Il Tirreno

Un convegno sulla cultura ebraica al Centro studi commedia all’italiana

Anche il cinema abbatte il pregiudizio

Michele Amadori
Sopra la Sinagoga di Livorno. A sinistra Lucia Croce e Massimo Ghirlanda
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Sopra la Sinagoga di Livorno. A sinistra Lucia Croce e Massimo Ghirlanda

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 CASTIGLIONCELLO. In occasione della Giornata europea della cultura ebraica, anche Castiglioncello ha voluto prendere parte alle celebrazioni e lo ha fatto nel modo che le è più consono: attraverso il cinema. Il Centro studi commedia all'italiana, col patrocinio dell'amministrazione locale, dell'Ucei, della Comunità ebraica di Livorno e dell'Ose ha organizzato un incontro-dibattito, accompagnato dalla proiezione del film israeliano "La Banda" del 2007. A introdurre la serata il presidente del Centro studi, Massimo Ghirlanda, che ha presentato gli ospiti: l'ideatore dell'evento, nonché membro del Centro Studi, Joe Shammah, Lucia Croce, presidente del consiglio comunale di Rosignano Marittimo, Margherita Ascarelli, vicepresidente della Comunità ebraica di Livorno, e Giorgio Sestieri, presidente dell'Ose. Numerosi i temi trattati durante la conferenza che ha preceduto la proiezione del film; Lucia Croce, studiosa di cultura ebraica nelle sue molteplici manifestazioni ha sottolineato l'impegno dell'Amministrazione nel favorire e promuovere la conoscenza e l'incontro tra realtà diverse. Un impegno apprezzato da Joe Shammah, il quale si è detto soddisfatto e orgoglioso di poter trasmettere i valori della cultura ebraica attraverso quella che viene considerata come la "settima arte". «Conoscere il mondo ebraico è essenziale - ha proseguito la prof.ssa Ascarelli, vicepresidente della Comunità ebraica di Livorno - per abbattere i pregiudizi, per scoprire quello che di comune c'è tra le differenti culture europee e quindi imparare a dialogare. Veicolo principale per costruire relazioni di reciprocità è proprio l'arte». A concludere il giro degli interventi, Giorgio Sestieri. Il presidente dell'Ose ha introdotto il film "La Banda", sottolineando un parallelo tra il tema dell'accoglienza, dominante nel film e nell'attività dell'Ose stessa, come dimostrano gli asili nido e la colonia di Caletta di Castiglioncello gestiti proprio dall'associazione fondata da Raffaele Cantoni.

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