Il Tirreno

Una discarica abusiva sulla spiaggia

Alessandra Bernardeschi

Gimkana tra i rifiuti sul sentiero che porta alla Cianciafera

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CASTIGLIONCELLO. È in completo degrado la baia della Cianciafera, naturalmente scavata nelle rocce del promontorio di Castiglioncello, tra villa Godilonda e villa Parisi. La commistione tra aree pubbliche e private dalle quali si accede alla spiaggetta sottostante, rende difficili gli interventi di bonifica. Una situazione ritenuta, per certi versi, anche pericolosa per coloro che vogliano raggiungere il mare e che, dopo segnalazioni, ha portato gli agenti di Polizia municipale ad effettuare un sopralluogo ed a stilare un verbale.

Ed è già l’accesso alla baia a dimostrare la particolarità della zona: un cancello, a pochi passi dalla torre Medicea, porta ancora la scritta di una società privata. Il cancello è aperto e immette su uno stradellino, oggi pubblico, che si inoltra con una leggera discesa verso il mare sottostante. Ma fatti pochi metri, tra i lecci ed il sottobosco spuntano tubolari di ferro, bottigliette di plastica ma, soprattutto, le strutture oggi dismesse, che fino a qualche anno erano utilizzate dalla Beauty farm di Villa Godilonda. Casotti in cemento e legno, vetri rotti, vasche idromassaggio accatastate ed arrugginite, tubature di plastica, rubinetti e quant’altro poteva servire a far funzionare il centro termale.

Scese alcune rampe di scale, dal terrazzamento che si apre proprio sul piccolo golfo, l’occhio immediatamente viene catturato da una grossa tubatura in plastica, dal diametro di almeno 30 centimetri, che fuoriesce proprio dall’arenile fino a qualche anno fa utilizzato dai clienti del Godilonda. «E’ stato messo dall’albergo - spiega un cittadino proprietario di un appartamento del soprastante condominio “La Torre” - per convogliare l’acqua piovana che scendeva giù dal parco dell’albergo. Poi le mareggiate hanno portato via la sabbia ed hanno scalzato e sopraelevato la tubatura, oggi pericolosa anche per i bambini». Un tubo dalle estremità spezzate che inizia proprio sotto l’altissimo muro del Godilonda e termina vicino al mare. «E’ un problema - continua il residente - qui vengono tutti, lasciano sporcizie di ogni genere e non ci sono regole. Che intervenga l’amministrazione comunale ad apporre cartelli e siano fatte le giuste opere di pulizia».

Il problema appare tanto più sconcertante oggi, perché proprio quello stradellino in mezzo al bosco è stato promosso e finalmente censito quale accesso pubblico al mare all’interno del nuovo Piano del Demanio. Piano inserito dall’amministrazione all’interno de Regolamento urbansitico. Un atto che dovrebbe mettere fine al balletto, durato per mesi e mesi, tra chi voleva il passaggio accessibile a tutti ed i privati che via via chiudevano il cancello. Un balletto sul quale intervenne lo stesso sindaco Alessandro Nenci che fece aprire una volta per tutte lo stradello. Ma il problema, evidentemente, non sembra essere ancora risolto perché, proprio ai lati del viottolo si trovano le strutture private del Godilonda e non c’è al momento nessuna recinzione che impedisca il passaggio all’interno della proprietà privata. Tant’è, come riportato sul verbale stilato dai vigili, estranei durante la notte si sono introdotti all’interno dell’hotel chiuso già da alcuni mesi. Una situazione che dovrà essere dunque sanata sia per i problemi di sicurezza, sia per dare dignità alla baia della Cianciafera frequentata sin dai primo anni del secolo scorso, dalla nobilità che giungeva in vacanza a Castiglioncello.

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