Il Tirreno

Arrestati per le botte al senegalese

Alessandro De Gregorio

In carcere i due giovani già denunciati anche per le scritte nazi

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CECINA. Prima le denunce, poi il carcere. Sono finiti alle Sughere i due giovani, già nel mirino per le scritte nazi e ora accusati di aver picchiato un senegalese. Uno ci è finito direttamente, il ventiseienne Matteo Macchioni. L'altro, il ventenne Roger Agostini, il giorno dopo. Agostini infatti se l'era cavata con gli arresti domiciliari ma dopo appena un giorno è stato sorpreso in giro dalla polizia, così anche lui è stato rinchiuso nel carcere livornese. Il gip ha fatto cadere l'accusa di rapina impropria, mentre restano in piedi per entrambi le lesioni e la discriminazione razziale.

Tra l'altro la polizia è convinta che ci siano loro, Macchioni e Agostini, dietro gli pseudonimi “Crudo” e “Svb” con cui erano state firmate scritte razziste e naziste sui muri della città. L'ultimo episodio che viene loro attribuito non riguarda però le scritte ed era avvenuto la sera del 22 giugno a Marina. Lì, sul viale Galliano, due giovani avevano picchiato un ambulante senegalese di 45 anni. Il pretesto per attaccar briga era stato il prezzo di un cappellino. Una breve contrattazione, qualche scambio di insulti (tra cui «sporco negro», come riferirà il senegalese) e poi l'inseguimento a piedi. Davanti i due giovani con il cappellino rubato, dietro l'africano. Raggiunti dal senegalese, i due avevano reagito prendendolo a pugni e calci (l'uomo ha un certificato medico di dieci giorni). All'arrivo della polizia non c'era nessuno tranne la vittima dell'aggressione.

Gli agenti erano risaliti ai nomi di Macchioni e Agostini, il venditore ambulante li aveva riconosciuti e nei loro confronti era scattata la denuncia a piede libero. Mancava la flagranza. Ma la polizia nel rapporto ha chiesto una misura cautelare per entrambi, proprio in considerazione dei precedenti loro attribuiti: le svastiche e le altre scritte naziste su muri e negozi di vicolo Bargilli e dintorni, il replay al Conad di Marina, ancora attribuito a “Crudo”. Ora il pestaggio di un extracomunitario. Fatto sta che, con questa relazione della polizia, il sostituto procuratore Paola Rizzo ha convinto il giudice delle indagini preliminari Sandra Lombardi a disporre le misure cautelari richieste.

Per Macchioni è scattata direttamente la custodia in carcere e venerdì sera il giovane è stato preso e accompagnato alle Sughere. Per Agostini il giudice aveva ritenuto sufficienti gli arresti domiciliari. Ma il ventenne, che abita a Cecina insieme ai genitori, lo aveva già detto alla polizia: «Tanto in casa non ci sto, io esco subito». Ed è stato di parola, visto che l'indomani è stato fermato mentre camminava sull'Aurelia, proprio accanto al commissariato. «Venivo a costituirmi da voi» avrebbe detto agli agenti, forse intendendo l'ammissione del fatto stesso di essere uscito di casa. Automatico a questo punto l'arresto per evasione e il trasferimento alle Sughere.

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