Il Tirreno

l'iniziativa

«Salviamo Caletta dal degrado». Petizione dov'era la Festa del pesce

Anna Cecchini
«Salviamo Caletta dal degrado». Petizione dov'era la Festa del pesce

Un gruppo di residenti ha organizzato la raccolta firme: «Il quartiere muore e il Comune non ci risponde neanche»

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CASTIGLIONCELLO. Hanno atteso sei mesi che l'amministrazione, in qualche modo, si facesse viva. Con una risposta scritta alle loro richieste, con un sopralluogo o anche soltanto ricevendoli a palazzo civico e ascoltando quelle che per loro, calettani doc, sono riqualificazioni essenziali per migliorare il quartiere. Così non è stato. E loro, in piena estate, si sono organizzati per rendere ben visibile la protesta. Hanno chiesto il permesso per occupare una porzione della piazza sul lungomare di Caletta, la stessa che fino a due anni fa ospitava il padellone del fritto per la tradizionale Festa del pesce (chiusa definitivamente). Un tavolo e qualche sedia per allestire un banchetto. E un piedistallo dove hanno sistemato un cartello su cui, in modo chiaro, viene spiegato il motivo della petizione. In quattro ore sul lungomare, due la mattina e due nel pomeriggio, il gruppo di "calettani autoctoni", come si autodefiniscono nel testo della petizione, hanno raccolto circa 200 firme. «E ripeteremo la raccolta con il banchetto - spiega Claudio Pucciani, uno dei portavoce della raccolta firme per riqualificare Caletta - per altri tre sabati, fino al 24 agosto».

Ma cosa chiedono i calettani, affiancati da turisti che da decenni hanno la seconda casa nel quartiere e da visitatori più saltuari? «Siamo interessati - comincia la petizione - alla tutela del patrimonio naturalistico quale bene comune della frazione di caletta, della sia vita sociale, delle attività commerciali e turistiche presenti».Ecco che i firmatari sottolineano «il degrado del parco comunale causato da una manutenzione inesistente o saltuaria, sollecitando l'amministrazione a investire risorse pubbliche per la sua riqualificazione. Inefficace anche la manutenzione della passeggiata, soprattutto a fronte di mareggiate, che la rendono inagibile e pericolosa, come del resto insufficiente anche l'illuminazione di tutta la frazione lato mare e della passeggiata che mette a rischio la sicurezza dei passanti». Pucciani ricorda che lo scorso gennaio il gruppo di calettani aveva scritto «a sindaco, assessori e tutti i consiglieri. Ci pare brutto che l'amministrazione tutta non si sia neppure degnata di rispondere, per questo abbiamo organizzato questa raccolta firme. Siamo nativi di Caletta e, da anni, stiamo assistendo a un livello sempre peggiore di degrado della zona.

Tra l'altro segnaliamo anche nella petizione che di risorse per la riqualificazione ce ne sarebbero: i contributi per progetti di rigenerazione urbana emessi dal ministero degli Interni e i fondi europei per lo stesso scopo, con scadenza il prossimo 24 settembre. Il Comune di Rosignano ha presentato richiesta per questi contributi?».Sempre nella petizione, il gruppo di calettani sollecita il Comune a occuparsi «della Rai, per i frequenti oscuramenti dei canali; servono barriere fonoassorbenti lungo la tratta ferroviaria Rosignano-Caletta sulla base di un preliminare di accordo tra Comune e Ferrovie; urge la potatura del verde pubblico». E ancora, i calettani chiedono «una ztl e una maggiore vigilanza verso le auto parcheggiate irregolarmente; il ripristino del sottopasso ferroviario in via dei Cipressi; la derattizzazione del parco comunale e la messa in sicurezza degli edifici ex La Pace e ex Tre Palme».

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di Redazione web