Il Tirreno

"Attraverso il furore", va in scena Massimiliano Civica al Pasquini

Federica Lessi
Una scena dello spettacolo di Civica
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Una scena dello spettacolo di Civica

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 CASTIGLIONCELLO. Da una parte una giovane coppia coi suoi battibecchi nel tran tran quotidiano, dall'altra un uomo dal volto antico, quasi savonaroliano, che declina i sermoni del mistico medievale Meister Eckart. Un contrappunto spiazzante tra un'epoca lontana e il presente, tra parole senza tempo sorrette da una fede cristallina e una partitura zoppicante sulle incertezze delle relazioni attuali. Parte da qui "Attraverso il furore", lo spettacolo coprodotto da Armunia per "Inequilibrio" che è di scena in prima nazionale venerdì primo luglio ore 20,30 al castello Pasquini (in replica ogni giorno fino a mercoledì 6). Massimiliano Civica, Premio Ubu della critica nel 2008 come miglior regista per "Il Mercante di Venezia", ha messo insieme tre sermoni del predicatore domenicano contemporaneo di Dante con altrettanti dialoghi scritti per lui dal drammaturgo Armando Pirozzi. Il risultato è un contrasto tra due voci, che non si somigliano nella forma né nel contenuto. Eckart inanella le sue deduzioni sull'elevazione dell'anima Dio, sulla ricerca delle quiete e sulla natura di Dio come "Uno" e negazione della negazione. La sua visione limpida è sorretta dalla logica e della dottrina come dalla chiarezza della fede. I due giovani prima si incontrano in un surreale colloquio di lavoro, poi dividono un momento di vita familiare, infine sono al mare in vacanza. Nei loro dialoghi affiorano le nevrosi di oggi, la fragilità nelle certezze e un fluttuare incerto nei rapporti di coppia, che pure lascia intendere una formula misteriosa di intimità affettuosa. «L'idea era quella di giustapporre due voci che sono lontane l'una dall'altra - spiega Civica - Eckart con le sue immagini potenti, e i dialoghi della coppia con le sue fragilità, per riuscire a capire come riusciamo a cavarcela nella vita, come sappiamo attraversare quello che Eckart chiama il furore, cioè il mare, le acque agitate della vita». Le estremità a sorpresa a volte si toccano, con rimandi impercettibili e affinità che rimbalzano tra i dialoghi, consegnando domande cui lo spettatore elaborerà risposte o altri interrogativi a sua misura. In scena Marcello Sambati alla lettura di Eckart, i bravissimi Valentina Curatoli e Diego Sepe che interpretano la coppia. Info: www.armunia.eu, 0586 754202.

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di Redazione web