La manifestazione
Tassisti in rivolta contro il trenino
f.c.
«Ci ruba i clienti e il Comune non ci ha neppure consultato»
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CECINA. E Ruotolino diventò il treno della discordia. Vigorosa la protesta del Gruppo taxi Cecina all’indomani dell’entrata in servizio del trenino dopo i brevi periodi di sperimentazione dell’estate scorsa e delle ultime festività natalizie. La prima, come hanno affermato gli stessi tassisti locali, era limitata ad alcuni tratti su Cecina Mare, la seconda era considerata un’iniziativa rivolta ai bambini. Ora però è diverso: martedì, ad esempio, i cinque membri del Gruppo hanno visto pressoché azzerate le loro corse («tutti col trenino al mercato, al quale è legato il 70 per cento del lavoro della giornata»).
Si cominciò a parlare di un trenino, in senso lato di un sistema di collegamento organizzato periferia-centro quando furono concepiti i parcheggi - in primis, vista la grossa capienza, quelli di via Montanara - che dovevano servire a rendere più snello il traffico che fagocitava il cuore della città rendendolo invivibile. Specie dopo la nascita della zona blù che aveva improvvisamente cancellato decine di posti macchina. Ma gli automobilisti irriducibili avevano continuato a girare con insistenza in cerca del posto in prossimità del negozio, dello studio, del luogo insomma che dovevano raggiungere. Così nacque l’idea di collegare il centro ai parcheggi di cui dicevamo attraverso un servizio-navetta di cui avrebbero dovuto usufruire i cittadini una volta lasciata l’auto. Una soluzione invece mai attuata.
Finché non è arrivata la società Ruotolino col progetto del mezzo ecologico. Per il quale non hanno lesinato commenti positivi Concommercio, Confesercenti e Amministrazione comunale attraverso l’assessore Battini. Ma le loro argomentazioni, specie quando si è parlato dell’utilità del servizio che sarebbe peraltro in grado di coprire zone periferiche non servite da altri mezzi, sono state oggetto di dure critiche da parte dei tassisti locali. I quali hanno subito premesso che di non aver individuato nel Comune la volontà di riconoscerli come operatori di un servizio pubblico, che in realtà è in grado di coprire tutto il territorio e le cui tariffe sono decise dall’Amministrazione. Per il quale, come loro stessi hanno ribadito, sono disponibili 24 ore su 24, cosa che in provincia oltre a Cecina si verifica solo a Livorno. E ancora: «Così si declassa un servizio che in città esiste da cent’anni, iniziato con le carrozze, ed è assurdo distruggerlo. Soprattutto in una località a vocazione turistica».
Il Gruppo taxi Cecina se l’è presa poi con l’Amministrazione comunale per non essere stato interpellato prima che venisse dato il via libera al progetto del treno. Poteva invece esser discussa la possibilità di una convenzione. Magari anche con gli sponsor dell’iniziativa. Perché il servizio su chiamata è più puntuale, è un’altra cosa. Uno strano rapporto quello col Comune, che «non ci ha mai interpellato, mentre ciò avviene puntualmente in altre città, in occasione di instaurazione di sensi unici e di cambi nella viabilità». Si è quindi ricordato cone dieci anni fa gli autobus per Cinquantina, Collemezzano e Paratino per orari e quantità di corse lasciassero molto a desiderare. Il Comune parlò coi tassisti e sembrava schiudersi l’ipotesi di una convenzione, anche perché il loro preventivo per il servizio periferico, che non era escluso potesse essere svolto con un pulmino, era di gran lunga inferiore alla cifra che doveva essere sborsata all’Atl; allora però il discorso decadde quando la stessa Atl paventò la necessità di tagliare numerosi posti di lavoro se non avesse proseguito a servire la periferia.
Ora se dalle strutture convenzionate si va al mare col trenino, hanno rilevato i tassiti, viene meno il lavoro estivo che costituisce un introito importante in grado di compensare quello ben più esiguo del resto dell’anno. Il Gruppo cecinese dovrebbe allora rispondere alle chiamate notturne quando di giorno lavora il trenino? Potrebbe emergere un rifiuto ad effettuarle. Al contempo il Gruppo taxi ha prospettato energiche forme di lotta da condurre con l’ausilio dei sindacati di categoria.
Si cominciò a parlare di un trenino, in senso lato di un sistema di collegamento organizzato periferia-centro quando furono concepiti i parcheggi - in primis, vista la grossa capienza, quelli di via Montanara - che dovevano servire a rendere più snello il traffico che fagocitava il cuore della città rendendolo invivibile. Specie dopo la nascita della zona blù che aveva improvvisamente cancellato decine di posti macchina. Ma gli automobilisti irriducibili avevano continuato a girare con insistenza in cerca del posto in prossimità del negozio, dello studio, del luogo insomma che dovevano raggiungere. Così nacque l’idea di collegare il centro ai parcheggi di cui dicevamo attraverso un servizio-navetta di cui avrebbero dovuto usufruire i cittadini una volta lasciata l’auto. Una soluzione invece mai attuata.
Finché non è arrivata la società Ruotolino col progetto del mezzo ecologico. Per il quale non hanno lesinato commenti positivi Concommercio, Confesercenti e Amministrazione comunale attraverso l’assessore Battini. Ma le loro argomentazioni, specie quando si è parlato dell’utilità del servizio che sarebbe peraltro in grado di coprire zone periferiche non servite da altri mezzi, sono state oggetto di dure critiche da parte dei tassisti locali. I quali hanno subito premesso che di non aver individuato nel Comune la volontà di riconoscerli come operatori di un servizio pubblico, che in realtà è in grado di coprire tutto il territorio e le cui tariffe sono decise dall’Amministrazione. Per il quale, come loro stessi hanno ribadito, sono disponibili 24 ore su 24, cosa che in provincia oltre a Cecina si verifica solo a Livorno. E ancora: «Così si declassa un servizio che in città esiste da cent’anni, iniziato con le carrozze, ed è assurdo distruggerlo. Soprattutto in una località a vocazione turistica».
Il Gruppo taxi Cecina se l’è presa poi con l’Amministrazione comunale per non essere stato interpellato prima che venisse dato il via libera al progetto del treno. Poteva invece esser discussa la possibilità di una convenzione. Magari anche con gli sponsor dell’iniziativa. Perché il servizio su chiamata è più puntuale, è un’altra cosa. Uno strano rapporto quello col Comune, che «non ci ha mai interpellato, mentre ciò avviene puntualmente in altre città, in occasione di instaurazione di sensi unici e di cambi nella viabilità». Si è quindi ricordato cone dieci anni fa gli autobus per Cinquantina, Collemezzano e Paratino per orari e quantità di corse lasciassero molto a desiderare. Il Comune parlò coi tassisti e sembrava schiudersi l’ipotesi di una convenzione, anche perché il loro preventivo per il servizio periferico, che non era escluso potesse essere svolto con un pulmino, era di gran lunga inferiore alla cifra che doveva essere sborsata all’Atl; allora però il discorso decadde quando la stessa Atl paventò la necessità di tagliare numerosi posti di lavoro se non avesse proseguito a servire la periferia.
Ora se dalle strutture convenzionate si va al mare col trenino, hanno rilevato i tassiti, viene meno il lavoro estivo che costituisce un introito importante in grado di compensare quello ben più esiguo del resto dell’anno. Il Gruppo cecinese dovrebbe allora rispondere alle chiamate notturne quando di giorno lavora il trenino? Potrebbe emergere un rifiuto ad effettuarle. Al contempo il Gruppo taxi ha prospettato energiche forme di lotta da condurre con l’ausilio dei sindacati di categoria.
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