Il dolore
FONDAZIONE GEIGER
Sculture di carta e labirinti di ferro
Federica Lessi
◗
Una delle opere in mostra 2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Sculture aeree di carta, figure di cartone, labirinti di ferro eterei che scandiscono lo spazio. L'universo fragile della svizzera Liz Gehrer sarà protagonista della prossima mostra alla fondazione Geiger, che apre i battenti sabato 23 aprile alle 18. La sala espositiva in corso Matteotti ospiterà le opere leggere dell'artista nata San Gallo dove vive, frequentando spesso la Toscana in cui ama trascorre qualche mese l'anno a Montepulciano. Divisa in 6 sezioni, la personale "Liz Gehrer. L'uomo, fra influssi e cambiamenti" curata da Alessandro Schiavetti comprende sculture di cartone, collages e installazioni. La poetica della Gehrer si nutre della vita di ogni giorno, delle relazioni tra gli uomini, del rapporto con l'ambiente e la natura. «Non è la quotidianità a sembrarci curiosa e degna di nota, ma tutto ciò che è straordinario e clamoroso - afferma - spesso ci sfugge che lo straordinario si nasconde nell'ordinario o che il silenzio dura più a lungo del vociare. Col mio lavoro miro a un'opposta strategia: cerco di dare un'espressione particolare alle questioni di ogni giorno, che per me sono sostanziali». Il mezzo che ha scelto per esprimersi è il cartone che con colla e gesso diventa duro e rugoso, percorso dalle vicissitudini dell'esistenza. La figure umane hanno silouhettes allungate, memori delle sculture fragili di Alberto Giacometti, mentre il rapporto con lo spazio si riflette in opere come il trionfo di ali bianche sospese nell'aria per l'installazione "Alato" o nel labirinto di grate di ferro che accoglie il visitatore all'ingresso della mostra. La precarietà della condizione umana attraversa tutta l'opera della Gehrer, che nell'istallazione "Addentare l'erba" (sinonimo di morire) presenta un curioso memento mori: il poster col volto di una ragazza steso a terra è attraversato da tagli dai quali spunta l'erba del prato sottostante, fino a oscurare la bellezza del ritratto. L'ambiente è anche un'altra preoccupazione dell'artista svizzera, che nella sezione finale presenta "Filtro per polveri sottili", un'ironica metafora della condizione dell'uomo costretto a respirare l'aria inquinata del pianeta. La mostra resterà aperta fino al 29 maggio, da martedì a domenica ore 16-20. Info: www.fondazionegeiger.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
