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A Cecina assalto in via Pertini per i vaccini liberi: somministrate 190 dosi, più del previsto

Michele Falorni
La fila in via Pertini per i vaccini (foto Michele Falorni/Silvi)
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La fila in via Pertini per i vaccini (foto Michele Falorni/Silvi)

In programma ce n'erano 176. Pagliacci (Società della Salute): «Siamo riusciti a recuperarne altre»

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CECINA. Centonovanta vaccini somministrati nel corso dell'open day di ieri in via Pertini. Anche più del previsto. Con una grandissima affluenza di persone, tanto che, per soddisfare il maggior numero di richieste possibile, «abbiamo utilizzato anche tre dosi di Pfizer avanzate dalla seduta della mattina e abbiamo richiesto un altro flacone da 11 di Moderna», spiega Donatella Pagliacci, direttrice della Società della Salute valli Etrusche. Pomeriggio movimentato in via Pertini, dunque. Con quasi duecento persone sopra i 60 anni a presentarsi all'ingresso già all'ora di pranzo, così da prendere il numero e avere la prima dose di Moderna nel giorno dell'open day ad accesso libero, cioè senza bisogno di prenotarsi. Le dosi, come previsto, erano 176 (poi salite a 190) e molti, dopo le spiegazioni dei vigili urbani arrivati a controllare, sono dovuti tornare a casa. Non sono mancate le proteste, perché all'entrata la fila è cresciuta subito e c'è stata un po' d'impazienza. Sotto al gazebo bianco, montato per dare ombra e al tavolo con una sedia dove sedersi a riempire l'autocertificazione punto per punto, sono arrivati in tanti, chiedendo di velocizzare il percorso.

E così, come spesso succede, non sono mancate le incomprensioni, sebbene il personale dell'Asl e i volontari della Pubblica assistenza abbiano spiegato e aiutato. Chi ha preso il numero alla fine ha tirato un sospiro di sollievo, ha atteso con pazienza il proprio turno e risposto a penna alle domande stampate sul modulo di consenso in attesa della chiamata.Dentro, come in passato, il dottor Franco Berti a coordinare i medici Cesare Buonocore, Giovanni Mori Ubaldini e Niccolò Meliani, pronti a ricevere la gente e svolgere il colloquio prima che le infermiere aprissero le piccole stanze e praticassero l'iniezione. In media, ne sono passate circa 40 all'ora, prendendo poi il secondo appuntamento nella parte amministrativa e uscendo. «Si sono presentate più persone di quelle che potevamo vaccinare - ha detto la dottoressa Donatella Pagliacci, coordinatrice sanitaria zona val di Cornia - ma abbiamo fatto il possibile. Con il passare del tempo ho visto però che si sono auto organizzate e non è stato difficile assegnare i numeri». Per rispettare le leggi alle persone in fila è stato chiesto di mantenere la distanza di almeno un metro e di non creare gruppi.

Chi è giunto in via Pertini si è seduto sulle panchine davanti all'ingresso dell'Agenzia delle entrate, mentre sul lato opposto - dove si trova la porta e la sala dell'accettazione - si è accomodato sul prato al fresco delle piante. Non tutti hanno ottenuto la prima dose, tornando a casa dopo avere sperato. La procedura, per chi ormai è pratico, è simile ogni volta: con la prenotazione, come per le 120 dosi di ieri mattina, vale l'orario scritto sul documento ufficiale. È il sistema consigliato. Senza, come ieri pomeriggio, occorre il numero e poi l'autocertificazione. Un altro open day è previsto venerdì 4 giugno, come indicato dalla nota ufficiale dell'Asl, e dovrebbe interessare i quarantenni.

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di Redazione web