SOLIDARIETA
Oggi è il giorno del rifugiato
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Oggi è la giornata del rifugiato. «I sussidiari, gli umanitari, i profughi, gli apolidi... sono l'"esercito" di coloro che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case a causa di guerre e persecuzioni, un "esercito" in crescita. Congo, Pakistan, Somalia, Afghanistan, Eritrea, Sudan, Kurdistan, in fuga per salvarsi la vita: uomini, donne e bambini, anziani, famiglie. E non ci sono segnali che facciano presagire una soluzione per i principali conflitti in corso, come quelli in Afghanistan, Somalia, nella Repubblica Democratica del Congo, in Sudan, in Iraq, in Libia», scrive Riccardo Paini dell'Arci Bassa Val di Cecina. I rifugiati nel nostro paese sono 55mila. L'Italia presenta cifre molto basse rispetto ad altri paesi dell'Unione europea, in termini sia assoluti che relativi. La Germania accoglie quasi 600mila rifugiati ed il Regno Unito circa 270mila, mentre la Francia e i Paesi Bassi ne ospitano rispettivamente 200mila e 80mila. «In Italia - dice ancora Paini - anche le nuove domande si stanno riducendo notevolmente per effetto "delle politiche restrittive e dei respingimenti", politiche in assoluta contraddizione con le Convenzioni internazionali sui diritti dell'uomo e dagli imput politici di armonizzazione sull'asilo dell'Unione europea. E nonostante siano in numero ridotto, il godimento dei loro diritti è seriamente compromesso da limiti introdotti con provvedimenti nazionali e carenza di risorse. Nel 2009 risulterebbe un calo del 43% delle domande di asilo in Italia, una tendenza che potrebbe corrispondere ad una buona notizia se fossero venute meno le cause per le quali i rifugiati scappano dai loro Paesi, calo invece dovuto anche ai nuovi respingimenti barbari e di massa verso la Libia dove si oscurano trattamenti oltre il limite della dignità umana. Mentre a livello europeo si nota una sostanziale stabilità nel numero delle domande, in alcuni paesi europei come Francia e Germania le domande di asilo sono aumentate rispettivamente del 20 e del 25% in rapporto all'anno precedente. L'Italia non garantisce più la protezione a chi chiede asilo come dovrebbe, vedi convenzioni internazionali ed europee, su tutte la Convenzione di Ginevra e la Costituzione italiana, art. 10. Riaffermiamo l'importanza della solidarietà e della necessità che la comunità internazionale e nazionale condivida questo fardello. L'intero territorio della Bassa Val di Cecina, con responsabilità e cognizione di causa, contribuisce da sempre alla gestione di progetti dediti alla protezione, accoglienza e integrazione di richiedenti asilo e rifugiati, dalla Colonia S. Maria Goretti al centro di accoglienza "Vallescaia". Oggi sul territorio locale attivo è il Sistema nazionale di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), costituito dalla rete degli enti locali che realizzano progetti territoriali di "accoglienza integrata". Si tratta di un progetto che prevede un programma di protezione, accoglienza in appartamenti residenziali dislocati sull'intero territorio della Bassa Val di Cecina ed integrazione con percorsi individuali di inserimento socio-economico. La struttura di coordinamento dello Sprar è il Servizio centrale, l'Anci, Comune capofila Rosignano, partner i comuni di Cecina, Castagneto e Bibbona, la Provincia di Livorno, l'Asl 6, l'associazione che gestisce il programma direttamente è l'Arci. Ma non possiamo permetterci di abbassare la guardia, auspicando oggi e in futuro l'allargamento della rete dell'accoglienza e il potenziamento delle risorse».
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