Il Tirreno

AL DE FILIPPO

Il Risorgimento raccontato dagli studenti

Giuseppe Garibaldi
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Giuseppe Garibaldi

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 CECINA. "Sorelle e fratelli d'Italia". È questo il titolo della commedia che è andata in scena al Teatro "De Filippo" l'11 e il 18 maggio per studenti e genitori e che verrà replicata la sera di mercoled' 8 giugno alle 21.  In occasione del Centocinquantesimo dell'Unità italiana, un gruppo di insegnanti delle "Galilei" sia di Cecina che di San Pietro in Palazzi, delle "Guerrazzi" e del "Marco Polo", con altri volontari, si esibiscono sul palco in una «particolare lezione di storia» fuori dai banchi e dai canoni.  È un esperimento di cambio di prospettiva in cui, questa volta, gli insegnanti si mettono in gioco di fronte ai loro allievi, improvvisandosi attori.  Soggetto e messa in scena sono a forma di Michele Pascucci che ha creato una compagnia di eccezione: Gianfranco Pietrapertosa, Enrica Marongiu, Domenico Ascione, Angela Di Ruocco, Letizia Pascucci, Anna Orefice, Aldo Giannerini, Massimo Ferrini, Michela Malasoma, Giovanni Marino, Roberta Menini, Rita Iacoviello, Federica Sammuri, Piera Siconolfi, Cristina D'amato, Lauro Bendinelli, Alessandro Burroni, Ottavio Mura, Mattia Mura, Sergio Carbone, Francesco Caniglia, Sabina Sandri, Nicola Livio, Chiara Rumori, Christian Cavallini, Fabbri Simone, Calzolari Emanuele.  L'intento è di regalare tante emozioni, ma anche di offrire spunti di riflessione sulla necessità che il "Risorgimento" debba essere considerato, anche oggi, sempre davanti a noi con tutti i suoi valori, come capacità di "risorgere" dai problemi nuovi o, spesso, vecchi in forma nuova.  La narrazione è costruita su fatti, personaggi e situazioni storiche che vanno dal momento conclusivo della Spedizione dei Mille ai primi mesi dell'Unità italiana. È ambientata nei vicoli di Napoli, in una macelleria che è in realtà una tipografia clandestina. Ormai nelle settimane che precedono lo storico incontro di Teano si respira aria di speranza per l' Unità e per le libertà. La stampa però, per diffondere le notizie sulle corruzioni locali è esposta a un continuo rischio. Fatta l'Italia le tanto attese libertà purtroppo non ci sono ancora, specialmente nell'informazione che è nuovamente soggetta a un rigido controllo.  Coinvolgente è l'intreccio che parte da un quadretto ameno di una mattinata partenopea, per raggiungere momenti di intensa emozione; la scenografia è essenziale e attenta al budget con cui di questi tempi la scuola deve fare i conti; intense sono le musiche con cui lo spettatore viene guidato attraverso luoghi e situazioni.  Esperienze come queste sottolineano il ruolo della scuola come promotrice di cultura e di valori, non solo nelle classi, ma anche sul territorio.

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