Il Tirreno

LA MOSTRA

Pietrapertosa e le sue sculture

Federica Lessi
Pietrapertosa al lavoro
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Pietrapertosa al lavoro

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 CECINA. Tufo di Lecce, pietra di Trani, terracotta di Montelupo. E poi essenze di cipresso, olivo, pioppo. È legata alla terra la scultura di Gianfranco Pietrapertosa, quarantasettenne lucano adottivo di Cecina da vent'anni. Le sue opere, in mostra fino a domenica 8 gennaio in Corso Matteotti 39 - esprimono il percorso istintivo di un autodidatta dalla vocazione speciale: Pietrapertosa infatti ebbe la prima idea di scolpire il legno giocando con un gelso nel convento di Oppido Lucano. Mastro Tuccio il falegname allora gli mostrò sgorbie, scalpelli e i ferri del mestiere. Da questa povertà di mezzi e da una grande devozione nasce il suo percorso, sostenuto dalla fede che l'ha portato a prendere i voti da francescano fino al 1992. Da questo impegno nasce il bel volto di Cristo che esprime perplessità e la vicinanza alle fragilità dell'uomo che pervadono tutta la sua opera. «Per me l'arte è un segno di riconoscimento delle vicende umane - spiega - per questo è vicina alla terra e riporta la provenienza di ogni materiale, per ricordarne l'appartenenza». La statua di San Francesco che campeggia al centro della mostra è stata ricavata da un pioppo tagliato sull'argine del Cecina e mantiene la stessa naturalezza e forza dell'albero che cresce verso il cielo. La mostra è aperta tutti i giorni dalle 16 alla 20. Info: www.gianfrancopietrapertosa.it.

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