Il Tirreno

Presentato il libro di Aurelio Pellegrini sulla nascita del socialismo

Il "biennio rosso" di Montescudaio

Federica Lessi
I relatori e il pubblico alla presentazione del libro di Aurelio Pellegrini
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I relatori e il pubblico alla presentazione del libro di Aurelio Pellegrini

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 MONTESCUDAIO. "La fiammata rossa. Montescudaio 1919-1923" di Aurelio Pellegrini non è solo un capitolo di storia locale di quello che fu in Italia il biennio rosso. La crisi economica a seguito della Grande Guerra, la nascita di partiti di stampo popolare, le varie correnti socialiste sullo sfondo del nascente fascismo si ritrovano nella piccola dimensione di paese, che lo scrupoloso lavoro dello storico ha ricostruito con dati e documenti dell'epoca. I semi del socialismo gettati dall'anarchico Giovanni Rossi, la fondazione della sezione socialista scandita da fatti di sangue che fecero eco in tutt'Italia, la vittoria alle elezioni del 12 settembre 1920 e il lavoro delle nuove amministrazioni portano in luce le vicende e i protagonisti di una comunità, ricostruendone il tessuto politico e sociale. Storie che si fanno anche romanzo nelle pagine appassionate di "Una storia d'amore e d'anarchia" tra Sardegna Frati e Alfredo Coscini, due coniugi attivisti anarchici. Ma quello che è stato sottolineato più volte durante la presentazione del libro sabato 11 settembre con Manrico Ferrucci, Paolo Romano Coppini, Antonio Valentini e Gino Nunes è la molteplicità di legami con il presente e la profondità dell'analisi di Pellegrini, che nel consegnare un pezzo di storia del suo paese lascia un segno nei lettori di oggi.  Sarà l'insistenza sulla scuola da parte del primo sindaco socialista Mariani - un muratore alfabetizzato alle serali - e la garanzia del diritto alla salute che rendono lungimiranti quei provvedimenti, oppure l'incapacità della sinistra di allora di vedere la minaccia del fascismo, che da lì a poco avrebbe cambiato l'Italia, e la graduale sostituzione della forza e dell'irrazionalità alla legalità e alla democrazia che avvicinano le vicende di un secolo fa alle questioni della politica attuale. «La storia di solito è quella di papi, re e comandanti - dice l'autore - ma questi quattro sconclusionati velleitari e sognatori provarono a vendicare qualche secolo di sfruttamento e miseria».

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