Il Tirreno

Rosignano, l’Aurelia si spopola ed è crisi commerciale

Alessandra Bernardeschi
Rosignano, l’Aurelia si spopola ed è crisi commerciale

Nove negozi chiusi e da affittare, le associazioni di categoria lanciano l’allarme e chiedono rimedi

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ROSIGNANO. I nuovi negozi aperti di recente sembravano aver dato una boccata d’ossigeno al commercio di Rosignano Solvay; invece, a soli pochi mesi di distanza, proprio lungo la via Aurelia, ossia il principale corso commerciale, si contano almeno nove fondi chiusi e sfitti ed alcune attività in procinto di abbassare le serrande. E tra le chiusure, stavolta si contano anche alcune agenzie immobiliari. Negozi storici o specialistici a parte, la frazione sta vivendo una nuova fase di crisi «che non riguarda solo il corso della via Aurelia - dice Daniele Borghesi della Confcommercio - ma tocca un po’ tutta la località». I larghi marciapiedi che costeggiano i negozi, frutto di un restyling durato anni, appaiono oggi ancora più grandi perchè “lo struscio”, come viene chiamato in gergo il via vai di visitatori che in altri luoghi promettono shopping, rimane il grande assente. Una crisi che ben conoscono le associazioni di categoria che ogni giorno raccolgono gli sfoghi degli associati e la loro voglia di chiudere bottega.

Certo, Confesercenti e Confcommercio parlano di crisi generalizzata della piccola impresa, di un potere d’acquisto che per la famiglia media si fa sempre più basso, ma non mancano di toccare anche alcuni problemi della frazione: dalla mancanza di un centro di aggregazione, ad un lungomare lasciato in decadimento. Paolo Biasci dirigente della Confesercenti parla chiaro: «la debolezza di Rosignano sta nella mancanza di infrastrutture, di fondi adeguati alle esigenze odierne. L’unico modo per uscire dalla crisi è quello di ridisegnare Rosignano, ridarle un centro». Entrando più nello specifico il dirigente Confesercenti punta il dito anche sui lavori del sottopasso di via Forlì che da mesi stanno deviando il traffico dalla via Aurelia alle strade limitrofe: «Non neghiamo l’utilità del sottopasso - dice Biasci - ma i lavori sono lunghi e stanno provocando danni al commercio.

Ciò è innegabile». Daniele Borghesi della Confesercenti va oltre: «una volta terminato, il sottopasso andrà a creare una viabilità alternativa completamente diversa da quella attuale che porterà una diminuzione del traffico nel centro del paese». L’altro aspetto è quello del porto turistico che doveva rappresentare uno dei volani dell’economia della frazione: «Un porto - dice Biasci - che al momento, senza voler andare a cercare le cause, sta vivendo di vita propria e che non riesce a collegarsi con le attività commerciali del territorio». I commercianti chiedono dunque interventi immediati: «Rosignano è diventata una zona poco appetibile, commercialmente parlando, non è cresciuta nel corso degli anni. Da qui è nata l’idea ed il progetto - dice Borghesi - di creare un centro commerciale su via della Costituzione; c’erano già 25 operatori pronti ad investire ed era un’area comunale vicina a tutto ciò che già esiste, vicina all’Aurelia ed al mercato; perchè per noi è importante migliorare ciò che già c’è.

L’amministrazione comunale invece - prosegue il responsabile della Confcommercio - ha deciso di costruire proprio in quella zona la nuova biblioteca e ha proposto di creare il centro commerciale su piazza della Repubblica. Ma non è la stessa cosa perchè i tempi si allungheranno ed il commercio di Rosignano ha bisogno di risposte in tempi brevi. E per noi, i tempi brevi, sono un anno o 18 mesi al massimo. Non è più possibile aspettare anni». Parlano i dirigenti delle associazioni di categoria con un occhio rivolto al nuovo regolamento urbanistico «che non è ancora in vigore - precisa Biasci - ma che potrebbe contribuire al rilancio». Soprattutto «perchè sembra offrire la possibilità - dice Borghesi - di ampliare le superfici di vendita anche attraverso l’accorpamento di più fondi». Ma tutto è legato, ovviamente, alla volontà degli imprenditori di investire: «perchè - conclude Borghesi - ogni negozio è un centro produttivo».

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