Il Tirreno

LA RUBRICA DEL MEDICO

Un manuale per assistere il piccolo

Gian Ugo Berti

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Per assistere un bambino malato di tumore, tre sono le caratteristice dell'operatore: sapere, saper fare, saper essere. È in sostanza la base per decidere di donare il proprio tempo, pur senza essere uno psicologo od uno specialista, ma solo offrendo un personale impegno. Oggi, un manuale realizzato con il contributo di esperti, offre le risposte per quanti sono vicini ai piccoli pazienti ed ai loro familiari. L'iniziativa, presentata a Milano, è nata dalla collaborazione fra l'Aieop (Associazione italiana ematologia oncologica pediatrica) e Glaxo Smith Kline, nell'ambito di un comune percorso di solidarietà sociale che ha preso il via nel 1996, portando a finalizzare iniziative per migliorare il benessere dei bambini e dei ragazzi ricoverati. Dal testo emerge come il 70% dei piccoli che si trovano a combattere con la malattia può vincere la battaglia. Considerando poi che una persona su 600 si ammali di tumore entro i primi quindici anni di vita, significa che un adulto su 800 ha vissuto l'esperienza del cancro. Curare oggi significa allora non soltanto assicurare la guarigione, ma offrire i supporti necessari per superare i problemi psicologici. Un ruolo importante è così quello dei volontari,veri e propri - si è detto - "angeli in corsia".  A loro, infatti, è dedicato il volume "L'assistenza ai bambini malati di tumore" (Raffaello Cortina editore) e ricostruisce i diversi tasselli del mosaico del tumore a partire dalle acquisizioni scientifiche più recenti per giungere fino agli aspetti fisiologici del piccolo paziente e della famiglia. È proprio su questi,infatti, che si deve concentrare l'attenzione del volontario. "Se trent'anni fa ogni nostro sforzo era rivolto ad ottenere la guarigione, oggi questo non basta - ha precisato il presidente dell'Aieop, Lulvio Porta - perchè dobbiamo far sì che chi venga curato possa diventare un adulto,non un sopravvissuto e del tutto alla pari dei coetanei. Perciò occorre prestare la massima attenzione alla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie, specie considerando le difficoltà che s'incontrano nell'affrontare trattamenti efficaci, ma ancora assai pesanti da sopportare. L'impegno deve andare avanti per anni, anche quando il tumore è stato sconfitto".

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