetta da Serendipity. Marchio di boutique rimasto (come c'è sempre La Gritta, negozio di nicchia), ma oggi votato ad una moda di fascia giovane, come altre boutique di via Fucini. Forse La Voile Rouge, emigrata a Castiglioncello da Livorno, sta tentando una strada diversa di tendenza, gamma medio-alta, con qualche griffe emergente.
«A me piacciono i negozi di Castiglioncello - spiega Susy Cattaneo, fiorentina, 21 anni - Di solito quando sono qui in vacanza mi piace fare qualche acquisto. E' vero che c'è tanto jeans e marchi un po' omologati, ma comunque... Del resto Gucci non posso permettermelo. E allora va bene così».
«La qualità del nostro turismo? E' buona. Certo, non è un pubblico di giovanissimi - racconta Beatrice Falai, titolare della Boutique Il Fiore, il fiorista per eccellenza di Castiglioncello - Non c'è stato e non c'è ricambio generazionale. Di sicuro una persona di 40 anni ha più possibilità di spesa di un giovane di 23. Sicuramente rispetto al 2006 c'è stata un po' meno gente». Non sono mancate, come sempre, le consegne nelle ville del promontorio Spianate, dove spesso la famiglia in vacanza si porta dietro anche la colf filippina. Di sicuro molte palazzine anni '60 stanno riconvertendosi: in 18 mesi il Comune di Rosignano ha rilasciato 200 concessioni. Tante mini-case al posto di una grande.
E il Marina Cala de' Medici, a Rosignano, con i suoi 600 posti barca può avere un ruolo di rilancio? Di barche ce ne sono tante e ci sono anche i nuovi Vip, come lo stilista Roberto Cavalli. Ma le barche, d'estate, navigano. Per ora verso altri lidi.
«Se ora non ci fosse l'esaurito sarebbe grave - dice l'architetto Paolo Bini del Consorzio Costa Fiorita, che riunisce operatori turistici della Costa Etrusca e di parte dell'entroterra toscano - gli hotel hanno lavorato al completo a partire dal 5-6 agosto e solo da domani si ricomincia a trovare qualche stanza libera. Il problema è rimasto per le case: tantissime quelle sfitte».
Ma Castiglioncello, il venerdì post-Ferragosto, è presa d'assalto. Sarà perché in pineta Marradi c'è il mercatino multietnico, sarà perchè la gente è in ferie... Un fiume umano attraversa la pineta dirigendosi verso la piazzetta e da lì verso il Quercetano. Un buon 60% di chi passeggia sono giovani: under 25 perlopiù. E' il «nuovo popolo» di Castiglioncello, quello che da tempo ha fatto ritornare di moda la piazzetta (ma anche alcuni bar sparsi fra l'Aurelia e via Fucini) come punto di aggregazione. Dove incontrarsi, dove fare quattro chiacchiere, bere una birra e tirare tardi. A mezzanotte un po' di gente se ne va all'Astragalo, il locale (il solo rimasto, del Ciucheba è scomparsa anche l'ultima insegna addossato alla recinzione del campo di calcio) che organizza feste a tema con qualche Vip - vedi Carlo Conti che ha casa a tre passi o il super schermidore Aldo Montano - ed è diventato il luogo-cult affacciato sulla baia del Quercetano. Proprio dietro il palazzone che ospita il Caffè Ginori sta il Club delle Gomme Lisce, fondato dai fratelli Ciucchi, con Marcello Mastroianni e Paolo Panelli. Ma quant'è lontana la Castiglioncello del tempo che fu! Quella Castiglioncello che aveva fra i suoi ospiti Mastroianni e Alberto Sordi (che vendette il suo villone di Punta Righini nei primi Novanta, dopo la morte del fratello), Panelli con Bice Valori, le gemelle Kessler, i Cecchi D'Amico (ancora ben presenti, almeno loro)...
Non si può continuare a guardare al passato e pensare come se il passato fosse ancora presente. Times are changing. «Credo che chi sogna una Castiglioncello anni Sessanta non faccia i conti con il mondo che è radicalmente cambiato», spiega Massimo Paganelli, direttore di Armunia, il cuore della spettacolazione del Castello Pasquini, spesso al centro di malumori e polemiche. Ma Paganelli è sicuro di quello che fa: «Nella prima quindicina di luglio facciamo un festival, “Inequilibrio”, che nell'opinione pubblica nazionale è quanto di meglio si possa avere. Ma si fanno anche il tango e il vernacolo, le serate di danza con Micha van Hocke sono state da esaurito. Tutti gli anni c'è questa polemica... Certo, ogni cosa che si fa, si può fare meglio. Il fatto che il ministero e l'Ue diano finanziamenti e il fatto che Castello Pasquini compaia sulle maggiori testate nazionali vorranno pur significare qualcosa?». E facendo un po' di conti, tenendo fermo il principio che «qui non si fa spettacolo ma teatro», i posti al Pasquini sono 600 e chiamare un grande nome costa, minimo, 50mila euro. Insomma, oggi fare certe cose che si facevano trent'anni fa è molto più difficile. Questioni di cassa.
La realtà è che se la gente almeno di questi tempi c'è e se Castiglioncello è sempre la Perla del Tirreno per l'ambiente e il mare, è invece “nobile decaduta” quanto a stelle nella classifica delle stazioni balneari Vip: «Il perché? Mancanza di una seria programmazione turistica». Lo dice l'architetto Bini, che aggiunge: «E' vero che ci sono tanti giovani e questo ci fa piacere, ma il problema è che ci sono quasi solo loro. Mancano sempre di più gli over 35, e gran parte di quella clientela medio-alta che era una presenza affezionata. Del resto, oggi, l'offerta è vasta: ci sono le beauty farm, i casali con il centro benessere, le boutique griffatissime che qui non si trovano...»
Da anni si dibatte sul ruolo di Castiglioncello e sul suo futuro, dopo un passato scintillante. «Non ho la ricetta magica, non saprei cosa suggerire - dice Edda Lami, dei Bagni Lido che hanno sulle spalle 57 anni di storia - certo, gli anni Sessanta sono lontani. I tempi sono cambiati, forse allora c'era chi aveva molti soldi. E allora c'era solo Castiglioncello. Oggi i villeggianti vanno ovunque, altri posti si sono attrezzati. Di sicuro qui a volte oserei dire c'è troppa ressa».
Che in pineta, due sere dopo Ferragosto, era palpabile. Abbigliamento molto informale, bermuda colorati e magliette, solo qualche tubino e stiletto glitterato. Nei Sessanta, ma anche nei '70 quando ancora in pineta si faceva il concorso ippico nazionale, e quando il Tennis Il Fazzoletto era al massimo dello splendore, in pineta si andava casual. Ma era un casual elegante, come si diceva allora, con pantalone bianco ed espadrillas ai piedi, di quelle che si compravano in piazzetta da Serendipity. Marchio di boutique rimasto (come c'è sempre La Gritta, negozio di nicchia), ma oggi votato ad una moda di fascia giovane, come altre boutique di via Fucini. Forse La Voile Rouge, emigrata a Castiglioncello da Livorno, sta tentando una strada diversa di tendenza, gamma medio-alta, con qualche griffe emergente.
«A me piacciono i negozi di Castiglioncello - spiega Susy Cattaneo, fiorentina, 21 anni - Di solito quando sono qui in vacanza mi piace fare qualche acquisto. E' vero che c'è tanto jeans e marchi un po' omologati, ma comunque... Del resto Gucci non posso permettermelo. E allora va bene così».
«La qualità del nostro turismo? E' buona. Certo, non è un pubblico di giovanissimi - racconta Beatrice Falai, titolare della Boutique Il Fiore, il fiorista per eccellenza di Castiglioncello - Non c'è stato e non c'è ricambio generazionale. Di sicuro una persona di 40 anni ha più possibilità di spesa di un giovane di 23. Sicuramente rispetto al 2006 c'è stata un po' meno gente». Non sono mancate, come sempre, le consegne nelle ville del promontorio Spianate, dove spesso la famiglia in vacanza si porta dietro anche la colf filippina. Di sicuro molte palazzine anni '60 stanno riconvertendosi: in 18 mesi il Comune di Rosignano ha rilasciato 200 concessioni. Tante mini-case al posto di una grande.
E il Marina Cala de' Medici, a Rosignano, con i suoi 600 posti barca può avere un ruolo di rilancio? Di barche ce ne sono tante e ci sono anche i nuovi Vip, come lo stilista Roberto Cavalli. Ma le barche, d'estate, navigano. Per ora verso altri lidi.
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