Il Tirreno

Pompieri, nuova sede per pochi intimi

Alessandro De Gregorio

Quasi pronta la caserma al Paratino ma l’organico è ridotto all’osso

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CECINA. La caserma è quasi pronta e i vigili del fuoco non vedono l’ora di trasferirsi. Se non altro, come dice uno di loro, «potremo smettere di dover fare una doccia uno alla volta per colpa della caldaia...». Ma sarà una sede per pochi intimi. Sulla carta, i pompieri a Cecina dovrebbero essere sette a turno (per quattro turni). Di fatto sono cinque. E con un copia-incolla quel numero cinque sarà trasferito dalla vecchia caserma di via dei Parmigiani alla nuova tra via Togliatti e via del Paratino. Perché, spiegano ancora i vigili del fuoco, il problema è generale. I fondi sono sempre meno, l’ultima finanziaria li ha addirittura dimezzati; le assunzioni sono praticamente bloccate, l’abolizione del servizio di leva ha cancellato l’esercito degli ausiliari. La situazione è andata peggiorando anno dopo anno. I tagli non hanno risparmiato nemmeno il 115, il numero dell’emergenza tolto ai distaccamenti e riservato alle centrali.

Ma soprattutto manca personale sulla strada, il teatro d’azione dei pompieri. Una delle ultime leggi ha favorito il passaggio delle qualifiche e così molti sono stati promossi da caporeparto a ispettore. In altre parole, sono finiti in qualche ufficio. «Dove c’è necessità di personale, certo, ma anche là fuori c’è bisogno di gente - dice ancora il nostro interlocutore indicando la strada - C’è comunque chi sta peggio di noi, quindi non ci lamentiamo». Già, inutile lamentarsi. Meglio pensare positivo, magari aspettare la nuova sede per farsi più docce in una volta senza attendere, come adesso, che si ricarichi il boiler dell’unica funzionante. La Mannoni Gino Carlo Snc, società proprietaria del terreno e costruttrice della caserma, dopo la firma della convenzione nel febbraio 2006 sta rispettando i tempi e - se non ci saranno intoppi - l’inaugurazione potrà avvenire davvero per il giorno della patrona (4 dicembre, Santa Barbara). Due piani su un’area di circa ottomila metri quadrati: la nuova sede avrà al piano terra l’autorimessa, gli uffici e uno sportello per il pubblico; al primo piano la logistica, il refettorio e le camerette con 19 letti in tutto. Accesso in via Togliatti, uscita delle autobotti in via del Paratino, in modo da imboccare al volo la variante Aurelia.

E’ previsto anche uno spazio per l’atterraggio degli elicotteri che, come disse il sindaco Paolo Pacini, potrebbe assumere valenza regionale per la posizione strategica sulla costa. Tutto molto bello e suggestivo. Ma i mezzi e il personale? Resteranno quelli che sono. Cioè i 28 pompieri previsti per il distaccamento cecinese rimarranno una ventina. Non sette a turno ma cinque. Perché ci sono i corsi di aggiornamento, di preparazione ecc., ci sono le malattie e ci sono le ferie. Cinque è il numero minimo per garantire i servizi. Ma anche il massimo, di fatto. Come spunta un uomo in più, viene dislocato all’Elba, a Piombino o nella stessa sede centrale di Livorno. Insomma, dove c’è più bisogno in quel momento. In caso di grosso incendio, si continuerà a contare sulla rete dei vigili del fuoco sul territorio, ovvero sulle autobotti inviate da Livorno piuttosto che Piombino o Pisa. I 19 lettini sono previsti proprio per quello: per poter ospitare colleghi in caso di calamità, come il nubifragio di sette anni fa quando a Cecina piovvero pompieri anche da Siena, Arezzo e Firenze.

Per capire quanto sia corta la coperta basta fare il giornalista e telefonare allo 0586 632280 quando si sente la sirena. Se sono usciti i vigili del fuoco, al centralino non risponde più nessuno ma la segreteria telefonica del comando livornese. «Sul servizio dobbiamo andare tutti e cinque - dice ancora il pompiere - fino a un paio di anni fa avevamo l’ausiliario che restava al centralino. Poi è stato abolito il servizio di leva. La direzione aveva anche aperto una serie di bandi per centralinista ma il vincitore rifiutava quasi sempre. magari era di Piombino o di Livorno e quindi i cinque-seicento euro dello stipendio se ne sarebbero andati in benzina». E a proposito di “tutti in strada”, la nuova sede sarà videosorvegliata. Almeno le squadre potranno uscire senza portarsi dietro le proprie cose. Già, succede anche questo, visto che durante gli interventi l’attuale caserma rimane completamente sguarnita.

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