Il Tirreno

Emergenza per il canile chiuso: duecento animali da sistemare

Sabrina Chiellini
Emergenza per il canile chiuso: duecento animali da sistemare

Dopo l’ordinanza del sindaco di Lorenzana, torneranno in Valdera e in provincia di Livorno molti cuccioli. E gli va trovato un posto

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LORENZANA. «Nessuno può accusarmi di maltrattare gli aninali. Tutti conoscono l’amore e la dedizione con cui io e mia moglie ci occupiamo, da anni, dei cani randagi che arrivano dalle province di Pisa e di Livorno». Roberto Corsi, titolare del canile privato di Lorenzana, chiuso da un’ordinanza del sindaco Giuseppe Pepi, dopo i controlli dei carabinieri del Noe di Firenze, è tranquillo. Dispiaciuto, ma anche distaccato da tanto clamore. Per questo non ha difficoltà ad aprire la struttura per darci la possibilità di vedere come vivono i randagi, in maggior parte raccolti dalla strada ma anche tanti esemplari diventati troppo aggressivi e per questo sequestrati. Il canile, che accoglie 300 animali, deve essere smantellato: potrà accoglierne solo 80. Non possono entrare nuovi cani. Gli animali devono essere registrati quando entrano e escono. Ma soprattutto deve essere predisposto entro 30 giorni - stando all’ordinanza - un piano di ricollocazione dei cani in strutture accreditate o che hanno i requisiti previsti dalla legge regionale 43-95. Il dramma è questo: dove andranno?

Per il servizio veterinario dell’Asl 5 non esistono sul territorio canili accreditati in base alla legge. Lorenzana ha deciso di dare l’esempio: porterà i 16 cani che erano da Corsi in una struttura fuori regione. I circa 20 Comuni convenzionati dovranno cominciare a occuparsi di un problema che finora hanno considerato secondario. «I sindaci sapevano che il canile era sovraffollato - dice Corsi - ma è anche vero che non ci sono strutture per accogliere aninali abbandonati. Da 3 anni scrivo ai Comuni per informarli. Ho le lettere, così come ho quelle dei veterinari che vengono al nostro canile dalle quali si capisce che i cani sono controllati attentamente. Anche l’ordinanza del sindaco evidenzia che dai controlli emerge «il buono stato di nutrizione dei cani, l’assenza di malattie e di parassiti». Il punto sono le dimensioni dei box: piccoli rispetto alla legge. «Alcune associazioni animaliste - dice Corsi - ci hanno preso nel mirino. Contestano il fatto che i cani non possono correre, non c’è spazio per la sgambatura. All’inizio c’era.

Poi i randagi erano sempre in aumento, i Comuni chiedevano aiuto, avevo firmato con loro una convenzione e poi mi preoccupavo do trovare casa a tutti i cani. Volevo costruire un nuovo canile, nessuno si è impegnato per trovare un terreno adatto in Valdera». Intanto costruirà a Rosignano un canile da 400 posti su un’area di 5 ettari e mezzo.

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