Il Tirreno

Artimbanco, piace il dramma

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 CECINA. "Fratelli d'Italia" il dramma sul Risorgimento a cura dell'Artimbanco ha ottenuto un vero e proprio successo a Prato nella sala della scuola di cinema "Anna Magnani". La rappresentazione è avvenuta come anteprima della proiezione del film di Massimo Smuraglia "Dalla palude si vede il mare", girato nella nostra zona con epliciti riferimenti storici ad una vicenda nel decennio 1850-1860 accaduta in un podere cecinese. Il dramma già realizzato a Villa Ginori a Marina e nella cantina Della Gherardesca in Bolgheri è stato particolarmente applaudito dal pubblico di Prato che ha sottolineato così anche il ruolo del regista di cinema, Smuraglia per l'appunto, che non si è sottratto ad una prova d'attore nella parte di Cavour nella pièce scritta da Carlo Rotelli, a suo agio nel consueto ruolo del Carducci. Nè sono mancati apprezzamenti agli altri interpreti locali a cominciare da Giovanni Rindi per finire a Gabriele Tizzani. Ma soprattutto è piaciuta Ilaria Buccioni nella parte della popolana che interferisce emotivamente col gruppo dei grandi personaggi. Dopo un tale preambolo è stata la volta del "corto". Proiettato sul grande schermo della scuola il film ha destato grande impressione in primo luogo per le scelte figurative dai chiari riferimenti nella pittura macchiaiola. Infatti il casolare e l'ambiente circostante nella tenuta di Guado al Tasso in Bolgheri hanno permesso alla fotografia di cogliere valori cromatici in linea con le esigenze della regia. Infine nel sottoscala della scuola, nella cabina della proiezione, nella soffitta, si sono alternati alcuni attori della Magnani a rappresentare in inediti monologhi alcuni dei personaggi del risorgimento. E così anche in tale contesto l'Artimbanco ha presentato un monologo intitolato «il garibaldino giapponese».

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