Il Tirreno

Castiglioncello, viaggio in una stazione da incubo

Luciano Donzella
Castiglioncello, viaggio in una stazione da incubo

Disagi a non finire, dalla biglietteria che non c’è alle macchinette automatiche che non funzionano

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ROSIGNANO. Metti che devi prendere il treno a Castiglioncello, stazioncina piccola ma biglietto da visita di un centro balneare famoso in tutta Italia e frequentatissimo da turisti di mezzo mondo. La biglietteria? Non c’è. C’è in sala di attesa una macchinetta automatica, che il più delle volte non va. Ieri, ad esempio, era ferma. Il biglietto lo puoi comprare anche all’edicola, ma questa informazione la leggi - se hai gli occhi buoni - su un foglietto attaccato all’interno dell’ufficio turistico. Che però apre solo dopo le 16,30; prima, ti devi affidare all’intuito. Una volta acquistato il ticket, lo vai a timbrare alla macchinetta. Che non funziona mai. Ieri, ad esempio, era bloccata. Sali lo stesso sul treno, e ti becchi la multa. Di notte, poi... peggio che andar di notte.

Chi deve prendere il primo treno (intorno alle 4 del mattino), non puo’ né acquistare, né obliterare il biglietto, perché le macchinette (guaste) sono all’interno della sala d’attesa, che a una certa ora viene chiusa per evitare ospiti indesiderati come vagabondi in cerca di un posto per dormire. E sotto chiave in sala d’attesa sono anche le bacheche con gli orari delle partenze e degli arrivi, così chi vuol sapere gli orari dei treni non può che far riferimento al monitor che segna solo i primi quattro treni che arriveranno o partiranno da quel momento. Questa la situazione descritta da numerosi turisti che protestano stupiti: pensavano di arrivare (o partire) alla perla del Tirreno, e si sono trovati a Piovarolo, la stazioncina abbandonata di un famoso film di Totò. E questo per fermarsi all’ordinaria amministrazione, al disagio quotidiano, e non dire della richiesta di una miglliore illuminazione notturna, soprattutto nel sottopasso che consente di arrivare da un binario all’altro, poco illuminato e spesso sporco e con le pareti piene di scritte, e delle condizioni dell’edificio, per qualcuno già fatiscente nonostante sia stato ristrutturato pochi anni fa.

Insomma, nell’estate del 2007 Castiglioncello esiste solo come fermata dei treni, più che una stazione un casello. Ma come si è arrivati a questa situazione? La protesta per i disservizi alla stazione di Castiglioncello non nasce certo oggi, con alti e bassi è un tormentone che va avanti almeno da una decina d’anni, da quando le Ferrovie dello Stato di fatto decisero di declassare la stazione e di chiudere la biglietteria in gestione diretta. Intorno alla vicenda si è aperto un lungo dibattito che ha visto anche la nascita din un comitato che per anni ha chiesto interventi a tutti i livelli per migliorare sia la stazione che il servizio. Una prima risposta positiva alle proteste è arrivata nella primavera del 2000, quando le ferrovie hanno mantenuto almeno in parte la promessa fatta al comitato cittadino e sono iniziati i lavori per sistemare la stazione, che cadeva a pezzi, con i bagni chiusi da tempo e le strutture in stato di degrado.

Nel giro si alcuni mesi sono stati completati i lavori per migliorare l’aspetto delle sale interne della stazione e del sottopassaggio pedonale, con intonacatura, imbiancatura, messa a norma dell’impianto elettrico. Nel paniere delle richieste del comitato c’era però anche il ripristino della biglietteria, ritenuta indispensabile specie in estate per una località come Castiglioncello. In seguito gli amministratori comunali si sono incontrati più volte con i vertici delle Fs, fino a trovare un accordo sull’utilizzo dell’immobile e la sua destinazione d’uso. Questo ha portato al contratto di comodato attualmente vigente, e ad un nuovo assetto che ha visto fino la nascita nella struttura di un ufficio turistico che fino a pochi mesi fa ha avuto la gestione anche della biglietteria. Tre mesi fa infine l’ultima mazzata: la sospensione del servizio di biglietteria ferroviaria per una querelle sorta tra Ati e Pro Loco.

La decisione di sospendere l’attività è stata presa dal Costa Fiorita, consorzio che attraverso l’Ati gestisce l’Ufficio Turistico ed il centro unico di prenotazioni, dopo una diffida inviata dalla Pro Loco Amici di Castiglioncello. Una situazione che ha dato vita ad una polemica infuocata, e che non lascia prevedere una riapertura in tempi brevi. Le Ferrovie dello Stato - come si legge nel pezzo a parte - rimandano buona parte delle accuse al mittente, e si impegnano a limare quelle che ritengono piccole carenze fisiologiche caratteristiche di ogni piccola stazione. Insomma, nel prossimo futuro non c’è da attendersi grossi cambiamenti, e nel frattempo, benvenuti a Piovarolo.

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