Il Tirreno

FOTOGRAFIA

La strada vista da Umicini

Divina Vitale
Uno degli scatti di Umicini in mostra fino al 31 luglio a Castagneto
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Uno degli scatti di Umicini in mostra fino al 31 luglio a Castagneto

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 CASTAGNETO CARDUCCI. Da quel giorno a Siena, dove si era trasferito da Savona, quando un frate del patronato della parrocchia vicino a casa gli prestò, per caso, la macchina fotografica, non l'ha più abbandonata. Giovanni Umicini, classe'31, fiorentino, fotografo autodidatta, specializzato in foto di strada, in ritratti che sa cogliere solo tra la gente "più vera". Da poco le ha contate tutte, le foto di una vita: 750.000 scatti, meno quelli che non"gli vanno" perchè le butta subito. A 80 anni suonati non si è mai voltato indietro e ci confessa che non avrebbe mai potuto vivere senza. Alla Sala dei Molini la sua mostra "Street Photography" fino al 31 luglio.  E la carriera quando è cominciata ufficialmente?  Nel 1959 quando ancora ufficiale venni in contatto con la Kodak italiana, tramite un negozio di Padova che frequentavo. Dovevano aprire un grande laboratorio di sviluppo e stampa a colori e mi chiesero di fare il direttore tecnico. Non aspettavo altro e l'ho diretto per tre anni, per poi abbracciare la libera professione.  Ha cominciato a girare il mondo?  Le foto sono fatte in molte parti del mondo ma solo quando andavo in ferie, perchè, per vivere, facevo fotografia scientifica industriale per Riello e altre grandi aziende, industrie venete.  E la sua attenzione per la figura umana in strada...  Anche questo percorso è partito tutto da Siena e dal prestito del frate... Al tempo ho fatto le foto più belle di sempre, boh forse la fortuna del principiante. In tutte le foto ci sono al centro l'uomo e l'ambiente.  Lo scatto più bello  Nel 1981 i frati della basilica del Santo di Padova mi chiamarono per fotografare un evento irripetibile senza anticiparmi niente, era la venuta di Sant'Antonio di Padova... tanto emozionante quanto unica come esperienza artistica.  Quando è stato consacrato come fotografo?  A dire la verità che fotografavo non tanto male me ne ero accorto abbastanza presto... ma non volevo fare mostre. La prima risale al 1991 perchè mi ha spinto un critico d'arte di Padova, mi ha obbligato, e appena ho cominciato c'è stato un boom di richieste: New York, Berlino ecc... Le foto le facevo per passione, perchè mi piaceva, sono stato un pò bischero ad aspettare a proporle... e pensi che ho venduto più fotografie negli Stati Uniti che in Italia.  Ma perchè anche la fotografia è più apprezzata all'estero che in Italia?  Sì, da noi hanno cominciato a capirla da qualche anno, veramente, si polemizza molto sui prezzi mentre fuori la pagherebbero il doppio, il triplo...

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