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Campeggi di Vada uniti: «Serve un'intesa sui lavori da fare in spiaggia». Ecco cosa chiedono
I titolari intervengono anche sul ripascimento a stagione iniziata: «400 dipendenti e migliaia di clienti, è necessario un confronto continuo»
VADA. Il ripascimento all'inizio della stagione turistica, oltretutto nei giorni della Pentecoste che da sempre portano nei campeggi della zona centinaia di visitatori dall'estero, ha rappresentato la classica goccia che fa traboccare il vaso. Ma anche una occasione da cui ripartire, chiedendo al Comune di avviare un confronto dettagliato e continuo su interventi, manutenzioni e aspetti economici che riguardano il settore dei campeggi. E allora i titolari dei camping di Vada propongono un punto e a capo. Per questo hanno scritto al sindaco Daniele Donati, al vicesindaco e assessore al turismo Licia Montagnani, all'assessore al demanio Vincenzo Brogi, all'assessore ai lavori pubblici Giovanni Bracci e all'assessore alle attività economiche Alice Prinetti per chiedere «un incontro urgente per avviare un confronto sulle modalità operative degli interventi stagionali sugli arenili».
Ieri, per fare il punto della situazione, hanno fatto un sopralluogo sulla spiaggia e nelle loro strutture. Il motivo? «Negli anni - spiega Marco Lelli, direttore del campeggio Campo dei fiori - nei nostri complessi turistici sono stati fatti investimenti e migliorie di rilievo, tanto che adesso chi viene nei nostri campeggi trova servizi e cura delle strutture. Il che va a cozzare con l'ambiente esterno, che non è curato. Diciamo che c'è l'impressione che l'amministrazione non sia conscia di come i nostri camping siano cambiati dagli anni Settanta a oggi. Tutti noi offriamo case mobili e bungalow immersi nel verde, con tutti i confort e grandi piscine. Oltretutto il Covid ha accelerato un fenomeno che era già partito: i turisti preferiscono i campeggi perché possono stare più all'aperto e avere meno contatti. Ecco, il Comune dovrebbe prendere contezza di questo e di come i campeggi incidano sul turismo». Anche Alessandro Frosali, titolare della Baia del Marinaio spiega che «qualunque intervento nelle zone circostanti i campeggi, a partire dalla spiaggia che è l'attrattiva maggiore per cui i turisti scelgono la zona, deve essere concordato. Siamo sei campeggi e ognuno in estate impiega almeno una sessantina di lavoratori, oltre all'indotto. Questi sono i numeri del nostro settore, che non può essere considerato secondario». Da qui la richiesta di un incontro urgente con tutti gli amministratori, per avviare un tavolo di lavoro permanente. «Perché i problemi sono tanti - spiega Andrea Storaco del camping Molino a fuoco - , basta guardare la differenza tra la cura e la pulizia all'interno dei campeggi e quello che si trova fuori». Frosali mostra la pineta che divide la sua struttura dalla spiaggia.
«È vero che è una riserva biogenetica - dice - ma quando sono venuti a potare potevano almeno ripulire il sottobosco. Anni fa avevo sistemato luci e panchine e me le hanno fatte rimuovere perché non consone». Infine Alberto Cagnani, del camping Tripesce, davanti al quale si è concentrata buona parte del ripascimento con ruspe e tubi. «Dovrebbe essere proprio il Comune - dice - dopo un accordo definito, a obbligarci a manutenere la fascia verde tra il mare e i camping. Invece ci viene negato. Per non parlare della ciclabile, ognuno di noi, quando ha fatto dei lavori, ne ha realizzato un tratto. Ma serve qualcosa di omogeneo e fatto dal Comune, così è un percorso senza senso».
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