Sicurezza
LO SPETTACOLO
L'Artimbanco rende omaggio a Guerrazzi
Federica Lessi
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Uno spettacolo dellArtimbanco 2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Il 23 settembre 1873 moriva nella sua villa alla Cinquantina Domenico Guerrazzi, in esilio volontario dopo decenni di appassionato impegno repubblicano. Fondatore de "L'indicatore livornese", sempre avverso al potere Granducale - nel 1833 fu imprigionato all'Elba, nel 1848 partecipò ai moti che cacciarono Leopoldo II - fece parte del governo provvisorio di Firenze con Mazzoni e Montanelli fino all'arrivo degli austriaci in appoggio dei moderati, che lo costrinsero all'esilio in Corsica. Nel 1861 fu eletto deputato del Regno d'Italia, a riconoscimento del suo impegno per l'unità nazionale, e negli ultimi anni di vita appoggiò il movimento operaio con Garibaldi. Per rendere omaggio ad una personalità tra le più importanti del Risorgimento italiano l'Artimbanco sta lavorando al riallestimento dello spettacolo "Il rifugio dell'aquila", un concerto in versi di Fabrizio Parrini codiretto da Carlo Rotelli e Marco Leone, che andrà in scena a novembre a Villa Guerrazzi. Nel cast attori dell'Artimbanco come Alessandro Luperi, Giovanni Rindi e Angela Gherardi, poiché il lavoro che debuttò nel 2003 sarà affiancato da testi letterari e poetici di Manzoni e Leopardi, e da musiche di autori risorgimentali come Verdi Puccini e Mascagni. Le parole di Guerrazzi, nei versi letti dall'autore, saranno alternate ad una voce femminile, interpretata Lorella Serni. Lo spettacolo gode del patrocinio del Comune del Cecina e della Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno, e sarà realizzato con il contributo di Unicoop Tirreno, come hanno affermato durante la presentazione i rappresentanti degli enti. Per Rotelli (Artimbanco) la figura di Guerrazzi 8incarna quello che successe dopo l'unità d'Italia, quando gli ideali risorgimentali furono traditi dalla classe dirigente - dice - il suo soggiorno a Cecina avviene dopo l'esperienza in parlamento e riflette il clima del secolo che muore». Da qui l'idea di riallestire l'opera di Parrini «dando spazio ad un drammaturgo contemporaneo che guarda ai valori della storia locale» afferma Leone. L'assessore alla cultura Antonio Garigali lancia l'idea di un anno guerrazziano nel 2023, in occasione dei 150 anni dalla scomparsa, mentre la Fondazione (Vincenzo Paroli) e Unicoop (Marco Matteucci) manifestano la coincidenza degli obiettivi del lavoro di Artimbanco con le rispettive istanze culturali.
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