Proteste
Immigrati triplicati con l'arrivo delle donne
Anna Cecchini
In 10 anni sono passati da 482 a 1482
6 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. In meno di dieci anni il numero degli immigrati che risiedono sul territorio comunale è triplicato. Un incremento dovuto essenzialmente alle donne, che sono arrivate in Italia soprattutto dai paesi dell'ex Unione Sovietica.
Se alla fine del 1997 le stime fatte dal Comune segnalavano 482 immigrati, adesso - è dato dei giorni scorsi - siamo arrivati a 1482 persone provenienti dalle nazioni più disparate.
10 anni in cifre. Quello che più salta all'occhio nel mettere a confronto le percentuali relative all'immigrazione non è l'aumento degli stranieri, ma la composizione dei gruppi che ad oggi risiedono sul territorio. Una composizione che è variata completamente rispetto a dieci anni fa. Se nel 1997 le comunità maggiormente rappresentate erano il Senegal, con 79 uomini e 3 donne, e il Marocco, con 38 uomini e 19 donne, oggi la situazione è cambiata. Ad oggi il gruppo senegalese residente a Rosignano e dintorni conta 106 unità, di cui 99 maschi e 7 femmine, mentre quello immigrato dal Marocco arriva a 104 persone, 58 uomini e 48 donne.
Boom dall'est europeo. Ad aumentare di anno in annosono stati i gruppi di stranieri provenienti da Albania, Romania, Ucraina e Polonia. Si è trattato di un vero e proprio boom di arrivi, che ha portato a Rosignano centinaia di nuovi residenti. Se il raggruppamento dei Rumeni nel 1997 contava 14 unità totali, adesso è arrivato ad averne 249, di cui 133 uomini e 116 donne. Incremento da sottolineare anche per la componente in arrivo all'Ucraina, che dieci anni fa contava un solo elemento e adesso ne ha 112, 92 donne e 20 uomini. Un salto di notevole portata è stato fatto anche dalla comunità turca, che nel 1997 non aveva rappresentanti sul territorio e adesso è composta da 44 unità, equamente ripartite tra i due sessi.
Il raggruppamento in arrivo dalla Polonia è passato dai 26 residenti di dieci anni fa (2 maschi e 11 femmine) ai 61 attuali (17 maschi e 44 femmine), quello emigrato dal Perù ha al momento 68 elementi, 43 donne e 25 uomini, a fronte dei 26 che contava nel 1997. Da questi dati e anche nell'analizzare la composizione dei gruppi di stranieri che a livello locale sono meno numerosi, come quello i arrivo da Moldavia, Bulgaria ed Equador, si evidenza subito che il fenomeno caratterizzante di questi ultimi anni è stata l'immigrazione femminile.
Arrivano le donne. “Vediamo - spiega Fiamma Nesi, assessore al sociale - che sul territorio c'è una forte diversificazione della componente straniera. Analizzando questi gruppi si nota la forte prevalenza femminile. Mentre in passato a immigrare sul territorio erano più gli uomini, da qualche anno sono arrivate le donne in cerca di opportunità di lavoro”. In genere impiegate in attività legate alla cura e all'assistenza di anziani e malati, le donne che arrivano dall'est europeo o dal centro America si stabiliscono sulla costa e ingenerano anche, se pur in maniera non massiccia, il conseguente fenomeno del ricongiungimento familiare.
«La forte componente femminile della popolazione straniera - prosegue Nesi - fa capire come l'amministrazione debba ideare servizi pensati appositamente per le donne. Ecco perché abbiamo voluto l'apertura dello sportello consultoriale per cittadine immigrate».
Necessità e servizi. Ricerca del lavoro e dell'abitazione, aiuti per la maternità, servizi rivolti ai figli: queste e molte altre le necessità delle donne immigrate. Necessità che hanno portato il Comune a attivare una serie di servizi che mirano non solo ad accogliere la componente straniera, ma a rispondere alle sue particolari esigenze. «In tutta la Bassa val di Cecina - dice ancora l'assessore - ci sono oltre 300 bambini immigrati. È ovvio che la scuola punti sempre di più sui progetti di pari opportunità e di interculturalità».
Iter allungati. Intanto l'iter per il rinnovo dei permessi di soggiorno si è notevolmente allungato. Lo ammette anche la questura di Livorno. In passato, fino al dicembre dell'anno scorso, l'immigrato andava direttamente in questura, richiedeva il nuovo documento e poi, in un tempo che si aggirava intorno a un mese e mezzo, era lo stesso ufficio per l'immigrazione a contattarlo perché andasse a ritirare il permesso di soggiorno. Poi, con l'entrata in gioco di poste e ministero, il percorso ha subito notevoli rallentamenti.
Rallentamenti così forti che molti extracomunitari temono di non ottenere il rinnovo entro i tempi consentiti, con la possibilità di non trovare lavoro o non avere assistenza, dato che non risultano completamente in regola con i documenti.
Parla la questura. “E' ovvio che - spiega il dottor Ridente, addetto stampa della questura - in passato il percorso fosse più veloce. Il rapporto era diretto tra immigrato e questura. Adesso la richiesta arriva in un tempo più lungo”.
Sì perché l'extracomunitario invia tutta la documentazione per posta. «Quando arriva la pratica - dice Ridente - se non risulta completa convochiamo la persona per chiedere i documenti mancanti. Poi l'intera pratica viene inviata a Roma. Una volta valutata la richiesta, il permesso viene stampato a Roma e inviato tramite corriere a Livorno, dove gli immigrati vengono a ritirarlo». Una trafila burocratica immensa che però, stando all'opinione della questura, ha portato notevoli migliorie.
Code eliminate. «Presso la questura - dice Ridente - arrivano meno persone, le code sono state smaltite. Inoltre, dopo le modifiche avviate lo scorso dicembre, il permesso rilasciato è elettronico, tipo un badge. Questa forma permette minore possibilità di falsificazione e quindi più sicurezza per tutti».
Riguardo ai timori degli immigrati sull'eventualità di vedersi negato un nuovo lavoro o l'assistenza medica in caso non abbiano il permesso di soggiorno rinnovato, la questura livornese chiarisce che la ricevuta rilasciata dalle poste al momento della presentazione della richiesta di rinnovo ha validità legale. Questa ricevuta, a garantirlo è l'ufficio immigrati della questura, è sostitutiva del permesso.
L'invito della questura per alleggerire i tempi di rinnovo del documento di soggiorno è quello di avviare le pratiche con largo anticipo.
Il parere dell'Arci. «Era meglio che le competenze per i rinnovi dei permessi fossero trasferite dalle questure all'amministrazione comunale».
Questa la convinzione di Riccardo Paini, dell'ufficio immigrati dell'Arci Bassa Val di Cecina, che spiega come l'entrata in vigore della nuova procedura per il rinnovo dei documenti abbia causato problemi agli immigrati. «Prima, per rinnovare un permesso - dice Paini - ci voleva al massimo un mese e mezzo. Adesso, con l'introduzione della nuova procedura il tempo è più che raddoppiato».
Paini suggerisce che, a occuparsi della documentazione relativa ai soggiorni sia direttamente l'amministrazione, in veste di interlocutore principale dell'immigrato. Paini sottolinea inoltre come il nuovo percorso per i permessi di soggiorno implichi un notevole aumento delle spese. «In passato si pagavano - dice il rappresentante dell'Arci - un massimo di 30 euro per le marche da bollo, adesso la spesa per la presentazione della richiesta di rinnovo si aggira sui 70 euro. È una cifra elevata, considerando magari che in una famiglia di immigrati nello stesso anno più di una persona deve rinnovare i documenti».
Sportelli e percorsi. Molti i servizi che l'Arci Bassa Val di Cecina organizza per favorire l'integrazione sociale e lavorativa degli immigrati. Oltre allo “sportello immigrazione” gestito insieme ai Comuni della costa, si evidenziano una serie di progetti studiati per le esigenze degli stranieri. Prima di tutto il percorso di accoglienza per i richiedenti asilo politico, poi il servizio di alfabetizzazione socio-politica, grazie al quale vengono fornite all'immigrato le nozioni basilari sulla forma statale e sociale del paese dove hanno deciso di risiedere.
«Gli immigrati - spiega Paini - non devono semplicemente essere accolti e posteggiati come se non facessero parte della società. Dato che devono inserirsi, è bene che abbiano nozioni politiche e economiche del paese in cui vivono».
Se alla fine del 1997 le stime fatte dal Comune segnalavano 482 immigrati, adesso - è dato dei giorni scorsi - siamo arrivati a 1482 persone provenienti dalle nazioni più disparate.
10 anni in cifre. Quello che più salta all'occhio nel mettere a confronto le percentuali relative all'immigrazione non è l'aumento degli stranieri, ma la composizione dei gruppi che ad oggi risiedono sul territorio. Una composizione che è variata completamente rispetto a dieci anni fa. Se nel 1997 le comunità maggiormente rappresentate erano il Senegal, con 79 uomini e 3 donne, e il Marocco, con 38 uomini e 19 donne, oggi la situazione è cambiata. Ad oggi il gruppo senegalese residente a Rosignano e dintorni conta 106 unità, di cui 99 maschi e 7 femmine, mentre quello immigrato dal Marocco arriva a 104 persone, 58 uomini e 48 donne.
Boom dall'est europeo. Ad aumentare di anno in annosono stati i gruppi di stranieri provenienti da Albania, Romania, Ucraina e Polonia. Si è trattato di un vero e proprio boom di arrivi, che ha portato a Rosignano centinaia di nuovi residenti. Se il raggruppamento dei Rumeni nel 1997 contava 14 unità totali, adesso è arrivato ad averne 249, di cui 133 uomini e 116 donne. Incremento da sottolineare anche per la componente in arrivo all'Ucraina, che dieci anni fa contava un solo elemento e adesso ne ha 112, 92 donne e 20 uomini. Un salto di notevole portata è stato fatto anche dalla comunità turca, che nel 1997 non aveva rappresentanti sul territorio e adesso è composta da 44 unità, equamente ripartite tra i due sessi.
Il raggruppamento in arrivo dalla Polonia è passato dai 26 residenti di dieci anni fa (2 maschi e 11 femmine) ai 61 attuali (17 maschi e 44 femmine), quello emigrato dal Perù ha al momento 68 elementi, 43 donne e 25 uomini, a fronte dei 26 che contava nel 1997. Da questi dati e anche nell'analizzare la composizione dei gruppi di stranieri che a livello locale sono meno numerosi, come quello i arrivo da Moldavia, Bulgaria ed Equador, si evidenza subito che il fenomeno caratterizzante di questi ultimi anni è stata l'immigrazione femminile.
Arrivano le donne. “Vediamo - spiega Fiamma Nesi, assessore al sociale - che sul territorio c'è una forte diversificazione della componente straniera. Analizzando questi gruppi si nota la forte prevalenza femminile. Mentre in passato a immigrare sul territorio erano più gli uomini, da qualche anno sono arrivate le donne in cerca di opportunità di lavoro”. In genere impiegate in attività legate alla cura e all'assistenza di anziani e malati, le donne che arrivano dall'est europeo o dal centro America si stabiliscono sulla costa e ingenerano anche, se pur in maniera non massiccia, il conseguente fenomeno del ricongiungimento familiare.
«La forte componente femminile della popolazione straniera - prosegue Nesi - fa capire come l'amministrazione debba ideare servizi pensati appositamente per le donne. Ecco perché abbiamo voluto l'apertura dello sportello consultoriale per cittadine immigrate».
Necessità e servizi. Ricerca del lavoro e dell'abitazione, aiuti per la maternità, servizi rivolti ai figli: queste e molte altre le necessità delle donne immigrate. Necessità che hanno portato il Comune a attivare una serie di servizi che mirano non solo ad accogliere la componente straniera, ma a rispondere alle sue particolari esigenze. «In tutta la Bassa val di Cecina - dice ancora l'assessore - ci sono oltre 300 bambini immigrati. È ovvio che la scuola punti sempre di più sui progetti di pari opportunità e di interculturalità».
Iter allungati. Intanto l'iter per il rinnovo dei permessi di soggiorno si è notevolmente allungato. Lo ammette anche la questura di Livorno. In passato, fino al dicembre dell'anno scorso, l'immigrato andava direttamente in questura, richiedeva il nuovo documento e poi, in un tempo che si aggirava intorno a un mese e mezzo, era lo stesso ufficio per l'immigrazione a contattarlo perché andasse a ritirare il permesso di soggiorno. Poi, con l'entrata in gioco di poste e ministero, il percorso ha subito notevoli rallentamenti.
Rallentamenti così forti che molti extracomunitari temono di non ottenere il rinnovo entro i tempi consentiti, con la possibilità di non trovare lavoro o non avere assistenza, dato che non risultano completamente in regola con i documenti.
Parla la questura. “E' ovvio che - spiega il dottor Ridente, addetto stampa della questura - in passato il percorso fosse più veloce. Il rapporto era diretto tra immigrato e questura. Adesso la richiesta arriva in un tempo più lungo”.
Sì perché l'extracomunitario invia tutta la documentazione per posta. «Quando arriva la pratica - dice Ridente - se non risulta completa convochiamo la persona per chiedere i documenti mancanti. Poi l'intera pratica viene inviata a Roma. Una volta valutata la richiesta, il permesso viene stampato a Roma e inviato tramite corriere a Livorno, dove gli immigrati vengono a ritirarlo». Una trafila burocratica immensa che però, stando all'opinione della questura, ha portato notevoli migliorie.
Code eliminate. «Presso la questura - dice Ridente - arrivano meno persone, le code sono state smaltite. Inoltre, dopo le modifiche avviate lo scorso dicembre, il permesso rilasciato è elettronico, tipo un badge. Questa forma permette minore possibilità di falsificazione e quindi più sicurezza per tutti».
Riguardo ai timori degli immigrati sull'eventualità di vedersi negato un nuovo lavoro o l'assistenza medica in caso non abbiano il permesso di soggiorno rinnovato, la questura livornese chiarisce che la ricevuta rilasciata dalle poste al momento della presentazione della richiesta di rinnovo ha validità legale. Questa ricevuta, a garantirlo è l'ufficio immigrati della questura, è sostitutiva del permesso.
L'invito della questura per alleggerire i tempi di rinnovo del documento di soggiorno è quello di avviare le pratiche con largo anticipo.
Il parere dell'Arci. «Era meglio che le competenze per i rinnovi dei permessi fossero trasferite dalle questure all'amministrazione comunale».
Questa la convinzione di Riccardo Paini, dell'ufficio immigrati dell'Arci Bassa Val di Cecina, che spiega come l'entrata in vigore della nuova procedura per il rinnovo dei documenti abbia causato problemi agli immigrati. «Prima, per rinnovare un permesso - dice Paini - ci voleva al massimo un mese e mezzo. Adesso, con l'introduzione della nuova procedura il tempo è più che raddoppiato».
Paini suggerisce che, a occuparsi della documentazione relativa ai soggiorni sia direttamente l'amministrazione, in veste di interlocutore principale dell'immigrato. Paini sottolinea inoltre come il nuovo percorso per i permessi di soggiorno implichi un notevole aumento delle spese. «In passato si pagavano - dice il rappresentante dell'Arci - un massimo di 30 euro per le marche da bollo, adesso la spesa per la presentazione della richiesta di rinnovo si aggira sui 70 euro. È una cifra elevata, considerando magari che in una famiglia di immigrati nello stesso anno più di una persona deve rinnovare i documenti».
Sportelli e percorsi. Molti i servizi che l'Arci Bassa Val di Cecina organizza per favorire l'integrazione sociale e lavorativa degli immigrati. Oltre allo “sportello immigrazione” gestito insieme ai Comuni della costa, si evidenziano una serie di progetti studiati per le esigenze degli stranieri. Prima di tutto il percorso di accoglienza per i richiedenti asilo politico, poi il servizio di alfabetizzazione socio-politica, grazie al quale vengono fornite all'immigrato le nozioni basilari sulla forma statale e sociale del paese dove hanno deciso di risiedere.
«Gli immigrati - spiega Paini - non devono semplicemente essere accolti e posteggiati come se non facessero parte della società. Dato che devono inserirsi, è bene che abbiano nozioni politiche e economiche del paese in cui vivono».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google