Il Tirreno

LA RUBRICA DEL MEDICO

Neurostimolatori contro il dolore cronico

Gian Ugo Berti

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 A volte è una fastidiosa sciatica che va e viene, in altri casi è l'artrosi a creare continui problemi,ma tante altre sono le cause del dolore cronico, capace di rendere invalida di fatto una persona. La medicina ha già trovato, fra i vari rimedi, quello degli stimolatori elettrici inseriti sottopancia e collegati con il midollo spinale.  Si tratta di apparecchi che hanno fatto la svolta, ma che hanno nel cambiamento di posizione del soggetto (sdraiato, seduto, in piedi), il loro punto debole,potendo infatti ridursi l'effetto antidolorifico.  Adesso anche questo problema è stato risolto e l'apparecchio di ultima generazione è stato impiantato positivamente proprio a Pisa, dall'unità operativa di Terapia Antalgica diretta dal dott. Paolo Poli. Si chiama "accelerometro" ed il meccanismo è quello del comune iPhone, di taluni telefoni cellulari, nelle automobili per azionare l'air-bag in caso di forte impatto. In pratica, funziona qualunque sia l'angolazione ad esempio del telefono o del monitor per facilitare la visualizzazione.  Il nuovo neurostimolatore, prodotto da Medtronic, include una componente che sfrutta la forza di gravità terrestre per rilevare la posizione del malato ed adottare automaticamente il livello di stimolazione richiesto allo scopo d'alleviare il dolore. Di norma i segnali del dolore viaggiano attraverso il sistema nervoso,ma gli impulsi elettrici del neurotrasmettitore modificano tali segnali prima che giungano al cervello. Il paziente avverte quindi una sensazione di formicolio anzichè dolore. I dispositivi hanno oggi la dimensione di un orologio da polso.  Spesso,aggiunge Poli, i pazienti devono modificare manualmente questi livelli quando cambiano posizione,perchè il livello di stimolazione dipende dalla distanza fra il midollo spinale e gli elettrodi impiantati. Quindi, non di rado può ricevere uno stimolo inferiore alle necessità mentre il dolore continua. Il nuovo apparecchio sente invece le posizioni ed i movimenti,apprende le regolazioni impostate ed adatta automaticamente la cura alla posizione. È anche in grado di memorizzare posizioni ed ampiezze e visualizzare tramite grafiuci e tabelle dati oggettivi dell'attività del paziente.  Lo studio Process ha dimostrato che tale terapia, affiancata al trattamento tradizionale, porta ad un effettivo sollievo del dolore cronico in pazienti sofferenti alla schiena ed alle estremità. Si calcola che, in Toscana, ne soffra circa un milione di persone.

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di Redazione Pisa