Il dolore
LA RUBRICA DEL MEDICO
Stiamo attenti al colesterolo
Gian Ugo Berti
2 MINUTI DI LETTURA
Ho il colesterolo appena, appena un po' alto. Non rischio mica l'infarto, dottore?" "Il rischio c'è". "Io ho invece il colesterolo normale. Posso stare tranquillo?" "Dipende". Può sembrare un controsenso, ma il medico ha ragione in entrambi i casi. Importante: sulla strada dell'infarto, non c'è infatti solo il colesterolo (uno dei grassi del sangue), ma anche i trigliceridi ed altri. Soprattutto, è bene sapere che esiste un colesterolo totale, uno "cattivo" che s'attacca alle pareti dei vasi sanguigni ed uno "buono", chiamato lo "spazzino delle arterie". Avere il primo normale ed uno od entrambi gli altri, alterati, non può lasciare tranquilli. Non dobbiamo infatti dimenticare condizioni come la pressione alta (25% della popolazione), il diabete (5%) e, terza ma non ultima, la predisposizione familiare. È fondamentale tener presente la propria storia clinica, una specie di "dinastia" della salute. Se ci siano stati poi casi di malattie vascolari, metaboliche e d'ipertensione, abbiamo a che fare in negativo con un valore aggiunto. Una specie di tara genealogica di cui bisogna tener conto per calcolare l'indice globale di "rischio infarto". Se a tutto ciò s'aggiunge l'abitudine al fumo, si comprende come il rischio aumenti a dismisura perché nessuno pensa mai a fumarne una sì ed una no. E' bene dunque parlarne con il medico per inquadrare la propria situazione, così da ridurre od evitare nel tempo guai di salute. Non condanniamo però l'alimentazione, che incide solo per il 10%. Se assieme ad una costante attività fisica (10mila passi al giorno), non s'ottenessero benefici, occorre allora ricorrere ai farmaci. La novità, di cui hanno parlato a Roma ad un convegno promosso da Msd i proff. Alberico Catapano e Claudio Borghi, riguarda una molecola, l'ezetimibe, in grado da sola di ridurre il colesterolo "cattivo", da impiegarsi assieme alle statine, laddove queste come farmaco tradizionale d'attacco non abbiano conseguito i risultati attesi. Nasce quindi l'ottica nuova di personalizzare la cura,considerando il singolo caso ed i parametri via via ottenuti. La nuova molecola è a totale carico del Servizio sanitario nazionale per i pazienti già in trattamento, a cui il curante non vuole cambiare la terapia in atto. In Toscana, 20 persone su 100, oltre i 18 anni d'età, non si sono mai controllati, fra questi celibi e nubili. E' evidente che il colesterolo non preoccupa i toscani. Che siano tutti celibi o nubili?
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google